Nelle sue ossa: il romanzo di MARIA ELISA GUALANDRIS


Nelle sue ossa è il romanzo d’esordio di Maria Elisa Gualandris edito da BookaBook.

La sinossi del libro

Durante un restauro, nella cantina di una villa vengono trovate ossa umane. Sono lì da almeno quarant’anni e nessuno ha idea di chi possano essere. La giornalista Benedetta Allegri, aiutata dall’affascinante commissario Giuliani, scopre che le ossa sono di Giulia Ferrari, una studentessa scomparsa nel 1978 che nessuno ha mai veramente cercato. La procura ha fretta di archiviare il caso e cerca di far ricadere la colpa su quello che all’epoca era il fidanzato della ragazza. Benedetta, però, intuisce che la sua tranquilla cittadina di provincia nasconde molti segreti ed è pronta a tutto pur di giungere alla verità e ottenere giustizia per Giulia.
Un giallo avvincente che riesce a farci immerge nelle atmosfere rarefatte e misteriose del lago Maggiore.

L’intervista a Maria Elisa Gualandris

Giornalista. Scrittrice. Che cosa l’ha spinta ad avvicinarsi al mondo della scrittura?
Tutto nasce dalla mia passione per la lettura. Da quando ero piccola mi sono immedesimata in migliaia di storie, finché è sorta la voglia di raccontarne una mia. Ho scritto alcuni racconti in passato e poi è arrivato il primo romanzo.
Come è nata l’idea di scrivere “Nelle sue ossa”?
L’idea è nata durante le mie passeggiate sul lungolago, ammirando le ville storiche circondate dalle camelie. Ho pensato che in un luogo apparentemente tanto pacifico si possono nascondere misteri e segreti inconfessabili.
Di che cosa tratta il suo libro?
E’ la storia di una giornalista precaria, Benedetta Allegri, che si trova ad indagare su un “cold case”, la scomparsa di una ragazza avvenuta quarant’anni prima. La Procura vorrebbe chiudere il caso al più presto, ma la mia protagonista non si arrende e fa di tutto per scoprire la verità. C’è anche un aspetto che riguarda la nostra società odierna e la precarietà del mondo del lavoro. Benedetta e la sua migliore amica, Viola, un avvocato, devono fare parecchia fatica per costruire il loro futuro.
La protagonista principale del libro, Benedetta Allegri che ci trasmette tutta la sua energia e la sua caparbietà a non arrendersi di fronte a niente, è, anche lei una giornalista. Allora possiamo affermare che è il suo alter ego?
Diciamo che di me ha sicuramente la passione per il suo lavoro e la grande curiosità. Però è molto più coraggiosa e testarda di me, non esita a mettere a rischio tutto per quello in cui crede e per il suo senso di giustizia.
Lei ha ambientato la storia sul lago Maggiore. Quanto un’ambientazione accurata aiuta a creare una situazione empatica con il lettore?
Credo che una storia viva anche dell’atmosfera dei luoghi in cui si svolge. Ho cercato di far sentire a chi legge la voce del lago. La nebbia mattutina, il freddo pungente, la meraviglia di certe giornate di sole e i colori dell’autunno credo che siano parte di Benedetta e degli altri personaggi. La zona in cui vivo è bellissima e credo che meriti di essere conosciuta di più, mi auguro anche grazie a questo libro.
Qual è il punto di forza del suo libro?
Da quello che mi hanno detto i lettori, e spero davvero che sia così, credo che sia la leggerezza con cui ho cercato di raccontare una storia anche drammatica, con qualche momento di ironia, per strappare un sorriso.
Lei scrive che un delitto è come uno strappo che rompe l’equilibrio del cosmo inoltre è una giornalista che si occupa di cronaca nera. Perché indaga tanto nel lato oscuro degli esseri umani?
Credo che il lato oscuro sia in tutti i noi e, come nella storia che racconto, ciascuno possa scegliere tra il bene e il male ogni giorno. Volevo raccontare una storia, senza nessuna pretesa filosofica, ma devo ammettere che questi temi mi hanno sempre affascinata. Volevo anche parlare delle vittime di delitti che a volte non riescono a ottenere giustizia.
Con l’avvento delle nuove tecnologie il linguaggio è diventato sempre più povero e sciatto invece nel suo testo si evince una particolare attenzione alla scrittura. Quanto è importante oggi scrivere bei libri?
Grazie mille, spero davvero che sia così. Ho sempre pensato che un libro possa salvare la vita e credo che nell’ultimo anno abbiamo capito ancora maggiormente quanto abbiamo bisogno di storie, di idee positive, di pensieri da far circolare. Anche spegnendo per qualche ora i social.
Quando inizia a scrivere un romanzo conosce già l’evolversi della storia oppure lascia che si sviluppi capitolo dopo capitolo?
Avevo in mente la trama, ma devo ammettere che tante idee sono nate scrivendo.
Infine, scelga tre classici della letteratura mondiale che fanno parte del suo bagaglio culturale.
“Piccole donne” di Louisa May Alcott, “I fratelli Karamazov” di Dostoevskij, “La storia” di Elsa Morante.

Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".