La gente di Napoli

Lo scorso 22 febbraio è stata pubblicato sulle principali piattaforme di streaming video “La gente di Napoli – Humans of Naples”, documentario nato come “spin-off” del fortunato progetto fotografico di Vincenzo De Simone, in cui gli abitanti di Napoli raccontano se stessi, la città e il rapporto di amore-odio che li lega indissolubilmente alle  proprie radici. 

Tra i protagonisti, personaggi noti dello spettacolo e dello sport come gli attori Cristina Donadio e Patrizio Rispo, il giornalista Carlo Alvino e il musicista Enzo Avitabile, ma anche professionisti, artigiani, commercianti innamorati della propria città.

Per celebrare l’uscita del documentario, abbiamo intervistato i due registi, Maurizio Di Nassau, pseudonimo del fotografo Maurizio Iengo, e Luciano Ruocco, filmmaker londinese di origine partenopea, che si sono dedicati anima e corpo al progetto e sono riusciti a realizzare un prodotto originale, tecnicamente impeccabile, ma soprattutto pieno di cuore e di verità

L’INTERVISTA

Com’è nata l’idea di questo documentario?

Luciano: L’idea è partita dal libro omonimo, “La gente di Napoli”, che ha coinvolto anche i miei genitori. Quando sono venuto a sapere del progetto, mi è sembrato naturale farne anche un documentario. Maurizio: Il progetto fotografico risale al 2014, quando è stato creato da Vincenzo, ma l’idea del documentario è venuta a Luciano solo diversi anni dopo.

Come avete scelto i personaggi da intervistare? È stato facile convincerli a partecipare?

Luciano: Siamo partiti dai personaggi intervistati nel libro, come Patrizio Rispo o Cristina Donadio, personalità emblematiche per la città di Napoli, che si sono messe in gioco e hanno fatto emergere la loro parte più intima, l’umanità che si nasconde dietro la maschera del vip. Ognuno di loro ci ha fornito la sua personale lettera d’amore alla città di Napoli. Maurizio: Abbiamo scelto persone che raccontassero Napoli in modi diversi: non solo artisti, attori, musicisti, ma anche commercianti, artigiani e chiunque il cui lavoro sia realmente influenzato dal vivere a Napoli più che in qualsiasi altra città del mondo. Molti si sono prestati con piacere alle riprese del documentario, altri abbiamo dovuto pregarli un po’ di più, ma direi che tutti alla fine sono stati felici di aver preso parte a un’esperienza del genere.

Raccontateci qualche aneddoto o qualche episodio particolare che è accaduto durante le riprese…

Luciano: Il più grande paradosso è stato il clima: quando sono partito da Londra splendeva un sole che spaccava le pietre, ma appena atterrato a Napoli pioveva a dirotto, e ha continuato a piovere per tutta la durata delle riprese! Maurizio: Dico solo una frase: “ballare di notte davanti a un paninaro”. 

In cosa consiste, per voi, la “napoletanità” e come può distinguerci in positivo dal resto del mondo?

Luciano: Il napoletano è un inguaribile romantico, innamorato perso della sua città. Quando sei innamorato di una persona, sai che esistono anche i suoi difetti, ma sei accecato dall’amore e non riesci a riconoscerli con imparzialità. Da londinese (sono nato e cresciuto a Londra) con origini partenopee, posso dire che la napoletanità è uno stato d’animo, non un diritto di nascita. Maurizio: La napoletanità è proprio il concetto alla base del documentario; un ossimoro tra l’amore incontrastato per la città e il riconoscimento dei suoi difetti e dei suoi problemi. 

Che accoglienza ha ricevuto “Gente di Napoli”?

Luciano: Ottima, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti, e in poche settimane abbiamo raggiunto quasi 90k visualizzazioni su YouTube. Maurizio: Solo nelle prime ore dopo la pubblicazione, su Facebook il video è stato visualizzato circa 16k volte, direi davvero un buon risultato.

Ci sono ancora tanti pregiudizi su Napoli e la Campania. Come fare per eliminarli? 

Luciano: Continuando ad amare e a difendere la nostra città. Maurizio: Dobbiamo anche riconoscere che, purtroppo, alcuni di questi pregiudizi hanno una base reale, e che i primi a soffrirne sono le persone oneste e corrette che vengono danneggiate dai comportamenti di pochi delinquenti che sporcano il nome della città di Napoli. Ogni volta che ci imbattiamo in un pregiudizio, dobbiamo sì combatterlo, ma anche chiederci cosa c’è di vero, e cercare di correggerlo. 

Cosa desiderate per Napoli (e i napoletani) nel futuro?

Luciano e Maurizio: Superare gli ostacoli e i pregiudizi. Che Napoli diventi un modello da seguire, facendo valere le eccellenze e rendendole una normalità. 

Guarda il documentario su Youtube 👇

Il libro 👇

Diplomata al Liceo Classico, coltiva la sua più grande passione, lo storytelling, scrivendo, girando spot e cortometraggi, e collaborando all'organizzazione di eventi cinematografici come l'Italian Movie Award, per il quale è responsabile Masterclass dal 2015. Adora i gatti, i film Disney ed è tifosissima del Napoli.