IL DOVERE DI STARE ACCANTO

Il libro del Prof. Salvatore Gargiulo. L'importanza delle politiche sociali e del buon funzionamento dei servizi sociali

Un’Amministrazione pubblica efficiente si misura anche e soprattutto sulla sua capacità di conoscere ed interpretare i bisogni della propria popolazione e farvi fronte con servizi e contributi finalizzati all’assistenza, alla sicurezza sociale ed al superamento di situazioni di disagio socio-economico. Pochi forse si rendono conto dell’impegno di tempo, professionalità, sensibilità che sottende al delicatissimo lavoro dei Servizi Sociali.
I Servizi Sociali sono rivolti, con i loro interventi sul territorio, a promuovere il benessere sociale dei Cittadini. Tali interventi si propongono di superare le situazioni di bisogno di coloro che possono, per svariati motivi di natura economica, sociale, lavorativa, familiare, trovarsi in difficoltà. Di conseguenza, i Servizi Sociali intervengono per valorizzare e sostenere le responsabilità familiari, rivolgono particolare attenzione agli adolescenti e minori, pongono in essere interventi a contrasto della povertà, offrono servizi alle persone in difficoltà (in particolar modo le persone anziane e disabili).


Il volumeIL DOVERE DI STARE ACCANTO” di Salvatore Gargiulo (in distribuzione presso l’Editrice APS Centro Archè) vuole essere una guida aggiornata alle regole e alle procedure che governato il sistema integrato dei servizi sociali, un vademecum sui servizi offerti in modo specifico in Campania.


L’obiettivo dell’autore è riannodare, attraverso un manuale di facile consultazione, le varie fasi del processo normativo e organizzativo.
Recuperare, altresì, un filo conduttore, cronologico e funzionale a tutta la materia, ricomponendo nelle fasi in uno schema unitario, ragionato.
In tal modo sarà più agevole percepire le politiche sociali come tutela, finalmente efficace, dei cittadini a maggior rischio di esclusione. Ma nel contempo, queste politiche sociali diventano leva fondamentale di sviluppo complessivo di un territorio, in grado di modulare le relazioni sociali sul principio, irrinunciabile, della dignità umana.

Questo perché le moderne politiche sociali hanno segnato il passaggio – sottolinea il prof. Gargiulodalla concezione di utente quale portatore di un bisogno specialistico a quella di persona nella sua totalità costituita anche dalle sue risorse e dal suo contesto familiare e territoriale; quindi il passaggio da un welfare riparativo (accezione tradizionale di assistenza, come luogo di realizzazione di interventi meramente riparativi del disagio), a un welfare generativo ( una protezione sociale attiva, luogo di rimozione delle cause di disagio ma soprattutto luogo di prevenzione e promozione dell’inserimento della persona nella società attraverso la valorizzazione delle sue capacità).


La salute ed il benessere di una persona sono il risultato dell’equilibrio sinergico tra fattori biologici, psicologici e sociali. Di fronte a tali bisogni complessi è necessario adottare un approccio sistemico intersettoriale (pubblico, privato, società civile), multidisciplinare, multiprofessionale ed integrato (cittadine/i, comunità, amministratori/trici, organizzazioni sanitarie, mondo economico e della ricerca). Il modello comunicativo che meglio risponde a questa esigenza è sicuramente quello della rete e la modalità è quella di lavorare per progetti.

Si tratta in sostanza di elaborare – continua il prof. Gargiulouna strategia teorica e operativa che, avendo quale sua bussola la dignità delle persone, sappia tener conto con realismo delle molteplici “relazioni” nelle quali questa dignità si realizza: le relazioni con se stessi, quelle familiari, quelle politiche, quelle religiose, quelle economiche, quelle con l’ambiente naturale, quelle con le generazioni future, tanto per citarne alcune particolarmente importanti. Abbiamo insomma un insieme di relazioni, che sono autonome e che nel contempo interferiscono continuamente tra loro, secondo una logica che, per essere “umana”, non può non rispondere al principio di sussidiarietà, quale garanzia di una fondamentale reciprocità.


Il lavoro di rete consente di superare le differenze metodologiche e promuove la cooperazione tra i soggetti che la compongono. Rappresenta una strada alternativa all’approccio individuale e consente di trovare soluzioni e interventi facendo interagire risorse, energie e competenze assicurando una base organizzativa compatta ed efficiente. Il suo ruolo è molto importante nel determinare le modalità di risoluzione di problemi complessi, di gestione delle organizzazioni e anche nella possibilità dei singoli individui di raggiungere i propri obiettivi.

Nel nuovo scenario che si va delineando – ribadisce Gargiulola sussidiarietà dovrebbe diventare il principio guida di ogni attore sociale; ogni individuo, ogni associazione, le istituzioni pubbliche a vario livello, tutti debbono tendere a promuovere le “capacità” dell’altro, e ciò vale sia dall’alto verso il basso che dal basso verso l’alto.


In questo senso la sussidiarietà viene esigita a livello politico-amministrativo, in modo che un organismo di ordine superiore non prevarichi ma promuova le competenze di quello inferiore (la cosiddette sussidiarietà verticale). La sussidiarietà viene inoltre esigita al fine di far valere il principio che lo Stato e le diverse autonomie locali debbono intervenire soltanto e fintanto che le singole persone o le diverse formazioni sociali non sono in grado di realizzare da sole i loro obiettivi e in ogni caso per promuovere questa loro autonomia (la cosiddetta sussidiarietà orizzontale).

Dopo quanto delineato, diventa più convinto l’invito a consultare “IL DOVERE DI STARE ACCANTO” , il Vademecum del prof. Salvatore Gargiulo.


Probabilmente, nel libro del Professore, molti vi scopriranno attività che neppure immaginavano, forse perché finora non ne hanno avuto esperienza diretta e magari troveranno spunti per avvalersi di prestazioni alle quali potrebbero accedere.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.