Decima edizione della Giornata Mondiale della Radio – Tre, gli argomenti di discussione: evoluzione, innovazione e connessione.
Nemmeno i suoi inventori potevano lontanamente immaginare che la radio avrebbe avuto un futuro così longevo! Lo stesso Guglielmo Marconi – che nel 1897 fu il primo a depositarne il brevetto – poteva prevedere che la radio avrebbe rivoluzionato talmente il nostro modo di comunicare. Perché, all’inizio, tutti i tentativi condotti sulla trasmissione dei segnali radio nascevano a scopi militari.
Invece la radio è stato il primo strumento tecnologico a essere utilizzato anche a scopo di intrattenimento, per trasmettere non solo musica e concerti, ma anche messaggi politici e, in anni più recenti, spot pubblicitari. In tutti questi anni la radio si è evoluta e ha cambiato forma, resistendo all’inesorabile trascorrere del tempo e a chi, a torto, pensava che avrebbe avuto vita breve.
La radio ha saputo innovarsi e adattarsi all’avvento della televisione e di internet dimostrando, soprattutto in tempi di pandemia, di essere il mezzo di intrattenimento e di informazione più potente mai inventato.
Per questo, dal 2011 l’UNESCO ha deciso di dedicarle un giorno intero per celebrare la sua importanza in tutto il mondo, scegliendo come data proprio il 13 febbraio, giorno che ricorda la prima trasmissione radio delle Nazioni Unite.
Ogni anno l’UNESCO dedica il World Radio Day a un tema specifico, invitando le emittenti radiofoniche di tutto mondo a partecipare alla discussione. “Una nuova radio per un mondo nuovo” è il fulcro di questa giornata celebrativa, incentrata su tre argomenti chiave, che aiutano a comprendere i vari aspetti del mondo radiofonico: evoluzione, innovazione e connessione.
Il tema “Evoluzione” si riferisce alla resilienza della radio, alla sua sostenibilità e alla sua continua metamorfosi, nonostante il passare del tempo. Il mondo cambia, la radio si adatta e si innova: “Innovazione” è l’argomento che tocca gli aspetti che hanno reso la radio il mezzo di riferimento della mobilità, accessibile ovunque e a chiunque. “Connessione”, invece, comprende i temi di informazione odierni, ed evidenzia l’importanza dei servizi radiofonici della nostra società, in grado di tenerci continuamente aggiornati e connessi con il resto del mondo.
La radio è diventata uno strumento d’informazione di massa che ha saputo partecipare ai cambiamenti sociali e culturali dell’ultimo secolo, testimoniando tutti gli eventi storici più rilevanti e che ne hanno caratterizzato il lungo corso. Ma prima di tutto – e prima ancora della televisione – la radio è stato il più potente mezzo di aggregazione sociale, in virtù delle trasmissioni musicali, sportive e culturali che ancora oggi fanno parte della nostra storia. Insomma, la radio ha segnato il nostro passato, è una protagonista attiva del nostro presente e ha davanti a sé un futuro che è ancora tutto da scrivere.

5 curiosità da conoscere sulla radio
- La Ducati è stata tra le prime aziende italiane a produrre mobili radio. Risalgono agli anni Quaranta i primi mobili acustici realizzati in legno chiaro, e caratterizzati da una tela di colore verde all’altezza dell’altoparlante. Furono pochi i modelli prodotti, tutti di fattura artigianale, nati dalla grande abilità manuale dei maestri liutai cremonesi. Durante il Dopoguerra, infatti, la fabbrica fu riconvertita nell’azienda motociclistica che oggi tutti conosciamo.
- In Italia le prime trasmissioni commerciali risalgono agli anni Venti. Fin dalla sua invenzione fu considerata uno strumento pericoloso, perché a differenza del telegrafo consentiva conversazioni pubbliche che potevano essere ascoltate da chiunque: insomma, problemi di privacy erano già un tema scottante agli inizi del ‘900!
- La prima stazione radio nasce nel 1919 a Pittsburgh, nel garage del signor Frank Conrad. La stazione prese il nome di KDKA e nel novembre del 1920 riuscì a trasmettere in diretta il secondo turno delle elezioni presidenziali americane.
- Sono tantissime le pellicole cinematografiche dedicate alla signora radio. Tra queste spicca il film di Richard Curtis I Love Radio Rock (2009) dedicato al fenomeno delle radio pirata inglesi negli anni ’60. Le vicende sono tutte ispirate a fatti realmente accaduti: nel 1966 nel Regno Unito era proibito mandare in onda musica pop e rock se non per tre quarti d’ora al giorno. Le radio pirata, invece, trasmettevano musica non stop direttamente dalle navi, ancorate a largo del Mare del Nord.
- Il programma radiofonico più longevo al mondo è The Archers, in onda sulle frequenze inglesi della BBC dal 1951. Si tratta di una telenovela radiofonica della durata di 13 minuti e che da 70 anni (appena compiuti questo 1°gennaio) raggiunge un pubblico di circa 5 milioni di ascoltatori al giorno.