MANCINI E VIALLI, LA STORIA DIETRO UN ABBRACCIO


C’era da aspettarselo che con il passaggio alla fase a eliminazione diretta il clima sarebbe cambiato e il percorso degli Azzurri sarebbe diventato allo stesso modo arduo e incerto; infatti, la partita contro l’Austria ce lo ha fatto ben capire: ora non si scherza più, se perdi sei fuori. Una vittoria meritata, ma sofferta all’inverosimile, per la quale si è dovuto arrivare ai supplementari, anche grazie al Var che ha annullato un gol degli austriaci, e nonostante i due gol di Chiesa e Pessina, rispettivamente al 95° e 105°, il gol di Kalajdžić al 114° ci ha costretti a degli ultimi minuti col fiato sospeso. Fortunatamente alla fine dei supplementari il fischio dell’arbitro fa calare il sipario su quello che risulta essere il 31° risultato utile consecutivo (superato il record di 30 stabilito da Pozzo) e la 12° vittoria di fila per il nostro CT che ha superato sé stesso (il primato era sempre suo con 11 vittorie).

Un momento molto significativo di questa partita è avvenuto a bordo campo e vede protagonista proprio Roberto Mancini il suo caro amico Gianluca Vialli, in particolare dopo il gol di Federico Chiesa, che ha sbloccato la partita, Vialli dalla panchina è corso incontro a Mancini per stringerlo in un sentito abbraccio, esultanza che tra l’altro si è ripetuta sul 2-0. Ciò che in molti non sapranno è che questo gesto tra i due non è solamente dovuto alla gioia del vantaggio, bensì si tratta della fine di una storia che affonda le sue radici anni addietro, quando i due ancora giocavano insieme da professionisti ed erano noti e temuti dagli avversari come “i gemelli del gol”.

Mancini iniziò la sua carriera da professionista nel Bologna dopo averne frequentato le giovanili, mentre Vialli fece il suo debutto con la Cremonese ma per i due la svolta è arrivata con il passaggio alla Sampdoria (nell’82’ per Mancini e nell’84’ per Vialli), perché con i Blucerchiati avrebbero iniziato un lungo percorso che ha segnato la storia di questo club e della serie A, poiché tutt’ora è difficile pensare a un affiatamento e un rendimento migliori di quelli mostrati da questa fantastica coppia che ha addirittura portato la Samp a vincere il suo primo e tutt’ora unico scudetto nel campionato 1990-1991, anno in cui tra l’altro Vialli terminò come capocannoniere con 19 gol segnati anche grazie agli assist che il Mancio non gli faceva mai mancare. L’anno seguente, la Sampdoria fa il suo esordio in Coppa dei Campioni e sotto la guida dell’allenatore Vujadin Boškov è a un passo dal realizzare il sogno, perché partita dopo partita riesce ad arrivare in finale dove si trova ad affrontare il Barcellona che solo tre anni prima li aveva sconfitti sempre in finale ma della Coppa delle Coppe per 2-0. Lo stadio nella quale si è tenuta questa finale di Coppa dei Campioni? Lo stesso che ha ospitato gli Azzurri nella loro partita contro l’Austria, ovvero il Wembley Stadium di Londra, e la sofferenza, adesso come allora, è tanta: le due squadre hanno chiuso nei tempi regolamentari in una situazione di 0-0 ma a soli 9 minuti dalla fine dei supplementari un calcio di punizione di Koeman manda in frantumi le speranze degli italiani, chiudendo così la partita per 1-0 in favore del team spagnolo. Un boccone amaro da digerire, tanto che la squadra non si presentò all’intervista post-partita. Dunque, non c’è da stupirsi che giocare al Wembley abbia riportato le menti di Vialli e Mancini a quella partita di ben 30 anni fa ma che probabilmente ai due sembrava ieri e che forse brucia ancora come una ferita fresca, e infatti l’abbraccio derivato dal gol di Chiesa ai supplementari non era solo un’esplosione di gioia per la Nazionale ma anche una soddisfazione personale per quella partita conclusasi sempre ai supplementari ma con un finale ben più triste. Una grande soddisfazione che valica i limiti del presente, una rivincita che il Mancio e Vialli si sono presi tramite la Nazionale italiana ma che non si è ancora conclusa perché, come ha detto anche il nostro CT, mancano ancora tre partite per riprenderci del tutto da quella fatidica notte. I nostri ragazzi sembrano tenere duro e stanno giocando senza accontentarsi, stanno giocando per vincere e anche i tifosi iniziano a crederci sempre di più. Dopo questa sudatissima vittoria contro l’Austria che merita incondizionatamente la nostra stima, gli Azzurri torneranno a giocare il 2 luglio contro il Belgio, stavolta a Monaco di Baviera dove si deciderà chi passerà i quarti di finale e potrà mettere piede (di nuovo nel caso dell’Italia) sul suolo dello stadio londinese che adesso ci fa un po’ meno paura.

Foto tratta dall’account facebook di Mancini 👇https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=343205037161035&id=100044146250779

Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.