Il 19 aprile scorso si è svolto a Pagani (SA) presso l’Accademia Oltre la Danza il workshop “Movimenti d’Opera” di Graziano Galatone, versatile artista teatrale interprete, tra gli altri, di Febo de Chateaupers nell’opera popolare “Notre Dame de Paris” che sta impegnando e impegnerà nei prossimi mesi l’acclamato cast originale in una lunga tournée che quest’anno invaderà molti teatri italiani con tutta la magia dalla quale questa storia è avvolta.
Il workshop è stato organizzato da Rosario Trezza per il Centro Studi delle Arti in collaborazione con l’ASD/APS Guapanapoli.
È un evento unico, nonostante venga riproposto da Graziano Galatone in molte città italiane toccate anche da Notre Dame de Paris. Come avviene per le repliche in teatro, però, non è mai uguale a se stesso: ogni stagista presente ha la sua storia, ogni realtà le sue sfumature.
Offre la possibilità a chiunque coltivi la passione per il teatro, giovani, adulti e perfino bambini, di potersi mettere in gioco, accompagnato da un artista che in loro rivede un po’ se stesso, ragazzino, in un flashback lontano e che prova, riuscendo perfettamente direi, a guidarli verso il
raggiungimento dei loro obiettivi. Lavoro, determinazione e nessuna scappatoia, questi i consigli che si sente di dare Graziano ai presenti, la maggior parte adolescenti, che vogliono intraprendere la strada del teatro: “Tanto lavoro e tanta determinazione: senza la determinazione non si va da nessuna parte, assolutamente. È già difficile credere in se stessi figuriamoci se qualcuno può farlo per noi. Questo perché a volte pensiamo che qualcuno ci possa far arrivare con strade diverse e più semplici, in realtà è molto più semplice concentrarsi sulla propria di strada perché si perderebbero delle cose bellissime”. E non si limita a insegnare, Graziano: “Mi piace molto immergermi, faccio gli esercizi con loro. Non soltanto li spiego, cerco di migliorarli e guardando loro miglioro anche me stesso”.
Un artista che si mette continuamente alla prova insomma e l’ha dimostrato tornando a vestire i panni del capitano Febo de Chateaupers dopo essersene spogliato ben quattordici anni fa vincendo la paura che lo ha investito inizialmente. “Ho avuto un po’ paura all’inizio perché pensavo che non ce l’avrei fatta. I primi tempi mi sono detto oddio, adesso mi ritrovo a fare un personaggio con una preparazione e con un’energia tale che non so di possedere ancora, però siccome non mi sono mai fermato, ho fatto sempre spettacoli, mi sono detto che anche questo sarei riuscito a prepararlo. Ci è voluto veramente poco affinché scattasse in me proprio quella determinazione di cui parlavamo prima. E adesso penso che Febo sia il personaggio che ancora amo più di tutti”.
Un personaggio che ama ma nel quale non si ritrova assolutamente: “solo il fatto che prima frequentavo due donne, una Esmeralda e una Fiordaliso [ride]. A parte gli scherzi non mi appartiene niente di Febo. Penso sia un personaggio molto squallido. Nella storia diciamo che è l’unico che non muore, insieme a Fiordaliso, però, dice Hugo nell’ultima pagina, anche lui fa una brutta fine: si sposa”. È un uomo passionale lui, Graziano, a differenza di Febo segue “la passione e non sicuramente gli interessi. Credo sia una delle cose più tristi al mondo stare con una donna senza pensare di amarla e solo per interesse, anche perché non resisterei, ma penso non resista nessuno alla luce del sole, ci sono tante sfaccettature che noi non conosciamo in queste coppie artefatte, quindi penso che non avrei mandato sicuramente a morte Esmeralda, penso che sarei rimasto sicuramente sul letto con lei a fare tutt’altro che ammazzarla” [ride].
È un uomo affascinante Graziano Galatone, uno di quelli che, merito forse dell’esperienza sul palcoscenico, guarda le persone profondamente negli occhi quando si rivolge a loro. Nei suoi di occhi si riesce a leggere la passione per quello che fa quando è a contatto con i giovani e cerca di trasmetterla a loro nel modo migliore. Questo è quanto sono riuscita a leggere di lui tra le righe delle sue espressioni e dei suoi atteggiamenti nei pochi minuti in cui si è svolta l’intervista, un personaggio gentile, cordiale, simpatico e soprattutto umano che nonostante l’esperienza sente ancora quell’emozionante solletico nello stomaco prima di andare in scena.
Lo vedremo impegnato in territorio campano in questi giorni con in scena dal 20 al 26 aprile al Palapartenope di Napoli e il 30 aprile e il 1 maggio al Palasele di Eboli insieme al resto dell’illustre cast che negli anni ha acquisito tanta esperienza e che adesso “penso sia migliore di quello di una volta”.
ARTICOLO E FOTOGRAFIE DI FLORIANA LOMBARDI