Vincenzo Odore: l’Arte del Fumetto

Su MediaVox Magazine abbiamo già parlato dell’evento di ripartenza dedicato ai ragazzi di Sarno, il workshopTra cinema e fumetto“, cominciato il 29 Maggio. Vi avevamo raccontato della presenza, tra la schiera dei collaboratori a questa manifestazione, di Vincenzo Odore, fumettista e disegnatore di grande talento, che ha accettato di fare una chiacchierata a proposito del progetto e della sua carriera…

L’INTERVISTA

Dal 29 Maggio è partita la tua collaborazione con il workshop ” Tra cinema e fumetto” organizzato dalle Associazioni Nuova Officina e Fondazione Viva a Sarno, un evento dedicato ai ragazzi che ha il sapore di una ripartenza. Com’è andato il primo incontro con la classe e qual è stata l’emozione che l’ha accompagnato?
Di solito alle manifestazioni, laboratori o in tutto quello che coinvolge persone che si interessano di fumetto, sia come autori/disegnatori o anche solo come spettatori, c’è sempre un gran casino. Credo perché non capitino spesso eventi dedicati e, quando ce ne sono quindi, l’adrenalina dei partecipanti è sempre incontrollata. Un caos ordinato intendiamoci, ma pur sempre delle baraonde. La pandemia ci ha costretti a tenere a bada le emozioni ed a realizzare un workshop ordinatissimo e nel pieno rispetto delle regole. Quindi posso dire che il primo incontro è andato bene, è stato emozionante ma ci siamo dovuti trattenere. Posso garantire che è dura contenersi quando si vedono ragazzi uscire saltellanti di gioia dall’aula per l’emozione, dovuta a un esperienza che desideravano ardentemente e che non avevano avuto ancora occasione di fare, magari perché il territorio spesso ne offre poche.

Come è nato il tuo coinvolgimento in questo progetto?
Conoscevo l’ Associazione Nuova Officina da tempo ma, nonostante i comuni interessi, le nostre strade non avevano avuto occasione di incrociarsi. Sto collaborando con una casa editrice romana, la Horti di Giano, con la quale ho pubblicato come disegnatore il primo numero della serie Gotico italiano dal titolo il “Vizio di Uccidere”; un progetto nato da poco e molto interessante. L’esigenza di portare questo lavoro sul mio territorio ci ha dato l’opportunità. Questo poi, unito alla loro voglia di realizzare eventi culturali sul terriotorio ci ha portati dove siamo ora.

Fumetti e cinema hanno in comune molto più di quanto si possa pensare: anche il tuo ultimo lavoro, il primo volume di Gotico Italiano uscito per la casa editrice Horti di Giano, è un racconto dal taglio molto cinematografico che, addirittura travalica nel letterario e nel folkloristico. Puoi raccontarci qualcosa di questo lavoro? Ci sono stati film specifici o generi cinematografici che ti hanno ispirato nella fase di progettazione delle tavole?
Cinema e fumetto, ed insieme anche la letteratura in genere, sono forme di comunicazione che si intrecciano di continuo e non solo per le trasposizioni di prodotti che nascono in un modo per poi spaziare nell’altro genere. Dal punto di vista grafico poi, è un continuo attingere l’uno dall’altra. Soprattutto in campo cinematografico, il fumetto, tramite la realizzazione di storyboard, è essenziale. Per la realizzazione del primo numero di Gotico Italiano non posso menzionare un film specifico, posso dire però che la cultura acquisita in anni di appassionata visione di film Horror è stata importante. Per chi lavora nel settore delle immagini, alimentare continuamente il proprio immaginario con film o letteratura è imprescindibile. Nello specifico per il “Vizio di Uccidere” ho dovuto raccogliere una folta documentazione riferente ai tanti piccoli borghi che affollano la nostra penisola, dandomi l’occasione di scoprire tesori spesso poco conosciuti. Un lavoro iniziato nel periodo di pandemia, quando viaggiare sembrava una chimera, il ricercare immagini mi ha regalato nuovi posti da visitare non appena muoversi non avrà troppi vincoli ed avrò un po’ di tempo.

Come ti sei approcciato al mondo del fumetto e quando hai capito di volerne fare il tuo lavoro?
Da quando ne ho memoria ho sempre disegnato. Sembra banale dirlo, ma è una cosa che accomuna tutti quelli che hanno questa passione e che, dopo tempo, l’hanno trasformata in un lavoro. Anzi credo che questo sia un fattore essenziale. Mi sono laureato in architettura ed ho cominciato a lavorare in questo settore dopo l’università ma non ho mai abbandonato il disegno. Col tempo mi sono reso conto che volevo fare qualcosa che mi appassiona veramente. Purtroppo queste passioni non sempre riescono a tramutarsi in qualcosa di concreto ma credo che, chi abbia queste inclinazioni, abbia almeno il dovere di provarci.

Quando si decide di seguire un’inclinazione artistica, solitamente, è perché si rimane folgorati dalla bellezza di un’opera che accende la scintilla dell’ ispirazione. Quali sono state le tue opere-scintilla? Quei fumetti che ti hanno fatto pensare di voler creare fumetti a tua volta?
Il mio approccio al fumetto avvenne all’età di circa 11 anni, quando un disegnatore di Dylan Dog, Luigi Siniscalchi mi regalò un albo disegnato da lui. Da allora sono stato dapprima un lettore molto avido, leggevo di tutto, solo negli ultimi tempi seleziono maggiormente gli albi da comprare sia per un fattore di tempo che per una questione di spazio. Letteralmente non so più dove infilare i fumetti che compro. Per chi vuole entrare in questo campo è però essenziale perché è un campo in continua evoluzione e prendere spunto da altri artisti è uno dei modi per migliorare, oltre al continuo disegnare fino a che non sanguinano i polpastrelli.

Quella per il fumetto è una passione che pian piano sta acquisendo un numero sempre maggiore di estimatori in Italia: c’è un approccio molto diverso all’arte fumettistica rispetto a qualche anno fa e le graphic novel, come i manga e i comics americani sono sempre meno prodotti “di nicchia”. Anche per questo sono tanti i ragazzi che, appassionandosi ai fumetti, vorrebbero entrare a far parte di questo mondo come autori o disegnatori. Che cosa consiglieresti a tutti loro?
Come ho già detto sopra: disegnare, disegnare, disegnare. È l’unico modo per migliorare ed acquisire padronanza in questa arte. Con l’era di internet ci sono tante ottime risorse a costo zero che possono aiutare ma, ovviamente se si riesce ad intraprendere un percorso guidato tramite corsi, la scuola, i workshop, è ancora meglio. Una buona guida può far raggiungere dei risultati più in fretta evitando tanti ingenui errori.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Attualmente sto lavorando al prossimo numero di Gotico Italiano in uscita ad ottobre; sto collaborando con un produttore inglese di videogame indie; sto sistemando dei lavori per il mio portfolio e, da poco ho iniziato un progetto personale; di tanto in tanto mi fermo per mangiare. Purtroppo come detto prima per migliorare si deve disegnare, disegnare, disegnare.

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Laureata in Letteratura italiana all' Università di Salerno, ha poi conseguito un master in Cinema e Televisione diretto dal produttore Nicola Giuliano presso il Suor Orsola Benincasa di Napoli: grazie a questa esperienza ha partecipato al Roma Fiction Festival 2016 con un progetto di serie inedito. Lettrice onnivora e famelica, nel tempo che avanza è sceneggiatrice e scrittrice. La sua passione più grande sono le belle Storie: le scrive, le legge, le guarda e le gioca.