Da luglio è disponibile su tutte le piattaforme digitali A Passo Lento, il nuovo singolo di Veronica Surrentino.
In quest’intervista la cantautrice romana ha svelato un’importante novità che la vedrà protagonista nei prossimi mesi: un duetto con una grande voce della musica italiana.
Veronica Surrentino ha aggiunto un’altra tessera al mosaico di una carriera che ha disegnato con l’attitudine dei grandi e la maestria d’artigiana raffinata.
Con A Passo Lento, Veronica riconferma uno stile e un carattere artistico inconfondibile: una voce blues che non confonde le parole, ma le rende protagoniste su un ritmo contemporaneo e radiofonico, senza per questo rinunciare alla musica suonata che è e rimane fondamentale e imprescindibile.
Insieme agli inseparabili compagni di viaggio Aldo Martino e Gianfranco Bonavolontà (curatori degli arrangiamenti) e all’insostituibile batteria di Alessandro Bastianelli, Veronica ci regala un brano raffinato, dimostrando di aver trovato il suo ritmo, deciso e determinato, frutto di tanti anni di gavetta, suonando dal vivo.
“Abbiamo preso il ritmo e voglio procedere sostenuta” – ha dichiarato la cantautrice. “A passo lento sono già andata e oggi spero, di andare avanti, mettendo da parte le paure. Il senso di responsabilità cresce e la voglia di non ripeterci, di non deludere dando qualcosa di più ci ha messo un po’ di pressione. Abbiamo lavorato con tanta applicazione e l’intento di raggiungere il fine che ci eravamo prefissati: suoniamo perché, questo, ci rende felici, mai esclusivamente per l’approvazione altrui”.

L’INTERVISTA
Ami definirti “operaia” della musica. Come mai hai scelto questa definizione? La definizione è nata durante un colloquio con un giornalista per spiegare il nostro modo di vivere la musica e l’impegno che ci mettiamo giorno dopo giorno per fare quello che facciamo. Io e tutta la mia squadra di lavoro veniamo dal mondo dei live, e abbiamo un trascorso di musica abbastanza vissuto. Dal caricare gli strumenti in macchina all’essere sempre in viaggio, dall’avere contatti con altri musicisti fino alla fine delle serate, quando risistemiamo gli strumenti e ripartiamo. Tutto questo ci fa vivere la musica in maniera più materiale . E io stessa cerco sempre di vivere le cose in maniera “piena”, toccandole proprio con mano.
Se dovessi descrivere la tua musica, quali sono gli aggettivi che ti vengono in mente? Credo che la mia musica sia sincera e onesta. Nasce da mie sensazioni personali, ma cerco sempre di renderle coinvolgenti per chi ascolta. Infine mi piace definirla una musica “suonata”, perché ci piace suonare e mantenere gli strumenti nella loro essenza. Va bene affiancare uno studio di suoni oppure qualcosa di elettronico in fase di produzione, ma l’intento resta sempre quello di mantenere vivi gli strumenti alla base. Mi piace definire la nostra musica trasparente e sincera.
Hai un repertorio di brani molto vasto e grazie alla versatilità della tua voce non sono sempre facilmente ricollocabili a un genere specifico. Tutti i tuoi brani, però, sono legati da una tua esigenza interiore di raccontare sensazioni e attimi di verità che tendono a essere emozioni condivisibili da tutti noi. Quindi ti chiedo: come nasce una tua canzone? Nel 100% dei casi nasce al pianoforte, amo chiudermi nella mia dimensione e da lì inizio a plasmare un po’ i suoni, giocando con il piano proprio per vedere dove mi porta la melodia. Solo dopo inserisco un testo, ma non ho mai il pensiero anticipato di quello che farò. Vedo dove mi porta la musica, perché credo sia più onesto nei confronti di chi ascolta proporre qualcosa di sincero, che viene da dentro, anziché qualcosa che sia studiato a tavolino. Sin dagli esordi non mi sono mai lasciata condizionare dal genere musicale che andava per la maggiore, ho sempre fatto la musica che era più vicina alla mia dimensione, come il soul e il rythm&blues, un genere che adoro e che porto dentro di me da sempre. Dopo, però, ho provato a sperimentare anche nuove sonorità ma semplicemente per il gusto di farlo, per vedere se ero davvero in grado di scrivere altro. Ovviamente non posso giudicare il mio lavoro, ma posso dire che è sempre una grande soddisfazione scommettere su qualcosa di nuovo e avere un riscontro da parte del pubblico.
Quanto la pandemia ha influito sul tuo modo di fare musica e sulle tue canzoni? Personalmente cerco sempre di trovare il lato positivo di ogni situazione, è proprio nella mia indole farlo. La pandemia è stata l’occasione per poter mettere nero su bianco tutte quelle idee di autore che avevo e che ho realizzato con l’EP che è uscito subito dopo il lockdown. Prima, nella frenesia dei live e delle serate, avevo davvero poco tempo per poterlo fare, ma con questo blocco forzato ho potuto riflettere su tanti aspetti, sulla vita in generale e anche su come approcciarmi al futuro. Quando siamo tornati a fare musica live il rapporto con il pubblico è stato fantastico, perché non ci eravamo accorti di quanto ci fosse mancato fino al momento in cui non siamo saliti sul palco. Il momento del concerto è uno scambio di energia pazzesco, riviverlo è stato fantastico.
Il tuo nuovo singolo A Passo Lento dà un messaggio che va controcorrente. Mentre tutti corrono verso non si sa cosa, tu consigli di fare l’opposto, ovvero procedere a un ritmo contenuto lasciandosi guidare dalle emozioni. Come sei giunta a questa conclusione? È stato dettato dal percorso di vita e dalle esperienze personali. Mentalmente sono sempre accelerata, perché penso e faccio mille cose e con due bambini piccoli sono sempre in fermento. Però ho imparato ad apprezzare gli attimi e, quando si impara a farlo, la sensazione di benessere che ne deriva è impagabile. Se riusciamo a focalizzare quelle sensazioni, quella voglia di andare a passo lento anche solo in determinate circostanze, impariamo a vivere quei momenti fuggevoli in maniera piena, senza lasciarli scivolare via come spesso facciamo, presi da mille cose e travolti dalla velocità della nostra realtà.
Il senso di libertà che si respira in A Passo Lento lo hai reso perfettamente con il videoclip del brano. Come è nata l’idea di girare il video in mare aperto? Io adoro il mare, perché è uno spazio aperto e infinito che dà un senso di smarrimento positivo. E il mare mi sembrava proprio la metafora perfetta per rappresentare il nostro smarrimento di fronte a determinate emozioni: volevo rendere visivamente il senso di libertà che proviamo di fronte al mare, rimanendo però coerente con il testo che invita ad abbandonarsi alle emozioni, alla passione e agli attimi di vita vissuta. Il videoclip è stato girato sul litorale romano: abbiamo preso una barca a vela e ci siamo “incamminati” in mare aperto. Poi ci siamo fermati, ma fosse per me avrei continuato per ore! Pensa che non era una giornata bellissima, siamo stati quasi dei miracolati. Il tempo è stato clemente fino a quando non abbiamo smesso di girare.
Il tuo singolo precedente, Tranne Te, è il ritratto di una donna che sa quello che vuole e non intende accontentare nessuno, se non se stessa. Possiamo definirlo il “prequel” di A Passo Lento? Assolutamente! Con Tranne Te mi piaceva poter esprimere questo senso di volizione. Per me è molto importante il rispetto dell’essenza delle persone e la possibilità di decidere autonomamente (ovviamente sempre rispettando tutti gli altri). Dunque, volevo trasmettere questo messaggio soprattutto a livello femminile, non per falsa politica, ma perché oggettivamente siamo noi donne ad avere più difficoltà a muoverci in tal senso. La possibilità di scelta è vista come un privilegio.
Stai pensando a un album di prossima uscita? Il progetto più immediato di prossima uscita sarà un duetto con un’importante voce del panorama musicale italiano, ma al momento non posso ancora svelarvi altro. Posso dire che sarà una grande canzone d’autore e di questo sono davvero molto molto felice. Io sto già lavorando ad altri brani, ma siccome scrivo sul momento non saprei ancora anticipare il tema. So già che avranno un significato importante, perché mi piace che dietro le mie canzoni ci siano dei messaggi significativi con testi che trasmettano sempre qualcosa di reale.
Siccome non puoi ancora svelarci chi sarà la voce italiana che duetterà con te a breve, allora ti chiedo: c’è qualcuno del panorama musicale internazionale con il quale ti piacerebbe cantare? Se andiamo proprio sulla fase “sogno dell’anno”, da innamorata della musica internazionale mi verrebbe da dire Sam Smith. Adoro le voci calde e travolgenti e mi piacerebbe da morire poter duettare con lui!
Ogni musicista ha sempre un artista di riferimento. Chi sono i tuoi punti fermi nella musica? Non vorrei sembrare banale con questa risposta, però ho delle serie difficoltà a rispondere, perché sono cresciuta in una famiglia dove davvero si ascoltava qualsiasi cosa: classica, jazz, soul, rythm&blues, ma anche musica pop e musica italiana. Crescendo non ho fatto altro che prendere il nucleo da ogni singolo genere per portarlo dentro di me. Io mi innamoro della bella musica e non mi interessa il genere di appartenenza. Se però parliamo di voci, adoro le grandi artiste soul, come Aretha Franklin e Whitney Houston, figure vocalmente affascinanti e inarrivabili. Poi ci metto anche Bruce Springsteen e Sting: insomma, nelle mie playlist si può trovare di tutto e di più, cerco di fruire della musica senza precludermi mai nulla.
Tu vivi di musica e la pratichi da sempre. Cosa ti ha insegnato finora? La musica mi ha insegnato lo spirito di sacrificio e nella musica stessa si trova la chiave per andare avanti in questo mondo. Non mi riferisco tanto al superamento delle difficoltà che ci possono sempre essere nella carriera di un musicista, ma più che altro alla difficoltà di mantenere sempre alto il piacere di fare musica. Si può avere più o meno successo, ma alla base, quello che conta, è il rapporto che si ha personalmente con la musica. La passione che nutro per la musica è talmente tanto devastante che mi ha insegnato a resistere e ad andare avanti anche nei momenti più difficili della vita. Trai energia esattamente da ciò che te la toglie: la musica ti dà tanto, ma allo stesso tempo ti toglie altrettanto. È un investimento personale, mentale e di tempo che richiede tanto sacrificio. Però è talmente bella che alla fine non si soffre per queste mancanze: ci vuole costanza e coerenza, perché è importante riconoscersi sempre in quello che si fa.
La musica è un investimento di tempo e di energie molto importante. Tu, però, sei riuscita anche a costruirti una famiglia: cosa pensano i tuoi figli della loro mamma? Sono incuriositi dal tuo mondo? La curiosità è innata, perché a casa ho tantissimi strumenti musicali e i miei figli sono continuamente stimolati dalla musica. Ma siccome io ci sono passata e ho avuto la fortuna di avere due genitori che non mi hanno mai forzato a fare nulla, io sto cercando di fare altrettanto con loro. Mi piace che si avvicinino con curiosità alla musica, ma non vorrei mai che ne diventassero schiavi solo perché hanno la mamma che canta, scrive o suona. Loro, però, sono sempre con me, sin da piccoli quando ne avevo la possibilità li portavo agli eventi e per me non c’è cosa più bella che condividere con loro la mia passione.
Quali sono i tuoi progetti futuri per i prossimi mesi? A breve uscirà il mio duetto con questa voce fantastica della musica italiana, e spero che mi aiuterà ad andare avanti “ a passo veloce” nella proposta di tutte le canzoni che sto attualmente scrivendo e che sicuramente faranno parte di un progetto più ampio, che sia un disco, un EP oppure altri singoli. Da lì in poi vedremo quello che succederà!