Giornalista. Fondatrice e direttrice di giornali. Poetessa. Marcella Continanza era un groviglio di creatività, di passione e di fiducia nel valore della solidarietà e coinvolgeva sempre tutti nei suoi progetti letterari e non. Donna di grande temperamento e sensibilità. Nella sua vita ha lottato per l’affermazione dei diritti delle donne e dei più deboli e di quelli che vivono ai margini della società. Questa sua vocazione ha sempre contraddistinto il suo impegno di giornalista e di donna.
Il mensile “Vietato fumare: tutto cinema e dintorni”, la Rassegna annuale “Donne e Poesia Isabella Morra”, il Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno, i saggi su Totò, su Vittorio De Sica, le innumerevoli raccolte di liriche erano tutte sue creature. Ma soprattutto fondò “Clic Donne 2000: il giornale delle italiane in Germania” che diresse fino alla morte. Il giornale nasceva dall’esigenza di dare voce a tutto quell’universo femminile che non trovava spazio nella stampa “ufficiale”. Dietro alla dura e dolorosa emigrazione degli uomini italiani esisteva anche il drammatico mondo dell’emigrazione delle donne a cui Clic donne 2000 offriva l’opportunità di esprimersi liberamente. Marcella andò fuori dai cancelli delle fabbriche per intervistare impiegate, operaie, cameriere e piano piano quelle donne si aprirono di fronte a quella giornalista così atipica che, stranamente, si interessava di loro che erano considerate solo un’appendice del mondo maschile. Le sprona a raccontare le loro storie di soprusi, di disagi, di violenze ma anche di nostalgia che puntualmente pubblica.
Molto vasta è l’opera poetica di Marcella. La sua poesia profonda e struggente, riusciva a cristallizzare la bellezza in un verso:
“Il sole asciuga il pianto degli alberi/ e la malinconia tesa/ dei girasoli. /Il giorno silenzioso arriva/ non ancora contaminato/ da notizie. /I grattacieli e i musei si rispecchiano/ dentro la luce del fiume/ tutto è armonia e di bellezza piena/ ma è della natura/ il simulare/ e noi per le strade/ fiori in fiamme.” La rosa di Goethe 2018.
“Parole di rose/ transitano/ nel sogno/ svelano/l’essenza della spina/ il potere delle gocce scarlatte/celato/nei petali.” Solo le Muse cantano, 2015.
L’attaccamento alle atmosfere della sua Lucania è stato un tratto che possiamo ritrovare in tutta la sua opera poetica: i papaveri fioriti, le lucciole che risplendevano nel silenzio notturno delle sere estive, l’immensa e bellissima terrazza da cui era possibile mirare tutto il paesaggio, il paese di Roccanova (suo paese natio) orlato dai monti, tutte immagini fissate e custodite nella memoria.
“Rosa di luce/ eterna veglia dello spirito/luce che viene/ gira nell’aria/entra dolcemente nel ventre/ di ogni cosa/ rosa rosae rosae rosarum rosa rosa/ alfabeto di seme e di suoni/ tornano parole custodite / e – dentro gli orologi si estingue/ l’attesa.” La rosa di Goethe, 2018.
Amo ricordare il contagioso entusiasmo di Marcella, la sua sete infinita di libertà e tutte le emozioni che abbiamo condiviso:
“Non esistono addii./ E mani non unite./Cercami nella linfa dell’anima,/ senz’altra guida che l’amore./” Piume d’angeli, 1996.
Au revoir, amica mia!