La festa del papà si celebra quindi il 19 Marzo, il giorno in cui, dal 1968, si festeggia anche San Giuseppe
Dal momento in cui nasciamo, il papà è una figura decisiva per la nostra formazione e dedicargli una bella festa è la cosa migliore da fare.
Nella Svizzera italiana è addirittura considerata una vera e propria festività.
In Italia è stato considerato un giorno festivo fino al 1977.
Le rose sono il simbolo di questa festa, rosse, se il genitore è ancora in vita, bianche, in caso contrario.
Due tradizioni, in particolare, caratterizzano la festa del 19 Marzo un po’ in tutta Italia: i falò e le zeppole. Poiché la celebrazione di San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, le celebrazioni rituali religiose, come spesso accade, si sovrappongono a quelle pagane come i riti di purificazione agraria, di antica memoria. In quest’occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto sui campi, ed enormi cataste di legna vengono accese ai margini delle piazze. Quando il fuoco sta per spegnersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, e le vecchiette, mentre filano, intonano inni per San Giuseppe
I riti sono accompagnati dalla preparazione delle zeppole, le famose frittelle di S. Giuseppe, che pur variando nella ricetta da regione a regione, sono il piatto tipico di questa festa.
Sono ciambelle morbide di pasta choux cotte al forno, ripiene di crema pasticcera e guarnite con amarene sciroppate e una spolverata di zucchero a velo. Se le zeppole di San Giuseppe sono fritte, sono dette anche zeppole napoletane.
Anche se siamo chiusi in casa, in ottemperanza alla situazione del coronavirus, cerchiamo di trovare il modo di festeggiare una ricorrenza come la festa del papà, anche per cercare di allentare ansia e tristezza.