Una vita granata: il docufilm di Mario Pacifico

MediaVox Magazine celebra la conquista della Serie A dei Granata con un omaggio alla storia della Salernitana

MediaVox Magazine ha scelto di raccontare di Bruno Somma che è il dirigente più longevo della centenaria storia della Salernitana, dagli inizi nel 1946 come vice segretario e poi, a tutti gli effetti, segretario del club dal 1950 al 1967, in tempi in cui il segretario era direttore generale, direttore sportivo, team manager e quant’altro…

IL DOCUFILM SU BRUNO SOMMA E LE DICHIARAZIONI DI MARIO PACIFICO

Il docufilm Una vita granata, che riassume l’avventura umana e professionale di Bruno Somma come dirigente della Salernitana, ideato e scritto dal nipote Mario Pacifico, si impone, a distanza di due anni, specie dopo la recente promozione in serie A della Salernitana, per la sua pregnanza e significatività.

Commemorare la figura di Bruno Somma significa – sottolinea immediatamente Mario Pacifico – rendere omaggio ad uno dei massimi protagonisti della storia della Salernitana, cosicché più di un capitolo va dedicato alla sua attività di dirigente più affezionato alla casacca granata tanto da detenerne, ancora oggi, il primato di longevità. Ricordare la sua importante e complessa attività dirigenziale e il suo profondo rapporto con l’ ambiente calcistico dal 1951 al 1971, collocata in una dimensione che, per le sue varie componenti, assurge a rilevanza nazionale, vuol dire, quindi, riconoscere quanto viva ed attuale continui ad essere oggi la sua opera…


Il docufilm di Mario Pacifico ha richiesto 5 mesi di lavoro. È stato girato e montato dalla Fides, sotto la direzione di Rocco Papa. Si avvale della partecipazione di Adolfo Somma, che ha interpretato il papà Bruno, di Alessandra Botta, di Claudio Tortora e dell’intervento musicale di Roberto Costabile.
Le immagini spaziano in una dimensione narrativa compresa tra ieri ed oggi e fanno rivivere le epiche emozioni sportive del dopoguerra negli scorci attuali del centro storico salernitano.
Un ventennio, insomma, vissuto con il sangue granata nelle vene, scandendo delle pagine importanti e dolorose nella storia della Salernitana come la morte di Giuseppe Plaitano (primo tifoso scomparso in uno stadio di calcio italiano), ma anche straordinariamente felici come l’arrivo e l’esplosione del Golden Boy Pierino Prati.
Poche le gioie, tante le sofferenze, così come gli sforzi profusi per provare a condurre, nonostante tutto, la nave in porto, a qualsiasi costo.
Bruno Somma ha fatto di tutto: cambiali firmate indebitandosi personalmente, accordi fatti con una stretta di mano (era pur sempre un altro calcio), ma soprattutto è stato protagonista d’intuizioni illuminanti andando a pescare giovani calciatori provenienti dai vivai di ogni parte d’Italia, in particolare nel Lazio e in Veneto, magari con la promessa di dare il proprio contributo per farli arrivare in serie A. Il tutto ricoprendo solo formalmente la carica di segretario ma dovendo, nei fatti, assolvere a ogni tipo di compito richiesto per colmare anche le lacune societarie e le casse sempre più asciutte del club. Costretto a fronteggiare annate magre con inventiva, spirito di sacrificio e un talento fuori dal comune nel saper leggere il calcio come un fenomeno a 360 gradi.

Più che segretario – aggiunge e conclude Mario PacificoBruno Somma era anche direttore generale, team manager, ds e operatore di mercato. Forte erano i suoi rapporti di amicizia con club blasonati (come ad esempio il Milan dal quale arrivò non solo Pierino Prati ma anche Giorgio Corbellini) o personalità come il comandante Achille Lauro oppure Romeo Anconetani. Disse “no, grazie” alle tante lusinghe di società che avrebbero fatto carte false per poter contare sulla sua competenza, sulla sua fitta rete di contatti. Era convinto che un risultato sportivo non si dovesse mai distaccare dal risultato umano“.

IL VIDEO INTEGRALE DEL DOCUFILM

Il docufilm "Una vita granata"

LA TESTIMONIANZA DI ALESSANDRA BOTTA CHE HA IMPERSONIFICATO METAFORICAMENTE LA SALERNITANA

Abbiamo ascoltato la dichiarazione della dott.ssa Alessandra Botta che, oltre ad essere laureata in Biologia con indirizzo Molecolare, Sanitario e della Nutrizione con il massimo dei voti, è un’eccellente sportiva, ex arbitro di calcio e tifosa della Salernitana. Al suo charme è stato affidato il ruolo di impersonificare la squadra granata nel docufilm di Pacifico.

Durante la presentazione del docufilm al Teatro delle Arti a Salerno, ad Alessandra Botta è stata consegnata una targa di ringraziamento per aver impersonificato la Salernitana con grande eleganza

A 18 anni ho deciso di voler diventare arbitro di calcio e ho arbitrato fino alla Seconda Categoria di Calcio maschile; poi, ho lasciato l’arbitraggio per dedicarmi completamente agli Studi Universitari” ha raccontato Alessandra, aggiungendo: “Coltivo la passione per il calcio fin da quando ero una bambina. Da adolescente, ho militato nella Squadra femminile della Salernitana e ho sempre seguito le partite allo Stadio. Mario Pacifico, che è anche un ex arbitro, conoscendo questa mia passione, mi ha contattato in occasione del centenario della nascita della Salernitana, proponendomi di partecipare al docufilm. Ho accettato con immenso piacere di impersonificare la Salernitana: non recito un testo scritto, ma passseggio nei luoghi simbolo della Città, mostrandone il fascino misterioso ed irresistibile. Dai Giardini della Minerva, al Centro storico… ovviamente, passando per il mitico Stadio Vestuti, caro a tutti i tifosi. Bellissimo è anche il messaggio finale del docufilm: io arrivo sulla spiaggia e lascio cadere sulla sabbia il cavalluccio marino, simbolo dla Salernitana: quest’ultimo viene raccolto da una bambina. Una sorta di passaggio di testimone generazionale che testimonia anche l’evoluzione, storica e societaria, della Squadra. Il docufilm è stato decisamente beneaugurale ed oggi siamo orgogliosi di festeggiare la meritata promozione in Serie A”. Ha poi concluso: “È un onore per me aver preso parte al documentario, ideato e prodotto dagli eredi Somma, realizzato per celebrare il centenario della nascita della Salernitana e ricordare il grande amore del segretario Bruno Somma verso la sua squadra. Non dimentichiamo che possono caambiare le Società e i giocatori ma la passione granata resta. Sempre.

ALCUNI FOTOGRAMMI DEL DOCUFILM

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.