GLI AZZURRI VINCONO AI RIGORI, C’È LA FINALE!

Europei 2020


Per chi pensava che dopo il Belgio la strada sarebbe stata in discesa, la partita contro la Spagna ha fatto sicuramente cambiare idea in proposito. Una partita che ci si aspettava fosse difficile, ma non così tanto; la Spagna ai quarti è stata costretta a vincere ai rigori contro la Svizzera, un avversario a cui noi abbiamo riservato una goleada (3-0) nella fase a gironi. Evidentemente abbiamo peccato di superbia. Siamo ritornati a Wembley dopo esserci stati agli ottavi in una serata che già prima del fischio d’inizio aveva un sapore particolare, decisamente amaro, poiché sia in campo che fuori i giocatori e i tifosi di entrambe le squadre hanno reso omaggio a una stella della TV e non solo, decisamente cara a entrambi i paesi; si sta ovviamente parlando di Raffaella Carrà, la regina della televisione italiana purtroppo deceduta a Roma il 5 luglio all’età di 78 anni, per via di una lunga malattia che ha cercato di tenere il più possibile nascosta al pubblico per essere ricordata così come la conosciamo, sorridente e solare col suo inconfondibile caschetto biondo che ha valicato il confine del territorio nazionale già da tempo. Ma perché anche la Spagna dovrebbe rendere omaggio alla Carrà? Ebbene la Raffa nazionale approdò in Spagna verso la metà degli anni 70, alla fine del regima franchista, e in questo clima di rinascita conquistò il cuore degli iberici non solo con le sue canzoni (che cantava spesso in spagnolo) ma anche con programmi seguitissimi, come “Hola Raffaella!”, “La Hora de…Raffaella Carrà” e “Raffaella Carrà Show”. Un rapporto che si è mantenuto duraturo per molti anni e a dimostrazione di ciò nel 2020 in Spagna esce il film Explota Explota, disponibile in italiano con il titolo Ballo Ballo, una commedia musicale italo-spagnola basata proprio sulle canzoni della Carrà che tra l’altro compare anche in un cameo. Un’artista estremamente eclettica che si è destreggiata tra le più svariate forme dello spettacolo, dal ballo al canto fino ad arrivare alla recitazione e alla conduzione televisiva; tanto è stato il suo lascito che anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez le ha reso omaggio sui social. E così, sulle note di A far l’amore comincia tu e altri capolavori della Raffa, entrambe le squadre hanno fatto il riscaldamento in vista del calcio d’inizio che ha dato il via ad una partita che, per quanto aperta dall’inizio alla fine, ha visto gli spagnoli esercitare un netto dominio tattico e di pressing, mandandoci spesso a vuoto e facendoci soffrire per 60 minuti, fin quando gli sforzi degli azzurri si realizzano nel gol di Chiesa che torna a segnare al Wembley dopo aver realizzato un gol anche contro l’Austria. Sfortunatamente dopo il gol le Furie Rosse spingono ancora di più e all’80° minuto trovano il gol del pareggio grazie a Morata che a sorpresa non era partito titolare. I 90 minuti regolamentari si chiudono così in parità e non bastano neanche i supplementari per decidere chi accederà alla finale di questo Europeo, si giunge così ai rigori che per noi partono male col tiro di Locatelli parato, ma fortunatamente la Spagna sbaglia ugualmente. Da qui in poi i nostri ragazzi non deludono, poiché fanno centro il Gallo Belotti, Bonucci che ora si fa perdonare del rigore sbagliato contro la Germania ai quarti dell’Europeo del 2016 e Bernardeschi. Si rimane sul 3-2 in nostro favore grazie a una parata di Gigio Donnarumma proprio su Morata e dopo il miracolo del nostro portiere il Wembley Stadium si trasforma in una bolgia grazie a Jorginho, che con una freddezza disumana porta il risultato sul 4-2 che sancisce la parola fine.

Loro hanno dominato il controllo palla, ma noi abbiamo vinto, con un po’ di sudore, di lacrime e probabilmente anche di fortuna. Estremamente toccante il finale con Lorenzo Insigne che ha esultato indossando la maglia del compagno Leonardo Spinazzola, assente per infortunio, che si sta riprendendo dall’operazione al tendine d’Achille e che ha dovuto vedere la partita da casa sua, sebbene sia stato sostituito da Emerson in modo ottimale.

Tanto di cappello, dunque, alla Spagna che ci ha dimostrato che abbiamo ancora tanta strada da fare e complimenti a Luis Enrique, non solo per essere un grande allenatore ma soprattutto per il fair play dimostrato nonostante la tragica perdita della figlia Xana, deceduta nell’agosto del 2019 per un cancro alle ossa; il CT spagnolo si è congratulato con noi mostrando il suo affetto per il nostro paese per cui ha dichiarato che tiferà in finale. Chapeau a te Luis Enrique, per averci insegnato l’umiltà pur nella sconfitta e per l’eleganza non solo tua, ma anche che i tuoi ragazzi hanno mostrato nel non farci spesso toccare il pallone. Ora si guarda avanti, all’ultimo tassello, alla finale, ancora una volta a Wembley, dove ci giocheremo il tutto per tutto contro l’Inghilterra che giocherà in casa, senza tuttavia rimpiangere del cammino fatto finora, perché ora possiamo dire che la nostra Nazionale torna a far sognare.

Fotografie tratte dalla pagina Facebook ufficiale degli Azzurri

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Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.