La Musica è il “focu meu”

Intervista a Raffaele che ha partecipato all'ultima edizione della trasmissione "Amici di Maria De Filippi"

Prossimo obiettivo? Sanremo!

Si chiama Raffaele Renda, ma per tutti è semplicemente Raffaele. È appena uscito dalla scuola di Amici, lo storico talent condotto da Maria De Filippi, e grazie alla bravura e alla determinazione è riuscito ad arrivare fino alle fasi finali del programma.
In questo periodo Raffaele si sta dedicando alla realizzazione del suo primo EP: i due primi singoli estratti sono già in rotazione radiofonica da diversi giorni. Parliamo de “Il sole alle finestre” e “Focu Meu”, due brani a cui Raffaele è legatissimo e che spaziano da sonorità urban-pop ad altre più reggae, con inserti di dialetto calabrese. Si, perché in questo giovane cantautore scorre proprio del sangue calabrese, contaminato da una spiccata curiosità verso generi e stili musicali diversi, che dimostrano la sua voglia di sperimentare e di mettersi sempre in gioco.
La prossima uscita dell’EP si preannuncia carica di entusiasmo per questa nuovissima promessa della musica italiana, che in questi giorni sta facendo parlare di sé anche per aver reso “ufficiale” la storia d’amore con Martina Miliddi. La giovane ballerina sarda, anche lei concorrente di Amici, durante il programma era sentimentalmente legata a un altro concorrente (Luca Marzano, in arte Aka7even). La storia tra Raffaele e Martina, nata dopo l’uscita dalla scuola di Amici, è stata oggetto di tanti pettegolezzi, mai smentiti da entrambi: saranno solo chiacchiere oppure è tutto vero? Lo abbiamo chiesto proprio a Raffaele Renda, che in questa speciale intervista ci svela curiosità e retroscena del programma di culto più amato dal pubblico italiano. Ma anche sogni, progetti futuri e qualche piccola anticipazione del suo primo lavoro in uscita…

L'INTERVISTA

Della tua vita privata si sa molto poco. Quindi ti chiedo subito: chi è Raffaele Renda? Descriviti con tre aggettivi. Sono un ragazzo riflessivo, solare e testardo. Mi rendo conto che sono aggettivi molto diversi tra loro, ma mi descrivono pienamente. Sono riflessivo, perché prima di fare qualsiasi cosa penso e ripenso a cosa può succedere, se è giusto per me, per gli altri… non sono uno che si butta facilmente nelle cose! Poi sono solare: cerco di sorridere sempre, qualunque cosa succeda, e cerco di prendere la vita così come viene, mantenendomi sempre positivo. Infine sono testardo, lo ammetto: non mollo mai! Qualsiasi cosa succeda, tiro dritto per la mia strada.

Uno dei tuoi sogni nel cassetto era quello di partecipare ad Amici. In quest’edizione ci sei riuscito e sei quasi arrivato in finale: cosa ha rappresentato per te quest’esperienza? Ti aspettavi di arrivare dove sei arrivato? Sinceramente si, perché ho lavorato tanto prima di entrare ad Amici, arrivando ad avere una consapevolezza diversa di me. Penso che il merito sia stato anche quello di avere un progetto ben definito, che mi ha permesso di andare avanti e di arrivare al serale. Non posso nascondere che speravo di arrivare alla finale, ma sono comunque soddisfatto del livello raggiunto e di aver dato tutto quello che potevo dare, dimostrando anche chi sono e di che pasta sono fatto.

Come ha reagito la tua famiglia quando li hai informati che avresti preso parte ad Amici? Per la mia famiglia è sempre stato un po’ difficile capire, all’inizio non avevano la mia stessa visione delle cose. Io ho sempre desiderato vivere di musica e volevo trasformare questa mia passione in un lavoro. Fortunatamente, grazie alla musica, ho iniziato ad avere piccole grandi soddisfazioni, e questo li ha sicuramente fatti ricredere. Quando ho fatto i primi tentativi per entrare ad Amici, loro non erano proprio contentissimi. Mi dicevano di provare, ma di non aspettarmi chissà cosa. Invece, quest’anno, quando mi hanno preso, loro sono stati i primi a complimentarsi. Hanno sempre fatto il tifo per me dal primo giorno e mi hanno sempre sostenuto per tutto il tempo nella scuola.

Portaci con te nella scuola di Amici e rendici partecipi di quello che succede nel backstage. Qual è il clima che si respira durante la settimana? Amici è una macchina assurda, è tutto organizzato nei minimi dettagli ed è sempre tutto in movimento, dalle prime luci del mattino fino a sera inoltrata. Il clima che si respira è quello di una scuola molto intensa: io non la percepivo come una scuola tradizionale, ma come una scuola ad alto potenziamento. Noi ragazzi lavoravamo incessantemente tutto il giorno e facevamo tantissime attività diverse. In questa edizione c’è stata anche la novità della convivenza: abbiamo vissuto tutti insieme, 24 ore su 24 per sei mesi, e devo ammettere che è stata dura. Da un lato si è rivelato un vantaggio, perché la competizione tra noi si è notevolmente abbassata e abbiamo avuto modo di conoscerci meglio e di fare amicizia. D’altra parte, invece, non è stato per niente facile convivere per così tanti mesi tutti insieme e sempre a diretto contatto.

Parlaci di Martina Miliddi: tutti vogliono sapere di voi due. Siete fidanzati? Fidanzati è un parolone! Però… non so come spiegarlo…

Allora diciamo che c’è una simpatia? Beh, diciamo che c’è più di una simpatia tra di noi. Al momento ci stiamo frequentando.

Com’è stato gestire le chiacchiere sul presunto triangolo amoroso in cui sei stato coinvolto tuo malgrado? Dentro la casa è stato veramente difficile, perché io ero concentrato su altro e non avrei mai voluto entrare in questo triangolo. Però era innegabile che ci fosse qualcosa tra di noi. Ho preferito aspettare di uscire per chiarire tutto una volta fuori, a telecamere spente. Per quanto riguarda le chiacchiere ho imparato a farmele scivolare addosso: sono un ragazzo determinato e so cosa voglio, non mi preoccupano i giudizi altrui.

Arisa è stata la tua coach, colei che ti ha sempre sostenuto fin dall’ingresso nella scuola. Com’è stato lavorare con lei? Ti ha dato qualche consiglio particolare, che porterai sempre con te? Lavorare con Arisa è stato bellissimo, io la stimavo un sacco come artista al di fuori di Amici. Ho avuto modo di conoscerla e di constatare che si tratta davvero di una persona eccezionale. Mi ha trasmesso tanto, sia a livello artistico che personale. Durante il programma, in un momento particolarmente stressante per me, mi ha consigliato di fermarmi e di meditare. Di ascoltare il mio respiro, cercando di rilassarmi per scacciare via i brutti pensieri, proprio con l’aiuto della meditazione. Mi ha consigliato di farlo due volte al giorno, al mattino presto e alla sera, prima di andare a dormire. Devo dire che mi è servito tanto, è stata una lezione di vita che mi porterò per sempre, perché mi ha aiutato a tranquillizzarmi e ad affrontare meglio le difficoltà di quella settimana, che ricordo come particolarmente dura.

Se Arisa è stata una tua alleata, Rudy Zerbi, invece, è stato un po’ la tua spina nel fianco… Nonostante tutte le critiche, tu hai continuato per la tua strada a testa alta. Per la musica questo è altro, non potevo fermarmi ai giudizi di un solo giudice, scoraggiandomi per nulla! Poi, devo dire che quando ci sono state critiche costruttive ho potuto mettermi ancora più in gioco e impegnarmi, per migliorare e smussare quelle cose di me che andavano migliorate. Altre volte, invece, si è andati un po’ oltre alla critica costruttiva. Come dicevo all’inizio, cerco di affrontare le cose sempre con il sorriso: anche in quei momenti, accettavo la critica, sorridevo e andavo avanti. Il mio intento nella scuola non era piacere a tutti i costi a Rudy Zerbi. Dopo le prime asperità tra di noi, mi sono messo anche l’animo in pace.

Tra i tuoi inediti “Il sole alle finestre” è il primo singolo che anticipa il tuo EP di prossima uscita. Com’è nato questo brano e quando è prevista l’uscita dell’EP? L’EP è praticamente terminato. È tutto pronto per l’uscita, ma non abbiamo ancora confermato una data in particolare. “Il sole alle finestre”, invece, è un brano super personale, a cui sono molto legato; mi piace definirlo come un’inno alla speranza. L’ho scritto più o meno due anni fa, in un momento un po’ buio della mia vita. Questo brano mi ha aiutato a elaborare la tristezza e ad acquisire la consapevolezza che siamo proprio noi, gli artefici del nostro destino. “Il sole alle finestre” è un messaggio positivo, la luce dopo il buio. Un invito a trovare dentro di sé la forza di rialzarsi e di andare comunque avanti, anche quando si vorrebbe mollare tutto.

Svelaci di più sul tuo nuovo EP: cosa dobbiamo aspettarci da questo disco? Ci saranno i brani che ho presentato ad Amici, più qualche altro brano inedito. Sarà un EP che mostrerà tutta la mia versatilità: ogni brano è diverso dall’altro, si avverte una contaminazione di stili e di generi musicali con tanti sound diversi, che mi permettono di muovermi tra un genere e l’altro senza problemi. Il mio desiderio era proprio quello di mostrare più sfaccettature della mia personalità, e ho voluto farlo con un progetto molto eterogeneo, pieno di sfumature. Quando sognavo il mio primo disco, era proprio così che lo immaginavo!

Il 26 maggio è uscito anche Focu Meu, il tuo nuovo singolo che è anche un omaggio alle tue radici calabresi… È vero, sono molto legato alle mie origini meridionali e in questo brano desideravo sperimentare cose nuove. Così è uscita questa canzone dalle sonorità reggae, ma che parla delle mie origini, della realtà in cui vivo e degli stereotipi che riguardano il Sud. Volevo sdoganare questi falsi miti e dare un messaggio a tutti quei giovani che sognano in grande, ma che si sentono limitati o “stretti” dalla realtà in cui vivono. Secondo me, per arrivare alla meta che si desidera, si può partire da qualsiasi parte del mondo. Basta semplicemente avere la testa dura e continuare diritto per la propria strada. Con questo brano ho voluto dare un messaggio preciso: non smettete mai di sognare in grande, le cose arrivano sempre piano piano. Bisogna solo essere determinati.

Di determinazione tu nei hai tantissima. Ma a chi ti ispiri? Chi sono i tuoi artisti di riferimento? Sin da piccolo ho sempre amato Stevie Wonder, Bob Marley, Bruno Mars, Mango, Elisa, Alex Baroni…insomma ho sempre ascoltato un po’ di tutto! Ma Rihanna è sicuramente l’artista che più amo in assoluto. Penso di essermi appassionato alla musica in generale proprio ascoltando i primi brani di Rihanna. La seguo da sempre e per me rappresenta una grande artista, oltre che un esempio da seguire. La sua storia, infatti, mi ha sempre affascinato, perché trovo che sia molto simile alla mia. Lei partiva da una piccolissima isola dei Caraibi ed è arrivata dove è arrivata lottando con le sue sole forze.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Sicuramente a breve termine mi piacerebbe fare un tour e cantare dal vivo. I concerti sono la parte più bella del mio lavoro, penso che non ci sia cosa più bella di cantare e vedere altre persone che cantano i miei pezzi! Per il futuro, invece, vorrei tanto andare a Sanremo: è il mio prossimo obiettivo dopo Amici. Sono già stato a Sanremo Young, ma ritornarci da big significherebbe realizzare un altro dei miei sogni nel cassetto.

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Foto tratta dall’account Instagram di Martina Miliddi

Biografia
Raffaele Renda è un artista calabrese. All’età di 16 anni partecipa a SanremoYoung su Rai1 e arriva in finale classificandosi al secondo posto. Successivamente si esibisce alla 68esima edizione del Festival di Sanremo su Rai1 insieme ai ragazzi di Sanremo Young. Studia canto da oltre dieci anni e attualmente sta lavorando alla realizzazione del suo primo Ep.
Ha preso parte all’ultima edizione di Amici, arrivando alle fasi finali del programma. Dopo la pubblicazione del brano “Il sole alle finestre”, Raffaele torna con un nuovo singolo, “Focu Meu”, disponibile in radio e in digitale dal 28 maggio 2021.

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Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.