Giovani e Pandemia: intervista al ginecologo Antonio Di Cunzolo

Antonio Di Cunzolo, ginecologo ICM di Agropoli, è stato uno dei relatori partecipanti al webinar formativo “Giovani e Pandemia – Aspetti di diritto, aspetti psicologici, consigli medici e una finestra sul mondo della cultura


L’evento online, ancora disponibile sui canali social di MediaVox Magazine, ha riscosso sin da subito un grande interesse di pubblico proprio per il tema trattato. Il progetto è stato ideato e fortemente voluto dalla giornalista Giovanna Passariello, che è riuscita a creare una sinergia tra alcune delle più grandi realtà associative del territorio: Nova Juris, Assostampa Valle del Sarno, Nasi Rossi – Clown Therapy, Associazione Arma Aeronautica Sez. “Mancusi” di Sarno e Sez. “Generale Francesco Annichiarico” di Ricigliano e tre grandi Lions Club International (“Recilianum Villa Romana” di Ricigliano, “Principessa Sighelgaita” di Salerno e “Salerno Host” del distretto 108 YA).
Moderatore dell’evento il giornalista Michele Giordano, TGR Campania, che ha posto interessanti domande ai quattro illustri relatori intervenuti: la dottoressa Anna Cappuccio (psicologa e psicoterapeuta), Valentina De Giovanni (avvocato matrimonialista e presidente della sezione AMI di Napoli), Carlo Hintermann (regista del film “The Book of Vision”) e infine il dottor Antonio Di Cunzolo, ginecologo ICM di Agropoli. Ciascuno di loro ha indagato dal punto di vista medico, sociale e culturale qual è stato l’impatto e quali sono le conseguenze che la pandemia sta avendo sulla già fragile psiche giovanile.

Mediavox Magazine, mediapartner dell’evento, ha intervistato il dottor Di Cunzolo per capire anche quali sono i problemi che riguardano le donne in gravidanza e, più in generale, tutte le coppie che desiderano avere figli in questo delicato momento storico

L’INTERVISTA

Durante il webinar “Giovani e Pandemia” lei ha dichiarato che il covid ha fatto da detonatore a una serie di problemi già presenti, ma che erano soltanto malcelati. A quali problemi si riferisce? La perdurante epidemia da covid ha fatto fare un balzo in avanti al numero dei casi di disturbi psichiatrici e del comportamento in genere. Se prima dell’epidemia, un servizio sanitario nazionale, pur con le sue carenze, riusciva comunque a reggere, l’esplosione dei numeri ha messo in evidenza tutte le fragilità e le carenze di una veste socio-sanitaria non adeguata.

Con la pandemia nascono meno bambini e nel suo lavoro ha assistito a un aumento dell’abortività durante le prime fasi di gestazione. Come si può spiegare questo fenomeno? Secondo lei è strettamente correlato a un mero fattore economico, oppure c’è dell’altro? Il fenomeno della denatalità sta diventando un problema non solo italiano, ma oserei dire mondiale, se è vero che anche la popolosa Cina sta registrando un preoccupante decremento delle nascite. Problema che nel nostro Paese è ancora più acuto, perché perdura già da alcuni anni. Non esistono ancora sufficienti dati scientifici che mettono in correlazione abortività e infezioni da Covid. Tuttavia -ma i dati vanno ancora validati- si è potuto osservare come, in diversi casi di abortività nel primo trimestre di gravidanza, le pazienti abbiano riferito di aver contratto l’infezione da Covid. In ogni caso, l’incertezza economica, l’instabilità lavorativa e, più in generale, paure e incertezze sul futuro, hanno contribuito in modo deciso alla riduzione dei concepimenti, tanto da far ridurre il numero dei nati nell’ultimo anno di oltre 300 mila unità.

Lei ha dichiarato che molte donne in gravidanza hanno persino rifiutato di farsi visitare durante il periodo emergenziale, per paura di contrarre il virus in ospedale. Ma saltare i controlli di routine ha comportato un aumento di alcune patologie serie per la salute della donna e del bambino. Se in futuro dovessimo trovarci nuovamente a vivere una situazione del genere, cosa si sentirebbe di dire alle future mamme per tranquillizzarle? Sicuramente gli ambienti sanitari sono i posti dove è più bassa la percentuale dei contagi. Anche se il covid si è rivelata un’epidemia quasi epocale, nessuno dovrebbe esimersi dai controlli sanitari. Questo vale per le gravide, ma più in generale vale per tutte le fasce della popolazione e per tutte le patologie croniche e non. Mi piace ricordare agli operatori del settore e alla popolazione che, finché si può, la gravidanza non deve essere considerata una malattia e non deve diventare una malattia.

L’infertilità di coppia è un tema tristemente scomodo, di cui a nessuno piace parlare. In quest’ultimo anno cos’è successo alle coppie che hanno deciso di ricorrere alle cure per concepire dei figli? Anche qui i numeri parlano di una netta diminuzione che riguarda tutte le coppie che hanno chiesto una valutazione in merito alla sterilità di coppia e a possibili terapie a riguardo. Solo in quest’ultimo periodo le coppie stanno timidamente tornando negli ambulatori dedicati, per cercare di realizzare il loro legittimo desiderio di genitorialità.

L’aumento dei casi di depressione, causata dall’incertezza dei tempi, ha interessato anche le donne incinte? E se si, in che modo bisognerebbe intervenire? L’epidemia da covid rappresenta sicuramente un fattore di rischio aggiuntivo per quello che riguarda i fenomeni depressivi sia pre che post-partum. La paura del virus si somma e amplifica le difficoltà emotive che spesso caratterizzano questa delicata fase della vita di una donna. Per prevenire e curare questo fenomeno, l’Istituto Superiore di Sanità ha redatto delle linee guida per ostetriche, ginecologi e psicologi per la gestione dell’ansia e della depressione perinatale durante la fase di emergenza e post emergenza da Covid-19.

Secondo lei come stiamo gestendo le conseguenze della pandemia? Siamo verso una via d’uscita? Personalmente credo che stiamo adesso, timidamente e lentamente, uscendo dalla fase emergenziale della pandemia; le conseguenze cominciano a palesarsi ora, in termini di salute e più in generale in termini socio-assistenziali. Infatti, si sta cominciando a parlare di sindrome del long Covid, che riguarda quei pazienti che, a distanza di sei mesi dall’infezione da covid, presentano ancora sintomi fisici e psichici. La via d’uscita unica è quella di mettere in campo reali misure che facciano diventare il nostro servizio sanitario nazionale una struttura capace non solo di gestire le fasi emergenziali, ma anche e soprattutto una struttura capace di curare il benessere della popolazione in termini fisici e psichici.

Biografia – Antonio Di Cunzolo ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli “Seconda Università” nel 1991. Nel 2004 si è specializzato in Ginecologia e Ostetricia e ha conseguito anche un diploma in Endoscopia ginecologica, presso l’Università degli Studi di Milano. È autore di pubblicazioni scientifiche pubblicate su riviste di settore nazionale e internazionale, nel campo della Ginecologia e nel settore delle sperimentazioni gestionali in sanità.

Rivedi il webinar al seguente link, clicca QUI

Il Manifesto del webinar ⤵️

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Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.