QUATTRO CHIACCHIERE CON ALBERTO CIONI


Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto approdare” affermava Seneca, e anche Pietro Neveni, il protagonista di UNO, il romanzo d’esordio di Alberto Cioni edito da Edizioni Ensemble, non sa in quale porto approdare. Ma alla fine sarà il richiamo verso la scrittura che guiderà i passi di Pietro verso la crescita.
Ambientato in una Parigi ricca di fascino e magia, UNO è libro coinvolgente e l’autore analizza in maniera profonda i personaggi. Bell’esordio!

Per presentare UNO ai Lettori di MediaVox Magazine, abbiamo scelto di intervistare Alberto Cioni…

L’INTERVISTA AD ALBERTO CIONI

Che cos’è la scrittura per Pietro Neveni, il protagonista del suo romanzo? E per lei?
Per Pietro Neveni la scrittura è il perseguimento di ciò che crede una sua profonda vocazione. Si tratta di uno dei temi principali su cui è incentrato il romanzo, una forte aspirazione letteraria che tormenta il protagonista, cui non riesce a sottrarsi neppure nei momenti più infecondi. Mentre per me la scrittura letteraria è la creazione attraverso questo segno linguistico di realtà immaginarie, nelle quali è possibile rappresentare con maggiore chiarezza e profondità trame, enti, simboli, personaggi e differenti verità. Una dimensione di grande libertà creativa dove mettere in scena quello che non sempre può essere raffigurato nella vita di tutti i giorni.

Possiamo definire UNO un romanzo di formazione? Sì, considero “Uno” un romanzo che rientra nel genere del romanzo di formazione.

Sono sempre affascinata dalla genesi di un quadro, di una scultura, di una poesia o di un romanzo. Allora com’ è nato questo suo primo romanzo? Volevo scrivere un romanzo nel quale fossero presenti personaggi che affrontassero in particolare temi di natura letteraria e artistica, un libro che parlasse pure di quello che il protagonista crede e pensa che sia la scrittura, e le motivazioni che portano un giovane con questa ambizione a inseguire questo difficile cammino.

I sogni sono comunque i più dolci compagni che ci siano durante la ricerca del nostro destino, afferma Pietro Neveni. Secondo lei, i sogni sono il motore della vita? Sì insieme ad altri moventi. Da soli i sogni però non possono bastare, occorre che siano accompagnati dall’energia e dalla volontà di realizzarli.

Qual è il messaggio del suo libro? Come dicevo prima, quasi tutto ruota intorno al tema della vocazione, il leitmotiv del romanzo.

La conosci la teoria degli universi paralleli? Chiede l’amico François a Pietro. Secondo lei, la vita è composta da molteplici realtà? Questa teoria rientra tra gli elementi creativi del romanzo, nell’estensione della storia ci sono questi dialoghi di natura si può dire filosofica, questioni e interrogativi cui i due amici si pongono durante le loro conversazioni. Io personalmente non saprei dire se esista o meno una realtà, o delle realtà parallele a questa vita. La creazione letteraria segue talvolta percorsi tutti suoi, che non sempre coincidono con la vita e i pensieri personali di un autore.

Attraverso la lettura del suo romanzo sono stata trasporta nella magia di Parigi. Quanto una buona ambientazione riesce a far immergere il lettore nelle pagine di un libro?
Credo sia importante ricreare una buona ambientazione, in quanto consente al lettore di immedesimarsi sempre di più nella narrazione. Tutto questo poi dipende dal gusto, dalla sensibilità, dallo stile che uno scrittore possiede nel cercare al meglio di rappresentare ed evocare certe atmosfere.

Lei ha collaborato con diverse case editrici di Firenze come redattore e con la BBC di Londra. Quanto queste esperienze hanno influito nel creare il suo ultimo lavoro? Devo dire che le mie esperienze professionali nel campo dell’editoria, ma anche nel giornalismo, non hanno influito sulla scrittura del romanzo. Mentre il lavoro di ex redattore nelle case editrici mi è stato utile quando ho dovuto mettere mano alle bozze di “Uno”; avendo nel passato acquisito certe competenze durante le correzioni e revisione di libri altrui, le ho in questaoccasione impiegate nella correzione di questo mio ultimo lavoro.

In questo momento difficile e doloroso, qual è il ruolo dello scrittore? Credo che il ruolo di uno scrittore in questi momenti di emergenza
sanitaria e sociale sia di scollegare con i suoi libri le persone da una realtà opprimente e molto dolorosa. Entrare ed evadere in altre dimensioni immaginarie può aiutare per un po’ ad alleviare le sofferenze e i sacrifici che stiamo affrontando.

Quali sono le altre passioni di Alberto Cioni oltre la scrittura? Mi piace molto la lettura, il cinema, la musica, l’arte contemporanea e il calcio.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".