SIAMO CAMPIONI D’EUROPA!!!


Impossibile non partire con questa premessa: ce l’abbiamo fatta, siamo i campioni d’Europa! Questo 11 luglio è stata una giornata storica per lo sport italiano su più fronti, perché prima che gli Azzurri mettessero piede a Wembley, il tennista Matteo Berrettini era a un passo dal realizzare l’impresa, essendo il primo italiano nella storia a raggiungere la finale di Wimbledon, ma il suo sogno si è infranto sul muro serbo costituito da Novak Đoković, che si riconferma essere il più forte del mondo, al quale tuttavia Berrettini è comunque riuscito a strappare un set. Nonostante la sconfitta, lo stesso Mario Draghi ha dichiarato che la sola presenza di un italiano nella finale costituisca un momento memorabile per lo sport del nostro paese. Dopo questa prima sconfitta sul suolo londinese, la sera è toccato al Mancio e ai suoi affrontare l’Inghilterra, stavolta padrone di casa, al Wembley Stadium ovviamente tinto di bianco, per via del fatto che su circa sessantacinquemila tifosi solo settemila erano italiani. La serata aveva già prima del calcio d’inizio un’atmosfera particolare, con tutti i tifosi incollati allo schermo reduci di una preparazione spirituale e mentale disumana in vista del grande match, un po’ come Fantozzi che ne Il secondo tragico Fantozzi è in prima linea davanti alla TV con la sua frittata di cipolle, la sua Peroni gelata e il suo vestaglione di flanella pronto per godersi proprio questa partita, Italia-Inghilterra, proprio in questo stadio, il Wembley Stadium, il tempio del calcio. Per noi tifosi italiani la preparazione per la partita non è stata così semplice, poiché gli inglesi già da giorni facevano il countdown per una finale che davano già per vinta, gioendo al grido “It’s coming home”, “Sta tornando a casa”, ansiosi di vedere la coppa del massimo campionato europeo per nazioni tornare nel paese che ha dato i natali a questo sport, ma si sono dimenticati che la partita non finisce prima del triplice fischio dell’arbitro. Dopo una splendida cerimonia di chiusura accompagnata da giochi di luce e perfino dalla RAF che ha sorvolato lo stadio, la partita inizia con gli occhi di tutta Europa e non solo puntati, e con molte personalità di spicco presenti in loco, come William e Kate con loro figlio George, il premier inglese Boris Johnson che indossa addirittura la maglia della sua squadra, David Beckham, e anche il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seduto al fianco di Gabriele Gravina, il presidente della FIGC. La partita inizia così con i nostri pronti a dare tutto, ma di fatto non potevamo iniziare peggio, perché allo scoccare del 2° minuto la nostra difesa si fa sorprendere da Shaw, che non spreca il cross di Trippier e spiazza Donnarumma, realizzando il gol più veloce della storia per una finale europea. Dopo questa doccia fredda, il primo tempo indubbiamente ci vede un po’ sofferenti, in effetti è la prima partita dove ci troviamo ad inseguire e, nonostante lo stadio sia una bolgia, i nostri iniziano il secondo tempo con nuovo spirito e mostriamo agli inglesi di essere temibili, soprattutto grazie ad Insigne e Chiesa, ma è al 67° che si inizia a giocare per davvero, perché su un calcio d’angolo, nonostante la parata di Pickford su Verratti, il nostro Leo Bonucci non perde il rimpallo e riapre di fatto la partita, qualificandosi come il più anziano a segnare in una finale europea all’età di 34 anni. In realtà dire che la partita si riapre è un eufemismo, perché un po’ come la Spagna contro di noi, adesso la nostra Nazionale inizia a dominare sia tatticamente che per controllo palla, pur senza segnare. Entrambe le squadre devono così andare per la seconda volta di fila ai supplementari, ma neanche qui la partita si sblocca, si va ai rigori. Parte bene Berardi che fa centro, ma andiamo sotto quando a Belotti il tiro viene parato, mentre con il gol di Bonucci torniamo in parità anche grazie a un palo degli inglesi; dopo il gol di Bernardeschi e la parata di Donnarumma siamo in vantaggio e possiamo porre la parola fine grazie a Jorginho, ma al contrario della partita contro la Spagna qui viene parato. Tuttavia, nonostante il suo errore non si va ad oltranza, perché con un’altra parata il nostro super Gigio Donnarumma mantiene il vantaggio dell’Italia e ci permette di aggiudicarci quella coppa, quella maledetta coppa che mancava da 53 anni (1968) e che ci siamo guadagnati grazie alla rinascita concessaci dal Mancio. Il post-partita è semplicemente uno spettacolo, Spinazzola, venuto con i suoi compagni per assistere alla finale come promesso, quasi si rompe il gesso per fiondarsi dai suoi colleghi ad esultare accolto dai cori in suo onore, la fierezza di Bonucci che, oltre ad essere stato nominato uomo partita, afferma anche la nostra superiorità gastronomica sugli inglesi dicendo “Ne dovete mangiare ancora di pastasciutta”, l’assoluta commozione di Bernardeschi che non trattiene le lacrime durante l’intervista e ovviamente l’abbraccio tra Mancini e Vialli che ora si sono finalmente ripresi di quella finale di Coppa dei Campioni persa tanti anni fa sempre in questo stadio. La festa continua anche dentro lo spogliatoio, tra urla di gioia e giubilo, con De Rossi che non contento fa lo scivolo su dei tavoli, tutti i nostri ragazzi che festeggiano come un sol uomo al nuovo grido “It’s coming to Rome”, perché la coppa finalmente è tornata a Roma, sempre che qualcuno riesca a strapparla dalle mani di Giorgione Chiellini che se l’è messa di fianco sul viaggio in pullman e che addirittura insieme a Bonucci se la sono portata a letto seguendo l’esempio di Fabio Cannavaro in una notte che ci ha fatto tornare in mente un po’ il 2006, ma del resto il nostro capitano con quel nasone aveva sentito nell’aria qualcosa di magico, e quel qualcosa c’è stato davvero.

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Giuseppe Leone, ha conseguito il diploma di maturità classica presso l'Istituto Publio Virgilio Marone di Mercato San Severino. Attualmente studente presso l'Università degli Studi di Salerno. Da sempre grande appassionato di cinema, fumetti e videogames.