DIRETTA FACEBOOK CON BUCAREST

I tre misteri di Dante svelati dal prof. Franco Salerno. Continua il successo social dell'iniziativa che è visibile sulla FanPage di Facebook di MediaVox Magazine

Un’iniziativa pregevole molto apprezzata dagli studenti
della Scuola Italiana “Aldo Moro”
di Bucarest

Il 14 giugno il Comitato di Bucarest della Società Dante Alighieri ha ospitato un bellissimo evento organizzato in collaborazione con la Scuola Italiana “Aldo Moro” e MediaVox Magazine, a cura di Franco Salerno e Viridiana Myriam Salerno.

La diretta facebook è stata coordinata e condotta, in maniera impeccabile, dalla bravissima Diletta D’Errico. Il video, che ha raccolto un grande successo social, è sempre disponibile sulla FanPage di Facebook di MediaVox Magazine.

Interessanti gli spunti di riflessione offerti dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Tina Savoi, e dalla Prof.ssa Ida Valicenti, Presidente della Società Dante Alighieri Comitato di Bucarest.

L’evento è stato poetico, addolcito dalle note dei “Carmina Burana” e Bach a cura del bravissimo maestro Roberto Lodato. I ragazzi della Scuola hanno apprezzato molto questo ponte di parole e note dantesche che hanno loro permesso di gustare ancora di più la bellezza di Dante, il cui mistero ci concede una ricerca e scoperta continua.

La lezione spettacolo del prof. Salerno ha riguardato i tre misteri di Dante: i numeri, la morte e la relazione“carnale” e mistica al tempo stessotra San Francesco e Madonna Povertà. Il tema della Povertà è contemplabile negli affreschi di Giotto della Basilica di Assisi. Anche in queste opere emergono misteri e simboli di cui fitta è la “Divina Commedia”.
È stato un viaggio alla scoperta dunque di alcuni punti essenziali della lettura dell’opera-mondo, un evento che ha coinvolto e sconvolto per la ricchezza e la passione, travolgendo gli studenti nella possibilità di rileggere o riscrivere, sull’esempio della giornalista e attrice Viridiana Myriam Salerno, alcuni passi di Dante in un linguaggio contemporaneo, perché Dante è vivo ed interessante proprio perché parla di noi, di ogni uomo, in ogni tempo. Comprendere Dante è vivere la sua opera nella complessità innovativa attraverso la musica, il cinema, attraverso le suggestioni mistiche, i codici e sottocodici che ad essa appartengono. Sin dal primo canto emerge il codice dei sensi: “oscura” (vista), “amara” (gusto), “dura” (tatto). La parola più usata, con circa 200 ricorrenze, è proprio la parola “occhi”, una parola chiave a cui si aggiunge “morte”, intesa in senso paolino come “morire a”, liberarsi dal peccato per arrivare alla grazia.
Il prof. Franco Salerno ci ha accompagnato nella “Divina Commedia” attraverso il mistero dei numeri. Il viaggio di Dante è svolto tra il numero 7 e il numero 8: 7 i giorni della creazione, 7 i giorni della settimana, 7 per quattro settimane è il ciclo lunare (28 giorni); secondo la Bibbia un bambino resuscita dopo che il profeta Eliseo ha starnutito 7 volte. 8 è il numero che completa il 7, richiama i punti cardinali, concede stabilità e rovesciato rappresenta l’infinito. L’ottavo personaggio di una storia è la parola, che si esplica nel suo “accamparsi” come afferma del Logos l’Evangelista Giovanni nel suo Vangelo. Ogni parola ha il suo corpo, a volte dissacrato, infamato, ucciso, come quello di Francesca da Rimini e Pia de’ Tolomei, a cui Dante dedica solo 7 righe nel Purgatorio: donna senese, moglie di Nello de’ Pannocchieschi e probabilmente vittima di uxoricidio. Molto suggestiva la riscrittura creativa a cura di Viridiana Salerno degli ultimi attimi di vita di Pia, prima di essere uccisa da “una mano ripugnante: ha un anello bellissimo e splendente che pur nel buio della prigione mi acceca con la sua luce” (‘nnanellata pria disposando m’avea con la sua gemma, Purg. V, 135-136).
Il prof. Salerno procede poi nello svelamento dell’Eros paradisiaco di San Francesco d’Assisi e Madonna Povertà, una storia d’amore vera, reale e carnale che si stempera in una dolcezza purissima (Par., XI). Francesco prefigura Cristo e lo imita. Come Cristo è stato chiamato Sol Oriens nel Vangelo di Luca, come Cristo ha sposato la povertà, lui Re dei Re, come Cristo ha avuto le stimmate per alleviare le pene del mondo, così anche Francesco nasce ad Assisi-Ascesi-Oriente e si unisce carnalmente, amandola di giorno in giorno più forte, come in un rapimento mistico, alla Madonna Povertà, anch’ella sacra, e riceve le stimmate. Questa immagine ritorna in un antico canto popolare tra Campania e Calabria dal titolo “’Mparaviso”. Il fiore dell’amore è fatto per i Santi, il Paradiso è il luogo dell’amore che rapisce l’uomo. Una bellezza contemplata dal Male, come espresso dal Lucifero inserito nel ciclo di Giotto dedicato a San Francesco d’Assisi.
Con il prof. Salerno abbiamo quindi provato a togliere velame da li versi strani (Inf., IX), una pregevole iniziativa che ha colpito molto i nostri studenti e i soci del Comitato. Una collaborazione e un’amicizia che vorremo certamente continuare con nuovi e intensi progetti per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante.

Articolo scritto dalla Redazione della Scuola Italiana “Aldo Moro” di Bucarest / Società Dante Alighieri di Bucarest

Guarda il video della Conferenza, clicca QUI

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