Intervista a Vincenzo Sorrentino, autore delle sigle di Pizza Girls


Dietro il successo di un format televisivo ci sono tanti professionisti che lavorano alla sua riuscita. Vincenzo Sorrentino, 39 anni, è Maestro e Direttore d’Orchestra, nonché autore delle sigle di Pizza Girls, il programma di La5 dedicato alla pizza secondo le donne.
Pur essendo giovane, Vincenzo ha già alle spalle una lunga carriera di successi nazionali e internazionali, che lo vedono continuamente attivo nella creazione di musiche per il cinema e la televisione.
Guardando la sua biografia viene da chiedersi come faccia, un ragazzo così giovane, a districarsi con successo tra mille impegni lavorativi e personali: Vincenzo è un vero “Miracolo di note”, proprio come il titolo del suo libro, uscito nel 2016. Nell’incipit, il Maestro racconta di aver scoperto da giovanissimo di avere la capacità di riprodurre tutti i suoni percepiti, in seguito a un brutto incidente domestico che lo porterà a stare in coma per alcuni mesi. Ma al risveglio, il piccolo Vincenzo si riprenderà senza danni fisici, e dotato di uno straordinario orecchio musicale.
L’orecchio assoluto di Vincenzo è un dono che hanno pochi musicisti al mondo: se ne accorgerà la sua insegnante di pianoforte, Loredana Marino, che lo accompagnerà durante tutti gli anni di studio al Conservatorio “S.Pietro a Maiella” di Napoli. Da allora, Vincenzo, di strada ne ha fatta tantissima, dedicando tutta la sua vita alla musica.


Per i lettori di Mediavox Magazine abbiamo intervistato in esclusiva il Maestro Vincenzo Sorrentino, per conoscere da vicino la sua musica e i segreti che si celano dietro la sigla di Pizza Girls. Perché, secondo lui, è possibile gustare una buona pizza anche attraverso una buona musica!

La tua vita ruota intorno alla musica fin da quando eri piccolo. Qual è stato il momento in cui hai capito che non ne avresti più fatto a meno? Mi è un po’ difficile rispondere, perché io non ho mai pensato di non farla. Sono nato con la musica dentro: a 3-4 anni già suonavo a orecchio sulla piccola tastiera giocattolo che mio padre aveva regalato a mio fratello maggiore. Lui non era per nulla attratto da quella tastiera, mentre io lo ero. Cercavo di riprodurre le note delle canzoni che mi cantava mia madre durante il giorno, tanto che una sera attirai l’attenzione di mio padre che mi scoprì intento a suonare con la tastiera di mio fratello. E così, a 6 anni, decisero di farmi studiare pianoforte con un maestro di musica. Devo dire che il pianoforte per me è stata una salvezza, perché si tratta dello strumento più completo al mondo, in grado di sostituire un’intera orchestra: per il mio orecchio assoluto è stata una fortuna.

La tua musica parte da un’impostazione classica, ma poi evolve verso sonorità mediterranee, che ti rendono un musicista riconoscibile a chiunque. Quanta influenza hanno le tue origini campane sulla tua musica? A chi ti ispiri musicalmente?
Tanta influenza, anche se adesso ho una mia identità precisa che mi spinge a mettere il pianoforte in primo piano. Quando compongo parto sempre dal piano, perché se la musica per il piano va bene l’orchestra può solo valorizzarla. Da piccolo mi piaceva tanto Carosone, lo suonavo sempre, ma mi ispiravo anche alle musiche argentine di Piazzolla, fino a sfociare ai primi anni del jazz. Crescendo mi sono appassionato alle musiche dei film e ho iniziato ad apprezzare Piovani e Morricone. Da qualche anno, invece, ho iniziato a guardare anche alla musica dance con sonorità pulite, che si abbinano alla perfezione con la musica classica. Secondo me è questa la chiave, per avvicinare i giovani alla musica classica che, pur essendo la madre di tutte le musiche, resta comunque una musica per pochi. Credo che una base musicale classica, innovata da sonorità elettroniche attuali, possa arrivare in maniera più immediata ai giovanissimi. Pur avendo una predilezione per il classico, amo in realtà tutta la musica: per me la cosa più importante è che sia fatta bene.

Sei un compositore, un direttore d’orchestra, un insegnante di musica, uno scrittore. E nel 2018 hai debuttato anche come attore. In più, sei dietro alla creazione delle sigle di famosi programmi televisivi. Come fai a conciliare tutte queste attività? Diciamo che non mi sono fatto mancare niente, perché nel frattempo ho anche messo su famiglia! È vero, lavoro tanto e vivo di musica, ma mi piace quello che faccio e per me non è un peso. Ho studiato tanto, eppure gli anni del Conservatorio sono passati in fretta e non me ne sono neanche accorto. Negli anni ho fatto tante cose, ma ho sempre cercato di prendere tutto quello che la vita mi offriva in quel momento e di metterci sempre la passione.

Come si è presentata l’occasione di lavorare con Saverio Costanzo sul set de L’amica geniale? Saverio Costanzo mi ha chiamato per comporre le musiche dell’ottava puntata della serie, quella incentrata sul matrimonio di Lila. Subito dopo, mi ha chiesto di trovargli una band che suonasse le mie musiche, proprio durante la scena del film. Siccome avevamo poco tempo, non era facile trovare qualcuno che accettasse di essere guidato nell’esecuzione musicale. A quel punto mi ha chiesto se avessi voglia di partecipare come attore e io ho subito accettato. Ho chiesto a dei maestri del San Carlo di accompagnarmi in quest’avventura e in 15 giorni abbiamo girato tutta la puntata. È stata un’esperienza fantastica, anche se la soddisfazione più grande è stata quella di figurare tra i nomi dei compositori ufficiali della serie. Pur avendo già fatto esperienza con le colonne sonore di film italiani, L’amica geniale ha sicuramente rappresentato una svolta per me, perché è stata distribuita in 168 Paesi. E da lì, poi, mi sono stati affidati altri progetti importanti con la Mediaset, che mi vedono impegnato tra film e programmi televisivi.

Il 2020 è stato un anno da dimenticare per tutto il mondo della musica. Tu, però, non ti sei mai fermato: cosa hai fatto durante il lockdown?
Ho sempre lavorato per gli altri, ma durante la pandemia ho deciso di mettermi a lavorare a qualcosa di mio. Da qui è nato “New Life”, un brano che è uscito da poche settimane e che è riuscito a conquistare le classifiche di gradimento di tutte le piattaforme social e di Spotify. Ho deciso di unire la musica dance a quella classica per avvicinarmi ai giovani. Era una prova, non mi sarei mai aspettato questo successo, ma ho dovuto ricredermi, perché è un binomio che funziona tantissimo! L’ho intitolata “New Life” perché volevo che rappresentasse una nuova vita per me: non solo compositore, ma anche artista attivo a livello discografico.

In questi ultimi mesi ti abbiamo conosciuto anche come autore delle musiche di Pizza Girls, un programma che sta riscuotendo un grande successo di pubblico. Come nasce la sigla del programma? Sono stato contattato da Carlo Fumo, il regista e ideatore del programma. Carlo mi ha chiesto una sola cosa, cioè di scrivere una musica da cui uscisse il sapore della pizza. Non è stato difficile, perché da buon napoletano quale sono immaginavo il mandolino e le musiche classiche napoletane, briose ma allo stesso tempo moderne. Quindi dovevo rendere il programma piacevole anche all’ascolto perché, anche se si tratta di pochi minuti, in quei pochi minuti la musica contribuisce a raccontare la pizza. Per le musiche di sottofondo ho tratto ispirazione proprio dalle pizze della tradizione napoletana: di fronte a tanta bontà, come si fa a non essere ispirati?

Ma a proposito di sigle televisive: qual è quella a cui sei più affezionato? Sicuramente la sigla della Famiglia Addams. È geniale, basta uno schiocco di dita per ricordarla! Ma c’è anche la sigla di The Benny Hill Show che è impossibile da dimenticare.

E la colonna sonora, invece? Qui è difficile scegliere, perché ce ne sono tante! Una colonna sonora che considero bellissima appartiene a Nicola Piovani nel film “Il camorrista”. Ma anche la colonna sonora de Il Padrino è stupenda, per non parlare delle musiche di Ennio Morricone nel film “Per un pugno di dollari”: attraverso un semplice fischio riesce a entrarti in testa in maniera prepotente. Ecco, penso che Morricone sia in cima alla lista, seguito subito dopo da Nino Rota e da Piovani. Le loro musiche hanno segnato la storia del cinema.

Ritorniamo al binomio musica e cibo. C’è una canzone che ti fa pensare subito alla pizza? Come si fa a non pensare alla pizza quando si canta ‘A pizza di Aurelio Fierro? Io ho avuto anche la fortuna di conoscerlo e oggi lavoro con suo figlio. Aurelio è stato un grande maestro e negli anni ’50 questo brano ha spopolato al punto da diventare un classico della canzone napoletana.

La pizza è un’eccellenza napoletana in tutto il mondo. Ma qual è la tua preferita? Quella che amo di più è la Margherita. Ma penso che la Marinara sia quella più buona: pomodoro, origano, aglio e basilico. E al solo pensiero ho già fame!

Sul fatto che tu sia un musicista di talento, non c’è alcun dubbio. Ma come te la cavi in cucina? A mangiare sono sicuramente bravissimo! Sono stato sempre una buona forchetta, infatti fino a un anno fa ero molto grasso. Durante il lockdown, oltre al lavoro mi sono dedicato anche a me stesso, e sono riuscito a perdere fino a 40 chili. Sono rinato! Ho iniziato a mangiare in maniera più salutare, quindi principalmente cucino cose molto facili e veloci, come le insalatone e i secondi con carne e pesce. Insomma, niente di complicato. Però, se mi cucinano delle buone lasagne non dico mai di no!

Quali sono i tuoi progetti futuri? Proprio da poco ho firmato un contratto con la Wonder Manage, un’importante agency internazionale che mi vedrà impegnato nei prossimi 5 anni con l’uscita di nuovi brani inediti con pianoforte, orchestra e innesti di musica dance. Il mio brano, New Life, è solo il primo di tanti altri che seguiranno. Grazie alla Wonder sono diventato anche il direttore d’orchestra di Jimmy Sax, e quest’anno ci esibiremo insieme nei teatri più importanti d’Italia, per approdare poi all’estero. Ma oltre alla discografia e agli impegni live, sarò impegnato anche sul lato cinematografico, grazie a due film con protagonisti Enzo Salvi e Maurizio Battista (i sequel di “Din Don” 3 e 4) che andranno in onda su Italia Uno. Attualmente sto anche lavorando al fianco di Gianfranco Gallo per il film “Dodici repliche”, che uscirà prima sulle piattaforme streaming per poi approdare in TV. Infine, a settembre sarò impegnato con iBand su La 5, la seconda edizione del talent dedicato alla musica, dove mi vedrete in veste di direttore artistico. Insomma, ho tantissimo lavoro, non mi fermo mai!

Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e ha vissuto a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia. Attualmente, lavora per il Consorzio Gruppo Eventi.