“La PrimaverART” II Edizione della Rassegna d’Arte contemporanea.

Grande successo dal 20 al 26 marzo 2016 per la II Edizione di “La PrimaverART“, la Rassegna d’Arte contemporanea organizzata presso la Galleria d’Arte Michelangelo  di Alfonso Orza a Sarno (SA) dall’Associazione culturale “Mediavox”, in occasione della VIII Edizione di “Arte&Cioccolato“.

Conosciamo meglio gli Artisti che hanno esposto le loro opere…

 

INTERVISTA AD ANTONIO BERRITTO

ANTONIO BERRITTO: in arte “Tonin”, è nato a Scafati. Si è diplomato ragioniere, ma ha avuto sempre dentro di sé la passione per l’arte. E’ autodidatta. Ha partecipato a importanti Rassegne d’arte in Italia e all’Estero, riscuotendo consensi di pubblico e di critica.

 

Che cosa significa per Lei fare arte oggi, dopo che tutto sembra esser stato sperimentato?

Fare arte per me significa farla vivere tra la gente. Notando una mia opera si può subito intuire che le sculture realizzate così come i disegni escono tutte fuori dalla tela. Questo per dire a tutti che l’opera non è solo un disegno ma vive entrando in ognuno di noi attraverso le vibrazioni e le varie consapevolezze di ogni singola persona. L’arte dunque non è un oggetto, ma una vibrazione che tocca l’anima donando un’emozione. 

Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo? Che messaggio deve dare con le sue opere?

L’arte contemporanea è un’arte ampia, che si divide in vari rami dove un artista può esaltarsi in vari modi, nel rappresentare la società in cui vive, nel disegnare oggetti moderni, nell’esaltare la tecnologia. Io personalmente amo il surreale, nella tridimensionalità. Io la chiamo “scultur’arte”, perché le mie opere sono tridimensionali grazie all’uso di varie tecniche di disegno e colore, che si intrinsecano con vari materiali di riciclaggio, dal legno alla plastica, dal metallo al rame…

Alcuni artisti sono restii a parlare delle proprie opere…Pensa sia utile che l’artista suggerisca delle interpretazioni a chi osserva la sua arte?

Non amo gli artisti che non danno spiegazioni, eppure ce ne sono tantissimi. Io amo spiegare l’opera, se mi si domanda cosa significa. Perché in ogni mia opera c’è un messaggio, c’è un’emozione, c’è un significato da dare alla gente, che può essere una critica alla società o semplicemente una vibrazione della mia anima.

La mostra si intitola PrimaverART in riferimento alla stagione primaverile, ma può essere associata anche ad una primavera intesa come rinascita, emblema della capacità dell’arte di rinnovarsi continuamente. Che cosa significa per Lei la primavera nella vita e nell’arte?

La primavera nell’arte per me è basilare, perché si avvicina al mio modo di fare arte. La primavera vuol dire sole, fiori, natura. Tutto il creato si illumina dei colori vivi ed accesi che io amo usare nelle mie opere. Amo il colore forte e, guardando una mia opera, ci si rende subito conto del cambiamento di smalti, vernici, acrilici in una sola opera. Il tutto per renderla viva il più possibile e fare in modo che dia vibrazioni di positività a chi la guarda.

Quale tecnica ha utilizzato per l’opera esposta e quale utilizza maggiormente?

Tecnica mista: acrilici, legno stoffa, carta da parati, silicone, brillantini , metallo, pietre..

Nelle esposizioni collettive spesso ci si fa un’idea dell’artista soltanto attraverso una o due opere. La scelta di che cosa mostrare è, dunque, importantissima. Lei come sceglie le opere da esporre?

L’opera che scelgo per una mostra è sempre l’ultima che ho realizzato, perché è sempre il risultato della mia ricerca artistica in quell’istante. Io, oltre ad essere un artista, ricerco, un po’ come fanno gli scienziati. Cerco di scoprire un modo nuovo di fare arte in questo mondo fatto per la maggior parte da copisti.

 Berritto Antonio

 

 

Laureata in Storia e Critica d'arte presso l'Università degli Studi di Salerno, ha partecipato in qualità di critica d'arte a diverse esposizioni, recensendo artisti nazionali ed internazionali. Ha collaborato, inoltre, con diversi giornali locali, sia cartacei che online, pubblicando articoli di carattere socio-culturale.