Continuano le interviste di Mediavox Magazine alle protagoniste di Pizza Girls, il successo tv in onda su La 5
Intervista a Petra Antolini: “A Pizza Girls ho portato la mia Verona”
Veronese doc, ma con il cuore rivolto a sud dello stivale. Petra Antolini è una donna molto determinata, che sin da piccola ha sempre avuto le idee chiare su quello che avrebbe fatto nella vita. Dal 2010 gestisce la sua pizzeria, Settimo Cielo, locale di cui va orgogliosissima. Ma quando le si è presentata l’occasione di partecipare a Pizza Girls, ha fatto le valigie e si è trasferita in piena zona arancione, durante tutto il periodo delle riprese. “Se potessi, mi trasferirei a Salerno anche l’indomani”, mi confida apertamente durante la nostra chiacchierata. Petra, infatti, nutre una forte ammirazione per i prodotti della nostra terra, ma è fiera delle sue radici veronesi e della sua pizza, frutto di anni di studio e di una passione coltivata già in tenera età, grazie alla nonna che le ha insegnato l’arte della panificazione.
Che Petra sia una donna in gamba e fortemente determinata abbiamo già avuto modo di scoprirlo nella settimana di programmazione a lei dedicata, durante la quale l’abbiamo vista all’opera in compagnia dell’attrice Simona Borioni. Dal 15 marzo, però, la rivedremo in onda con il duo Arteteca, che realizzeranno le loro pizze del cuore proprio grazie all’aiuto di Petra.
Ma quali sono i segreti della sua pizza? Lo abbiamo chiesto direttamente a lei: in questa speciale intervista Petra si racconta, svelando in esclusiva, per i lettori di Mediavox Magazine, la ricetta della sua pizza del cuore. Scopri di più!
L’INTERVISTA

Hai sempre pensato di voler fare la pizzaiola? Come ti sei appassionata a questo mestiere?
È stato un caso fortuito, oserei dire un fulmine a ciel sereno! Ho sempre dichiarato che a 30 anni avrei smesso di fare lavori stagionali per aprire un’attività tutta mia. Quando finalmente ho trovato il locale perfetto per me, mi sono trovata a dover gestire un’attività preesistente che era sia ristorante che pizzeria. A quel punto ho dovuto iniziare a studiare per imparare a fare le pizze: pur conoscendo le basi della panificazione, la pizza è un’altra cosa. Ma devo dire che è stato subito amore.
Cosa pensa la tua famiglia del tuo lavoro? Hanno sempre appoggiato le tue scelte?
La mia famiglia ha sempre immaginato un altro lavoro per me. Quando sono nata, i miei genitori stavano iniziando a sviluppare le loro aziende e al momento di iscrivermi alle superiori, immaginavano per me un futuro da ragioniera. Essendo cresciuta a contatto con la nonna che mi ha insegnato l’arte della panificazione, in cuor mio desideravo iscrivermi all’alberghiero, per continuare a coltivare questa mia passione per la cucina. E allora ho dovuto cedere a un compromesso: mi sono iscritta al magistrale, ma quell’anno scolastico è servito a capire a me – ma soprattutto ai miei genitori – che non ero affatto portata. Li ho fatti impazzire! E a quel punto hanno ceduto a malincuore, permettendomi di iscrivermi all’alberghiero. Oggi, però, sono felicissimi della strada che ho intrapreso: all’azienda di famiglia ci pensano i miei fratelli.
Nel 2017 hai fondato il gruppo Donne di pizza, Donne di cuore. Di cosa si tratta?
È un progetto bellissimo, nato durante un convegno al quale stavo partecipando. A pranzo mi sono trovata a tavola con queste 7 pizzaiole, anche loro provenienti dalla scuola del Molino Quaglia. Per me, il 7 rappresenta un numero magico: sono la settima della famiglia e il mio locale si chiama Settimo Cielo. Anche il gruppo “Donne di pizza, Donne di cuore” è formato da 7 donne che hanno un unico scopo, quello di creare il buono per fare del bene. Sosteniamo tantissime donne e abbiamo realizzato svariati eventi, per devolvere il ricavato in beneficenza. Attualmente siamo ferme a causa del covid, ma stiamo progettando cose belle per il futuro!
Secondo te, le donne in che modo possono fare la differenza nel mondo della pizzeria?
La donna può fare la differenza se ha un uomo affianco. Il complemento totale può arrivare solo quando la donna è affiancata da una squadra. Sono sempre stata dell’idea della parità di questa professione. Nel nostro mestiere ci sono meno donne, perché si tratta di un lavoro dove lo sforzo fisico è elevato: io mi ritengo una donna fortunata, perché riesco a fare il mestiere che ho sempre sognato pur avendo una famiglia. Ma gestire lavoro e figli non è facile: se sono riuscita ad emergere è perché al mio fianco ho un grande uomo.
Ti definisci testarda, ambiziosa e determinata. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Ho un sacco di progetti in ballo e attualmente stiamo avviando una fattoria, dove produrremo tutti prodotti biologici. Tra le altre cose mi piacerebbe rendere “green” la mia pizzeria, renderla cioè più sostenibile a livello di struttura, insieme alla produzione di prodotti a chilometro zero.
La pizza secondo Petra Antolini: qual è il segreto che la rende così speciale?
Un connubio di cose che, combinate tra loro, rendono la mia pizza un momento speciale. Dietro c’è uno studio sui lieviti e sulle farine, ma c’è anche una ricerca di territorialità e di stagionalità, tutti elementi che concorrono alla bontà del prodotto e che rendono la mia pizza sicuramente diversa. Infine c’è il locale, che fa “empatia” già nel momento in cui parcheggi l’auto all’esterno. Io lavoro molto sull’emozione: per me è fondamentale che l’emozione parta ancor prima che arrivi la pizza in tavola.
Come mai hai scelto di partecipare a Pizza Girls?
Il programma mi piace molto e quando si è presentata l’occasione di partecipare non ci ho pensato due volte. Sono una veronese doc, nata e cresciuta in montagna, ma ho il sud nel cuore. Pizza Girls mi ha dato la possibilità di conoscere altre colleghe del sud e di scambiare con loro delle opinioni; ma soprattutto, mi ha dato la possibilità di far conoscere a tutti la mia pizza, che è diversa da quella napoletana perché ha un’identità veronese. L’invito di Carlo Fumo mi ha fatto un immenso piacere, e ho apprezzato tanto questa fusione di idee con lui e con le ragazze.
Secondo te qual è il segreto del successo di questo programma? Perché suscita tanto interesse? Suscita interesse perché dietro ci sono quattro pizzaiole molto umili, che lavorano a testa bassa e con le mani in pasta. La ricetta del successo è la passione che ci mettiamo nel fare le cose, l’umiltà e il carisma. La bellezza del programma sta anche nella spontaneità e nella sincerità di noi ragazze: non c’è nulla di costruito, come ci vedono da casa è come siamo davvero.
Com’è stato per te il primo impatto con la telecamera?
Pizza Girls non è il mio primo programma televisivo. In passato ho partecipato a “Mica Pizza e Fichi” e “Parola di Chef” su Sky. Però non mi sono mai sentita in imbarazzo: davanti alla telecamera mi comporto come faccio normalmente nella vita di tutti i giorni.
È capitato mai qualche episodio divertente, mentre stavate registrando le puntate?
Come no! C’è anche una foto che gira, che ha immortalato questo momento fantastico. Ho sfornato una pizza che piaceva tantissimo al regista. Ha iniziato a ripetermi quanto fosse bella, aveva l’acquolina ed era affamatissimo. Non appena abbiamo finito di registrare, si è letteralmente fiondato sulla pizza. Solo che, nell’impeto della corsa, gli sono caduti gli occhiali dentro ed è rimasto di sasso! Io e tutto lo staff abbiamo riso tantissimo, è stato un episodio davvero comico!
Nelle prossime puntate quali pizze preparerai?
Proporrò il mio classico impasto ad alta idratazione, ma ogni volta ci saranno elementi di farcitura molto caratteristici, sia di provenienza del mio territorio, sia prodotti proposti dagli ospiti. Io vivo in un territorio enogastronomico molto importante: ci sono salumi affinati all’Amarone, mozzarella e ricotta della Lessinia. Poi c’è anche il formaggio Monte Veronese, che è un formaggio dolce prodotto in alta montagna ed è pregiatissimo; il radicchio di Verona, l’asparago di Mambrotta, lo zafferano della Lessinia e tutti i prodotti slow food che utilizzo quotidianamente in pizzeria, come il tastasal, che è molto presente nelle mie pizze: insomma appartengo a un territorio davvero vasto e ricchissimo! I prodotti non mancano mai!
Consiglieresti una tua ricetta in esclusiva ai lettori di Mediavox Magazine? Uno dei prodotti che amo di più e che amo fare è la pizza fritta, servita a spicchi. Ogni spicchio è come se fosse una pizza gourmet pronta da servire. Sugli spicchi propongo sempre una tartare di filetto di manzo di Verona, del formaggio Monte Veronose e della ‘nduja: sulle mie pizze c’è sempre un pizzico di sud!
La RICETTA

Pizza fritta: ingredienti e procedimento
Impasto serale
Biga
250 g. farina Petra 3
250 g. farina Petra 1
220 g. acqua
50 g. di lievito madre
Formate un impasto grezzo e fatelo maturare a 19 gradi, per 18 ore.
Per la chiusura dell’impasto:
Biga
500 g. farina Petra 3
50 g. di lievito madre
400 g. acqua
25 g. sale
30 g. olio extra vergine di oliva
Inserite la biga nell’impastatrice, aggiungete la farina azionando in prima velocità; poi inserite una parte di acqua. Proseguite con l’aggiunta di lievito, la restante parte di acqua, il sale e infine l’olio. La temperatura ottimale di fine impasto è di 26 gradi. Mettete l’impasto in un mastello e fatelo maturare per un’ora a temperatura ambiente. Formate delle palline da 250 g. e lasciatele lievitare a temperatura ambiente. Dopodiché, l’impasto sarà pronto da stendere e da tagliare a spicchi. Friggete i triangoli di pizza e farciteli a piacere.
