Grande successo dal 20 al 26 marzo 2016 per la II Edizione di “La PrimaverART“, la Rassegna d’Arte contemporanea organizzata presso la Galleria d’Arte Michelangelo di Alfonso Orza a Sarno (SA) dall’Associazione culturale “Mediavox”, in occasione della VIII Edizione di “Arte&Cioccolato“.
Conosciamo meglio gli Artisti che hanno esposto le loro opere…
INTERVISTA A CINZIA BISOGNO
CINZIA BISOGNO, nata nell’ottobre del ’74, mostra una predisposizione all’arte fin da piccola. A 9 anni il primo cavalletto, regalatole dal padre e i primi dipinti. All’età di 15 anni ripone tutto via, per riprendere solo dopo 25 anni. Da questo momento comincia una ricerca artistica sempre più costante che la farà approdare all’iperrealismo, prendendo padronanza in particolare della tecnica della grafite e del carboncino, utilizzata in svariati modi a seconda dell’effetto che vuole donare ai suoi soggetti; ritratti dagli occhi grandi e lucidi, che evocano dubbi, fragilità, carattere, malinconia e spensieratezza.
Che cosa significa per Lei fare arte oggi, dopo che tutto sembra esser stato sperimentato?
Credo che fare arte oggi, dopotutto, sia segno tangibile di una sensibilità estrema che, per esperienza, non va assolutamente repressa. Personalmente mi aiuta ad esprimermi in totale onestà, senza menzogne, né infrastrutture.
Qual è il ruolo dell’artista contemporaneo? Che messaggio deve dare con le sue opere?
L’artista contemporaneo è spesso esternazione di una coscienza complessa, che cerca di svincolarsi dalle manifestazioni costitutive della sua natura umana, attraverso la propria espressione artistica. E che siano segni artistici definiti o meno, è sicuramente il mezzo migliore per liberare la propria interiorità, a tratti anche una sorta di terapia con la quale mostrare agli occhi dell’osservatore una parte del suo solitario ed infinito mondo celato.
Alcuni artisti sono restii a parlare delle proprie opere…Pensa sia utile che l’artista suggerisca delle interpretazioni a chi osserva la sua arte?
Lascio sempre il dubbio all’interpretazione della mia arte. Ci metto un pezzo della mia anima, del mio più profondo sentire, ma sono convinta che la reciprocità della sensibilità, tra l’artista e l’osservatore, debba convergere, per una corretta interpretazione di ciò che vado a realizzare su una tela o su un foglio.
La mostra si intitola PrimaverART in riferimento alla stagione primaverile, ma può essere associata anche ad una primavera intesa come rinascita, emblema della capacità dell’arte di rinnovarsi continuamente. Che cosa significa per Lei la primavera nella vita e nell’arte?
La mia “Primavera” artistica ha avuto inizio solo due anni fa. Per me è intesa come una vera e propria rinascita. Ho creduto di sotterrare una passione col silenzio e l’ozio di tanti anni. Probabilmente era un seme, perché lo vedo fiorire e crescere di giorno in giorno.
Quale tecnica ha utilizzato per l’opera esposta e quale utilizza maggiormente?
“Gangor” è realizzata interamente in grafite e carbone, in assoluto la tecnica che prediligo; mi permette di creare chiaroscuri ben definiti, di essere sfumata fino ad un grigio etereo, o stratificata fino a renderla nero carbone.
Nelle esposizioni collettive spesso ci si fa un’idea dell’artista soltanto attraverso una o due opere. La scelta di che cosa mostrare è, dunque, importantissima. Lei come sceglie le opere da esporre?
Esiste uno spazio tra il passato ed il futuro e nel mezzo il “momento”, che è lo specchio del tempo che stiamo trascorrendo…sempre contaminato da una qualche emozione. Scegliendo l’opera da esporre, nutro semplicemente l’espressione di quel determinato momento.
