Il Commissario Ricciardi vince ancora

Se tre indizi fanno una prova, al quarto cosa bisognerebbe pensare: ad una prova, a tutti gli effetti, incontrovertibile? Nel caso de ‘Il Commissario Ricciardi’ la risposta non può che essere positiva. Quarta puntata, quarto lunedì e quarta vittoria nella guerra degli ascolti della prima serata. L’atteso episodio, ‘Il giorno dei morti’, ha conquistato il pubblico italiano, facendo raggiungere la quota di 5.636.000 milioni di telespettatori. Un lieve aumento rispetto alla settimana scorsa, ma ormai è di fatto una conferma definitiva per la consacrazione di questa serie targata Rai.
Il quarto episodio, tratto dall’omonimo quarto romanzo della saga ideata da De Giovanni è stato, quasi sicuramente e contemporaneamente, sia il migliore in assoluto, almeno fino a questo momento, che quello più amaro. Dove la tematica della solitudine ha mostrato un ulteriore livello di approfondimento e di malinconia. Una solitudine, però, sfociata dalla cattiveria e dalla cecità dell’essere umano nei confronti del proprio simile.
Un dramma, quello di ieri sera, mostrato con semplicità. Certo, questo è un vocabolo che in queste settimane viene continuamente abusato; come se non esistessero altri aggettivi per descrivere o definire, per dare il giusto valore al lavoro che è stato svolto nella trasposizione di questa serie di romanzi. Ma non è un vocabolo usato a caso, anzi. Per mostrare certe realtà, per raccontarle e sensibilizzare l’opinione pubblica alle volte, la stessa sensibilità, è l’unica arma che si ha a disposizione.
‘Il Commissario Ricciardi’ punta verso questa direzione: a sensibilizzare. Magari non proprio in maniera diretta, ma lo fa in punta di piedi. Senza esasperare, senza estremizzare le posizioni o comunque le singole correnti di pensiero. Si raccontano delle storie di persone comuni in cui tutti noi ci possiamo, in un modo o nell’altro, riconoscere. La puntata di ieri è stata la migliore per un motivo: si è quasi giunti ad una svolta. Ovviamente c’è da attendere altri due lunedì.
Quando andranno in onda, rispettivamente, ‘Vipera’ ed ‘In fondo al cuore’, titoli che rappresentano il sesto ed il settimo libro della saga letteraria; saltando di fatto il quinto romanzo: ‘Il Natale del Commissario Ricciardi’. Una svolta che, forse, seguirà la linea voluta da Maurizio De Giovanni oppure ci sarà un evento differente che scinderà, in maniera definitiva, il romanzo dalla fiction? Non ci rimane che aspettare, senza dimenticare l’ottima prova degli attori. Compreso Lino Guanciale che ormai, si può dire, è di fatto il Commissario Alfredo Luigi Ricciardi. E forse questo personaggio non lo abbandonerà più.

Fotografia di Anna Camerlingo

Laureato in Giurisprudenza nel 2012. Da sempre appassionato di cinema e serie tv. Frequenta il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di cinema ‘Immagina’ a Firenze, diretto dal giornalista Giovanni Bogani. Di recente ha pubblicato con la casa Editrice Print Art il suo primo romanzo ‘La Notte di Mustang’.