La Musica è luce. L’intervista a Pacifico

Rubrica "Le voci 'da' dentro / Uno dei più grandi autori di Musica italiana degli ultimi 20 anni si racconta e ci racconta come si trovano le parole giuste per una canzone di successo

Il cantautore e autore Pacifico torna a scrivere per il cinema e firma la colonna sonora di “Genitori vs Influencer” di Michela Andreozzi. Nel cast Fabio Volo, Ginevra Francesconi e Giulia De Lellis 

📰 L’INTERVISTA

I testi delle canzoni di Pacifico sono diventati la Musica italiana degli ultimi 20 anni. Parole d’amore e di speranza che continuiamo a canticchiare tutti i giorni. A lui potremmo gridare “Tu che sei parte di me”, “Ricordati di me” perchè “Sei nell’anima”, come fans senza voce sotto il palco di un live. In ricordo dei bei Concerti, sperando che ritornino presto quei “sani” assembramenti pre-pandemia che facevano tanto bene al cuore.  

Lo abbiamo intervistato e abbiamo conosciuto un uomo leggero e profondo al tempo stesso, una persona gentilissima e simpaticissima, un artista creativo ed empatico. Un grande autore che regala ‘luce’ a chi le sue canzoni le canta e a chi le sue canzoni le ascolta…

Come è arrivata l’opportunità di firmare la colonna sonora di “Genitori vs influencer”? E come è stato ancora una volta creare musica per il cinema? Ammetto che non vedevo l’ora di riprendere a lavorare con le immagini: sono un cinefilo devoto e onnivoro, amo i blockbuster come i film d’autore. Michela Andreozzi mi ha contattato tramite Fabio Volo, amico sempre generoso con me. Con Michela non ci siamo mai incontrati, ci siamo solo scritti e parlati. Eppure, la sintonia è stata naturale ed immediata. Michela aveva già pensato a mettere una mia canzone, e infatti ‘Le Mie Parole’, nella versione di Samuele Bersani, è a commento di una scena importante del film.

Hai scritto, dunque, in pieno lockdown… Ho scritto e suonato quasi tutto da solo, nel mio studiolo parigino, il Pippapà Studio, in pieno lockdown. Mi sono poi avvalso di collaboratori di valore, con alcuni di loro collaboro ormai da anni: Max Faggioni, ha mixato tutto presso Fonologie Monzesi, il suo studio. E mi ha assistito a distanza colmando le mie lacune tecniche. Antonio Leofreddi ha suonato come sempre impeccabilmente la viola, Silvio Masanotti le chitarre su un brano, Mario Mariotti la tromba.

“Gli anni davanti” è un titolo emblematico per una canzone… Gli anni davanti saranno terribili e fortunati, incerti e pieni di opportunità, proprio come quelli già trascorsi. Non volevo fosse un pezzo consolatorio, è più la presa di coscienza che siamo in mezzo alla vita, e molto succede oltre le nostre previsioni e il nostro controllo. E che saremo testardi, e se anche non troveremo pace saremo lì, a fare il meglio per noi e per chi amiamo.

Non è la prima volta che il tuo genio creativo partorisce splendide colonne sonore… Grazie mille! Ho avuto il grande piacere di lavorare con Gabriele Muccino e con Roberta Torre ma ogni volta è un’esperienza totalmente diversa.

C’è differenza tra scrivere musica per il cinema e scrivere canzoni per grandi cantanti? Sí. Lavorare sulle immagini per una colonna sonora è molto diverso dallo scrivere una canzone: ti arrivano un sacco di informazioni ma tu devi selezionarle per trovare la musica che è già lí e, in qualche modo, cerca solo di parlarti, di palesarsi. Nel caso della colonna sonora di “Genitori vs influencer” non ho iniziato a scrivere guardando le immagini girate, come in genere mi è sempre capitato di fare, ma dopo la lettura della sceneggiatura. La sceneggiatura, in verità, era già molto precisa ed indicativa e, poi, la presenza di Fabio Volo nel cast degli attori mi ha subito trasmesso la giusta ispirazione, quel carattere leggero e pensoso al tempo stesso..

Quindi anche il regista e il cast degli attori sono importanti per disegnare la giusta colonna sonora di un film? Inevitabilmente e fortunatamente, ogni attore ha dei tratti distintivi che lo rendono riconoscibile al proprio pubblico; ogni attore, anche nella versatilità di interpretazioni diverse, si porta dietro una propria “musica”. Nel caso di “Genitori vs influencer” sono stato molto stimolato anche dal grande lavoro della regista Michela Andreozzi. La sua non è una semplice commedia; è un film che offre tanti spunti di dialogo e di confronto. Il rapporto di lavoro tra noi è stato molto semplice, naturale. Con Michela ci siamo scambiati materiale ed opinioni finchè non hanno cominciato a girare le scene… io, a quel punto, ho visto le immagini, ho preso la chitarra e ho composto. Praticamente, di getto. In maniera molto emozionale.

Bello anche il videoclip della canzone “Gli anni davanti”… I lettori di ‘MediaVox Magazine’ che guarderanno il video, vedranno non solo le immagini del film ma anche quelle del backstage ed è una cosa molto particolare perchè nelle scene del film non ci sono le mascherine mentre, ovviamente, dietro le quinte, nel backstage, tutti gli operatori e gli attori le indossano. I protagonisti della pellicola, quindi, non le usano. Se ci facciamo caso, è raro vedere attualmente video o film in cui si indossano mascherine: è come se volessimo ancora simulare e raccontare allo spettatore di non essere alle prese con una pandemia mondiale mentre, invece, le maestranze sono costrette a lavorare con grandi difficoltà ed ancora maggiore attenzione e professionalità. È interessante, dunque, notare le differenze tra le parti sul set e dietro al set. Aggiungo che durante lo shock del primo confinamento, quello di un anno fa, si cantava e ci si esibiva di più ma si scriveva e si creava molto poco. Perchè eravamo tutti intenti a capire come convivere con le distanze e come coabitare con questa nuova realtà, dalla chiusura in casa alle file al supermercato… Poi, è come se noi artisti ci fossimo sbloccati. Quindi, credo, che anche sugli schermi succederà che tra un pó in un sacco di film, di fiction e di video arriveranno tante mascherine che ci accompagneranno per un bel pó nella narrazione del momento storico che stiamo vivendo…

Torniamo al tuo lavoro di autore: che differenza c’è tra scrivere testi che sai che canterai tu e, invece, scrivere canzoni per grandi artisti? Quando scrivi per te stesso, hai davanti a te un foglio bianco; parli di te stesso, sei ovviamente il contenitore di quello che hai visto, della tua memoriae delle tue esperienze: l’ostacolo più grande da superare è trovare dentro di sè gli argomenti e la voglia e la forza di descriverli. Invece, quando scrivi per un altro artista, diventi più un ‘traduttore’ dello stato d’animo.

Che cosa hai provato la prima volta che hai sentito una tua canzone interpretata da un altro? Io ho una carriera ‘strana’: ho cominciato quasi a quarant’anni a scrivere canzoni. Avevo sempre suonato come chitarrista in band ma non avevo mai scritto una riga. Quando vinsi il ‘Premio Tenco’, il mio nome iniziò a girare. Samuele Bersani ha dato sicuramente un’ampiezza maggiore all’interpretazione di quella che avrei potuto dare io al brano. E cosí, in poco tempo, sono diventato la ‘novità’ e ho lavorato con Celentano e Gianna Nannini… all’inizio, quando sentivo le versioni delle mie canzoni interpretate dai grandi nomi della Musica italiana, mi sentivo ancora come l’ascoltatore che sono sempre stato solo che avevo la consapevolezza di aver partecipato in prima persona alla realizzazione del brano. Ricordo ancora il provino che inviai a Gianna Nannini, dopo uno scambio di idee con lei: io cantavo la canzone in maniera molto delicata… quando ho sentito la sua versione sono rimasto sbalordito, nel senso che è stata un’esplosione. Tra cantante ed autore si crea un rapporto magico, uno scambio reciproco di ‘luce’: non dimenticherò mai quando prima di esibirmi a Sanremo con la Vanoni e Bungaro ebbi modo di vedere e di apprezzare la grande fragilità di Ornella che, però, appena salì sul palco dell’Ariston si trasformò in grinta e forza.

C’è un lato caratteriale di te che non manca mai nei tuoi testi? Sono stato sempre timido e la scrittura mi ha aiutato a trovare sicurezza. Torno al tema della ‘luce’ e vi racconto un aneddoto che spero svelerà qualcosa in più della mia indole. Io sono cresciuto a Milano ma sono di origine campana, mio padre era di Bacoli e mia madre salernitana; ogni volta che cerco ispirazione ritorno, anche solo mentalmente, sul terrazzo meraviglioso a Pozzuoli della casa della mia famiglia. Ci riunivamo lì d’estate: c’era una luce che non si può descrivere. Quella luce di fine giornata che racchiude tutti i colori dell’anima. Quella luce è un vero e proprio punto luminoso nella mia vita, è un sentimento consolatorio e di fiducia al tempo stesso; è quella ‘rete protettiva’ che la famiglia, nel bene e nel male, ha rappresentato nella mia vita. Questi sentimenti non mancano mai nelle mie canzoni. E’ difficile che io metta in una canzone un sentimento di sfiducia, di sconfitta senza redenzione, senza possibilità di rivincita. Attualmente, da quando vivo a Parigi non nascondo che sto sperimentando anche una certa ‘durezza’ che questa affascinante città trasmette…

Tra i tanti successi della tua carriera, quale emozione ti è rimasta davvero nel cuore? Ho desiderato tanto la mia attuale carriera, sicuramente da quando suonavo nella Band ‘Rossomaltese’: erano gli anni novanta, dormivamo nella sala prove, era un’immersione totale nella musica, sognavamo di diventare i nuovi ‘Rolling Stones’. A quasi quarant’anni non avevo praticamente nemmeno da mangiare; avevo finito tutto il percorso di inserimento nel mondo del lavoro ed avevo rifiutato, dopo la laurea e con grande dispiacere dei miei genitori, un impiego in banca. Poi, ho iniziato ad avere successo come autore. Ricordo le prime volte che sentivo incredulo la voce di Celentano a telefono, mentre imboccavo mio figlio più piccolo; ricordo l’espressione emblematica del volto di Ornella Vanoni; ricordo l’entusiasmo di Samuele Bersani. Ormai sono passati oltre vent’anni: dire ‘un sogno lungo vent’anni’ potrebbe sembrare retorico e scontato. Eppure, è così!

Se dovessi scegliere l’hashtag per descrivere la tua Musica? #luminosità

Pacifico in collegamemto zoom con Viridiana Myriam Salerno

🎬🎞️ IL FILM 👉  “Genitori VS. Influencer” è una co-produzione Paco Cinematografica e Vision Distribution, con la spagnola Neo Art Producciones; è prodotto da Isabella Cocuzza ed Arturo Paglia ed è in programmazione su Sky Cinema Uno, disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV

IL VIDEO di “Gli anni davanti” 🎼🎵🎶

✒️ LA BIOGRAFIA DI PACIFICO 👉 Cantautore e autore tra i più stimati del panorama italiano, PACIFICO (all’anagrafe Gino De Crescenzo) ha all’attivo sei dischi (“Pacifico”, “Musica Leggera”, “Dal giardino tropicale”, “Dentro ogni casa”, “Una voce non basta” e “Bastasse il cielo”), ha vinto il Premio Tenco per la Migliore Opera Prima e numerosi altri riconoscimenti. Ha partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo in qualità di interprete nel 2004, portando in gara il brano “Solo un sogno” e vincendo il premio per la miglior musica. Ha duettato con alcuni dei più grandi artisti italiani e internazionali (Gianna Nannini, Ivano Fossati, Malika Ayane, Marisa Monte, Ana Moura). Nell’aprile 2015 ha scritto e interpretato con Samuele Bersani il brano “Le storie che non conosci”, con la partecipazione straordinaria di Francesco Guccini. Il brano si è aggiudicato la Targa Tenco 2015 come Migliore canzone dell’anno. Ha scritto per il cinema (da Gabriele Muccino a Roberta Torre) e ha scritto e portato in scena il monologo teatrale “Boxe a Milano”. Ha pubblicato per Baldini e Castoldi, il romanzo “Ti ho dato un bacio mentre dormivi”, poi ripubblicato da La Nave di Teseo. Come autore collabora con i più importanti artisti italiani. Oltre al decennale sodalizio con Gianna Nannini, ha scritto per Andrea Bocelli, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Malika Ayane, Eros Ramazzotti, Zucchero, Giorgia, Antonello Venditti e molti altri. Pacifico è tornato in gara sul palco dell’Ariston in occasione della 68ª edizione del Festival di Sanremo insieme a Ornella Vanoni e Tony Bungaro con cui ha interpretato “Imparare ad amarsi”, brano di cui è anche autore del testo insieme a Bungaro. Sempre lo stesso anno, Pacifico ha partecipato alla kermesse anche come autore di altri due brani: “Il segreto del tempo” (scritto per il duo Roby Facchinetti e Riccardo Fogli) e “Il coraggio di ogni giorno” (scritto per Enzo Avitabile e Peppe Servillo). A marzo 2019 esce il suo sesto album “Bastasse il cielo” e a dicembre dello stesso anno, ha ideato e messo in scena “La Settimana Pacifica”, una serie di sette concerti, uno al giorno per una settimana al teatro Filodrammatici di Milano, che hanno visto la presenza, ogni sera, di grandi ospiti: Malika Ayane, Samuele Bersani, Gianna Nannini, Francesco De Gregori, Giuliano Sangiorgi, Francesco Bianconi e Neri Marcorè. Nel 2020, insieme a Extraliscio ed Elisabetta Sgarbi, ha firmato la sigla della 103ª edizione del Giro d’Italia, GiroGiraGiroGì. È autore del testo di “Inno Sussurrato”, la composizione del Maestro Ennio Morricone interpretata da Andrea Bocelli contenuta in “Believe”, l’album del tenore italiano pubblicato lo scorso novembre. Nel 2020 sono stati pubblicati cinque singoli estratti dal suo ultimo album di inediti “Bastasse il cielo”, accompagnati dai videoclip disegnati dal celebre illustratore Franco Matticchio: il frutto di questa collaborazione è stato ospitato nella prima mostra virtuale della Milanesiana. Per Claudio Capeo, artista francese di origine italiana che oltralpe sta riscuotendo un grande successo, Pacifico, insieme a Gianna Nannini, Davide Esposito e lo stesso Capeo, ha firmato l’unico inedito del nuovo disco “Ciao mia bella” (feat. Gianna Nannini). Per “Unica”, il nuovo album di inediti di Ornella Vanoni, Pacifico ha firmato assieme a Francesco Gabbani e alla stessa Vanoni il primo singolo, “Un Sorriso dentro al pianto”. Nello stesso disco Pacifico firma interamente un altro brano, “Inizio”.Pacifico è co-autore dei testi di due brani presentati in gara al 71° Festival di Sanremo: “Ti Piaci Così” di Malika Ayane (scritto con Malika Ayane) e “Bianca Luce Nera” degli Extraliscio feat. Davide Toffolo (firmato insieme a Mirco Mariani ed Elisabetta Sgarbi). Oltre ad aver partecipato alla scrittura del testo di “Ti Piaci Così”, Pacifico firma musica e testo di “Brilla” ed è co-autore di altri sei brani contenuti in “Malifesto”, il nuovo album di Malika Ayane pubblicato a marzo 2021.

www.pacificomilano.com 

 www.twitter.com/PacificoGino 

 www.facebook.com/pacificomilano

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Viridiana Myriam Salerno, laureata in Giurisprudenza presso l'Università "Federico II" di Napoli, è Giornalista Professionista (iscritta all'ordine nazionale dei giornalisti, Ordine della Campania, dal 2009). E' anche Avvocato. E’ Direttore Responsabile della Rivista-Web “MediaVox Magazine”, da novembre 2015 I suoi scritti sono pubblicati in numerosi libri, editi da importanti Case editrici. Si occupa del coordinamento di Uffici-Stampa e dell’organizzazione di eventi culturali; ad esempio, è nello Staff organizzativo del Festival internazionale di Cinema “Italian Movie Award” dalla I Edizione. E’ stata accreditata a rilevanti eventi nazionali ed internazionali, come il Festival di Sanremo, il Taormina Film Fest e l'Ischia Film Festival (entrando nello Staff Stampa di quest'ultimo nel 2016).