Luana Mura è stata una delle protagoniste di Una, Nessuna e Centomila, l’evento social organizzato dalla Social Media Manager Jessica Fiore e dall’imprenditrice Rosanna Amato, titolare di Estro e Stile Creazioni ed Eventi.
Dal 1 al 7 marzo abbiamo conosciuto 5 storie emozionanti di donne incredibili e straordinarie
Una, Nessuna e Centomila è stato molto più di un evento. Ha rappresentato un’ occasione di condivisione e di confronto, grazie alla quale abbiamo avuto modo di conoscere la voce di 5 donne guerriere, che hanno raccontato la propria storia personale di rinascita.
Jessica Fiore e Rosanna Amato hanno ideato il format di “Una, Nessuna e Centomila” in occasione della settimana dedicata alle donne: dal 1 al 7 marzo abbiamo conosciuto 5 protagoniste molto diverse, tutte, però, accomunate da una grande forza interiore.
Mediavox Magazine, mediapartner dell’evento, ha scelto di raccontare le loro storie attraverso la rubrica CRONACHE DI SPERANZA
La protagonista di oggi è Luana Mura, una giovane 35enne che due anni fa ha scoperto di avere un tumore al seno. La malattia, quando arriva, non fa rumore. Luana, inconsapevole di tutto, si è trovata all’improvviso a dover gestire la sua vita di moglie e madre, con un ospite scomodo e invadente che ha combattuto con tutte le sue forze. Oggi Luana sta bene, ma negli scorsi mesi ha dovuto superare delle sfide molto dure, che hanno messo alla prova la sua forza di volontà e il suo ottimismo. Non la fede però, un valore che durante tutto il suo difficile percorso si è rafforzato ancora di più, e che le ha trasmesso la forza di trasformare la malattia in un’occasione per cambiare vita e modo di pensare.
“Io per te sarò tempesta”. Queste sono state le parole che Luana ha rivolto al suo cancro non appena ha saputo la verità. E lei lo è stata per davvero, perché durante l’iter della chemioterapia ha scoperto di avere una forza e una caparbietà che, ora, desidera mettere al servizio degli altri.
Tra i suoi progetti futuri c’è infatti quello di diventare una volontaria oncologica, per aiutare altre donne come lei a superare la malattia con forza e coraggio. Ma soprattutto con un atteggiamento positivo, “perché, quando sei malata e non puoi controllare il tuo corpo, non devi mai dimenticare che puoi controllare la tua mente”.
In quest’intervista emozionante Luana ha condiviso apertamente le tappe del suo percorso, raccontando di come abbia sconfitto la malattia grazie alla Fede, all’amore della famiglia e… al mare!
Ecco la storia di Luana Mura
Come hai scoperto di avere un tumore al seno?
È stato mio marito il primo ad accorgersene. Presentavo un piccolo nodulo a cui non avevo mai dato troppa importanza, perché mi infastidiva solo nel periodo premestruale. Così, fu lui a prenotarmi la prima visita di controllo, alla quale seguì subito una mammografia. E il risultato non lasciava adito ai dubbi. Ai miei genitori lo raccontai la sera stessa, mentre con mio figlio abbiamo atteso qualche tempo. Gli dissi che avrei cambiato il mio aspetto fisico a causa di una malattia che avrebbe avuto tempi un po’ lunghi, ma lo rassicurai dicendogli che sarei guarita e che sarei tornata quella di sempre. Pur avendo solo 9 anni non avrei mai potuto nascondergli i cambiamenti che ci sarebbero stati dopo.
Come hai reagito nel momento in cui hai saputo di essere malata?
All’inizio evitavo di uscire, perché avevo timore del giudizio altrui. Ma ero anche scossa dall’emotività e dalla paura, avevo la lacrima facile e non volevo che gli altri mi vedessero fragile. Con le prime chemio ero molto abbattuta fisicamente, non riuscivo più a guidare e non avevo i riflessi pronti. Di conseguenza, ero sempre accompagnata da mio marito o dalle mie amiche, ma all’infuori di loro evitavo le altre persone, perché non volevo dare spiegazioni. Fino a quando, un giorno, ho deciso che era arrivato il momento di scrivere un post su Facebook per condividere quello che stavo affrontando. Decido di allegare anche un collage di fotografie, che mi ritraeva in vari momenti quotidiani con i foulard o i turbanti in testa. Non ho mai voluto nascondere il mio aspetto e ho rinunciato a indossare la parrucca, perché ho sempre pensato che fosse una condizione momentanea, legata a quel momento. Nonostante ciò, non mi sono mai sentita a disagio a mostrarmi per quella che ero.
Decidi, quindi, di parlarne apertamente via social. Questa scelta è stato un modo di affrontare la paura? Quanto ti ha aiutato far sapere agli altri quello che ti stava accadendo?
Parlarne apertamente aiuta tantissimo. I medici ti illustrano quello che accadrà, ma le domande sono tantissime e la voglia di chiedere il parere di altre donne, che vivono la tua stessa condizione di malattia, è tanta; però, io all’inizio mi vergognavo di chiedere ed evitavo di parlare. Poi è scaturito un atteggiamento diverso in me: ho iniziato a rassicurare le altre, perché all’inizio anche io avevo bisogno di essere continuamente rassicurata. Ora desidero essere io stessa un sostegno per le altre, perché so quanto ci si sente spaesati all’inizio, soprattutto se la persona affronta, per la prima volta, un percorso di malattia così importante, come è successo a me.
Mantenere un atteggiamento positivo durante la malattia è fondamentale, eppure tremendamente difficile. Tu, però, ci sei riuscita: come hai fatto?
La mente deve continuamente sovrastare il corpo, perché quando sei malata non puoi controllarlo. Invece, quello che puoi fare è controllare la mente. Quando ho saputo che avrei fatto i cicli di chemioterapia a Salerno, ne sono rimasta contenta. Sembra strano a dirsi, ma ero felice, perché sapevo che avrei avuto il mare vicino a me. E infatti, nella sala dove dovevo fare la chemio, cercavo di scegliermi sempre un posto da dove poter vedere il mare. Passavo il tempo pregando e ascoltando musica italiana. Entravo nel mio mondo per quelle due, tre ore, e cercavo di trascorrere il tempo con un libro oppure facendo quattro chiacchiere con le mie vicine. Ma c’erano quei momenti in cui avevo bisogno di isolarmi e di staccare, per stare da sola con me stessa e i miei pensieri.
Quanto ti ha aiutato avere fede?
Tantissimo, la fede è stata fondamentale. Mi ha dato un sostegno enorme, e in un momento difficile come la malattia senti che la presenza di Dio è forte. Con lui non mi sono mai sentita abbandonata: gli chiedevo di darmi la forza e di starmi accanto. E così è stato.
Qual è stato il momento più difficile della malattia e dove hai trovato la forza per superarlo?
I momenti difficili ci sono stati e li ho vissuti pienamente. Ma se mi soffermo a pensare a qualche momento in particolare non ci riesco, perché li ho cancellati. Forse il momento più difficile è stato quando mi sono operata, perché dovevo subire l’intervento a marzo 2020, in pieno lockdown. Ovviamente l’operazione fu spostata a data da destinarsi, e lì mi sentii persa, perché temevo che senza operazione il tumore sarebbe ricresciuto. Dopo tutte le chemioterapie subite per far rimpicciolire la massa, pensai che era stato tutto invano: lì per lì mi sono sentita sconfortata.
L’operazione slitta al 15 aprile 2020. Come hai affrontato il prima e il dopo? Hai avuto difficoltà mediche?
L’operazione è durata sei ore ma sono stata bene sin dal primo momento. Il brutto è stato dover affrontare l’intervento completamente da sola, perché mio marito mi ha vista solo alla fine dell’operazione. Per i tre giorni successivi è rimasto con me in ospedale in quarantena. Anche in quel caso scelsi il lettino vista mare! Scherzi a parte, sono stata aiutata tantissimo da tutti, e la mia famiglia è stata per me fondamentale. Una volta uscita dall’ospedale non potevo muovere il braccio per via dei punti ascellari ma, tra mia cognata dedita alla cucina e mio marito che si occupava delle faccende domestiche, ho superato bene anche la fase di convalescenza post operatoria.
Come hai affrontato il cambiamento fisico?
Lo sto ancora affrontando. Con le prime chemio ero molto disgustata da tutto, quindi mangiavo davvero lo stretto necessario, ero fisicamente snella e mi vedevo bene. Quando ho iniziato il secondo ciclo a base di cortisone sono passata all’estremo opposto, perché ho iniziato a gonfiarmi e ad avere una peluria accentuata anche sul viso. Ora sto continuando la cura, ma non mi interessa molto il mio attuale aspetto fisico. Sto cercando di seguire una dieta equilibrata, limitando i grassi animali; anche se, devo dire che in vita mia ho sempre curato l’alimentazione e il movimento. Mi è sempre piaciuto stare bene con me stessa, ma in questo momento do la priorità al benessere.
Com’è cambiata la tua vita e come sei cambiata tu?
È cambiata in meglio. Mi godo le piccole cose e sono contenta di ciò che ho. Non che prima non lo fossi, sono sempre stata sorridente, iperattiva e disponibile con tutti; ora, però, mi concedo più attenzioni: se ho voglia di fare una passeggiata non mi faccio il problema di tralasciare le faccende domestiche. Le rimando all’indomani, cosa che in passato per me era impensabile! Il tumore mi ha anche aiutato a sopportare il primo lockdown, perché ero in convalescenza. E per me, rallentare, in quel momento era fondamentale per potermi riprendere al meglio.
Quali consigli daresti a una donna che adesso si trova ad affrontare un percorso di malattia?
Uno dei consigli che mi sento di dare è di non rinunciare alla propria femminilità. Perdere i capelli è dura, perché rappresentano proprio un simbolo della nostra femminilità. Quindi consiglio a tutte di ricorrere alle protesi capillari o alle parrucche, perché magari, indossando i propri capelli in occasione di un evento importante, ci si può sentire meglio con se stesse. L’altro consiglio che mi sento di dare è di stare il più possibili serene e di fare tutto ciò che si desidera fare: è importante mantenere un atteggiamento positivo durante tutto il percorso di malattia. Non bisogna vergognarsi del proprio aspetto fisico: è soltanto una fase passeggera della propria vita e non ha senso rinchiudersi in casa per evitare gli altri. A maggior ragione oggi, dato che tutti viviamo l’ennesimo lockdown, non dovremmo privarci di quei piccoli piaceri della vita, che ci aiutano a vivere meglio questa situazione. Sono proprio i ricordi dei momenti felici, quelli condivisi con le persone che amiamo, che ci aiutano a mantenere un atteggiamento positivo proprio quando ne abbiamo più bisogno!
