Ron. La sua voce è inconfondibile, la sua Musica è magia

Il 2 agosto, a Pagani (SA), l’attesissimo concerto di Ron è stato una tappa del nuovo tour del cantante e ha concluso in grande stille la Festa patronale della Città di Sant’Alfonso

L’ARTISTA


L’ inconfondibile voce di Ron è stata protagonista assoluta. E con lui al centro c’è stata la musica. Musica come poesia. Lui, Ron, cantautore fra i più apprezzati della musica italiana, ha riproposto le canzoni della sua carriera ultra decennale, spesso legate a un ricordo, un sorriso, un’emozione.
Un autoritratto di un grande artista che ha voglia di raccontarsi, di parlare di un cammino umano, interiore e professionale, alla continua ricerca di sé e delle sue emozioni. Con questo spirito Ron si è raccontato a MediaVox Magazine

L’INTERVISTA

Antonietta Serino intervista Ron per MediaVox Magazine

Tappa del suo tour a Pagani, citta di Sant’Alfonso. Lei sa che Alfonso de Liguori oltre che Dottore della Chiesa, teologo, architetto, poeta, pittore è stato anche musicista. Di buon auspicio per il suo tour?
Sicuramente. Conosco benissimo il talento musicale di Alfonso de Liguori. Ho anche cantato il tu scendi dalle stelle. E conosco la provincia di Salerno, soprattutto la Costiera amalfitana, ma non solo. Conosco i suoi sapori, i suoi profumi e chi ci abita. E’ un luogo dove vale la pena nascere, vivere e morire. Lo si può fare sempre con il sorriso. Poi Pagani, terra di sant’Alfonso, è di certo uno scenario straordinario per una serata da trascorrere tra musica e cultura.

La sua presenza a Pagani rappresenta un’occasione di rilancio della musica e della cultura, dopo un lungo periodo di difficoltà a causa della pandemiaE’ una soddisfazione. L’arte, la musica possono e devono fare anche questo. Trainare emozioni, cultura, sviluppo.

La musica come percorso dell’anima. Una magia che si rinnova a ogni concerto? La musica è al centro della mia esistenza. Ma quando salgo sul palco ho l’esigenza di raccontarmi. Ho voglia di avere un contatto col pubblico che va sull’umano e non va solo su ciò che può rappresentare la musica o far parte del bagaglio di un cantante.

Lei ha regalato alla storia della musica italiana dei veri capolavori musicali. A cosa si ispira per scrivere le sue canzoni? Scrivo di istinto. ‘Vorrei incontrarti fra cent’anni’ è nata dopo una sera al cinema. Davano un film con Mel Gibson che si faceva ibernare e si svegliava dopo decenni. Anche il cinema dunque come parte della vita da cui trarre ispirazioni.

Lei è stato grande amico di Lucio Dalla. Tra i tanti ricordi, uno che le è rimasto nel cuore?
Dalla era sempre molto divertente, unico. Io arrivavo da questo paesino del nord ed ero tutto perbenino, mentre lui era tutto il contrario, per cui era esilarante. C’è stato un momento in cui Lucio ha preso le redini da padre per me, quando ho avuto un momento di caduta. Mi sentivo inadatto e non ero contento di me, nonostante il successo. Lucio mi fece trovare una lettera dove mi esortava ad essere contento di quello che avevo, soprattutto dentro.

Ed allora Ron e le sue canzoni. Cos’è che lega un artista ai suoi pezzi? È lo spirito, il diamante d’oro che ti fa penetrare in una canzone. La musica per me è come l’aria o l’acqua. È la cosa più naturale della mia vita. È il fulcro dell’esistenza.

Ma la musica, le sue canzoni e quelle dei cantautori della sua generazione per molti rappresentano una terapia, anche alla solitudine. Molti mi hanno confidato che le loro storie d’amore e d’amicizia si sono salvate con ‘Non abbiam bisogno di parole’. Ascoltando ‘Vorrei incontrarti fra cent’anni i fidanzati’ si sono sposati e hanno fatti figli. La musica bella, di qualsiasi genere, aiuta a stare meglio.

La sua musica come ricerca della bellezza. Una bellezza che salva. La musica ti riconcilia con il mondo e attraverso la musica si può raggiungere la parte più profonda dell’anima: quella che ognuno di noi tiene nascosta per la maggior parte del tempo. La musica è possibilità creativa, libertà di espressione, opportunità di comunicare le proprie sensazioni per questo ha una grande valenza formativa: riempie il cuore ed il cervello.

Abitante in un corpo celeste è il titolo del suo nuovo album… E’ un prontuario per gli abitanti degli altri pianeti, oltre che il nostro.

Ultimamente si occupa anche di SLA… Nei primi anni Duemila il mio grande amico Mario Melazzini si ammalò di SLA. Da allora sono testimonial AISLA, la onlus che si occupa dei malati di SLA.

Come si vede tra cent’ anni? Non faccio progetti, vivo alla giornata . Cambio con gli incontri che faccio, quindi il mio futuro dipenderà da questo, dalle persone che incrocerò sulla mia strada. Cercherò di assomigliare alla cosa più bella in cui m’imbatterò.

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Docente di Discipline Giuridiche ed Economiche presso l’I.S.I.S. “G. Fortunato” di Angri , di cui è anche collaboratore-vicario. Laureata in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno con 110/110 con lode e licenziata in Teologia Dommatica summa cum laude presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale – sez. San Tommaso, ha conseguito due Master in Studi storico-religiosi ( Ebraismo, Cristianesimo e Islam; Il Cristianesimo antico nel suo contesto storico) presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, il Master di II livello Management e Leadership delle Istituzioni Educative presso l’Università degli Studi di Bologna e il master Didattica e Psicopedagogia per i disturbi specifici di apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato molti volumi. Sensibile e attiva nel dibattito socio-culturale sul territorio campano.