ORGOGLIOSAMENTE BASTARDI


Around Lojacono”

Dallo scoppio del ristorante della stagione scorsa al “botto” di ascolti della prima puntata, andata in onda martedi 21 settembre su rai uno: “I Bastardi” sono tornati e con loro tutte le gioie, la fatica, le nottate e le risate di un periodo non proprio serenissimo.
Applausi a tutto il cast: Alessandro Gassman (Isp. Lojacono), Carolina Crescentini (Piras), Massimiliano Gallo (Palma), Tosca D’Aquino (Ottavia), Gennaro Silvestro (Romano) e chapeaux all’organizzatore Giorgio Innocenti, nonché alla Clemart che, fra minacce pandemiche, ansia da contagio e annose pratiche anti covid, hanno tenuto in piedi la pazza troupe capitanata dalla regista Monica Vullo.


Ecco allora, che come sempre accade per la rubrica Le voci DA dentro, lasciato il pc, note spese e fabbisogni, ritorno per un attimo fra macchine da presa, carrelli, costumi, cestini, odg e piani di lavorazione per presentarvi alcuni dei “bastardi” del dietro le quinte che, insieme ad ogni singolo componente del lunghissimo elenco troupe, sono stati indispensabili e fondamentali per la riuscita del progetto.


“Realismo, funzionalità e fascino” sono gli obiettivi che si è posta Titti Cinque, location manager, quando ha accettato di collaborare a questa serie.
(Titti, si è occupata di aprire e seguire la prima parte delle lavorazioni, ovvero quella conseguita prima del “fermo” da lockdown, la seconda parte e la chiusura è stata seguita dalla sua collega Simona Valestro)
Le ho chiesto di raccontarci del suo lavoro, e, soprattutto di questa “bastarda” esperienza.
Il mio impegno inizia immediatamente dopo la stesura della sceneggiatura, dice. Una volta ricevute le prime informazioni utili, avvio una ricerca capillare dei luoghi che devono essere quanto più simili possibile alle varie descrizioni. In Bastardi di Pizzofalcone 3 il lavoro non è stato semplice, il numero di ambienti per ogni episodio era molto elevato, e, essendo una serie che ha goduto già di due anni di successo, le aspettative sulla ricerca si sono rilevate molte ed esigenti. Per ottenere i luoghi giusti, oltre al grande lavoro di squadra con lo scenografo ho dovuto cercare di immedesimarmi nei personaggi. Come avrebbero fatto a scappare, a nascondersi, ad apparire all’improvviso?
Trattandosi di storie legate alla risoluzione di casi da parte dei protagonisti, i luoghi dovevano essere anche estremamente funzionali: un’uscita di sicurezza poteva aiutare il colpevole a guadagnare la fuga, la scelta di un terrazzo poteva agevolare la sparizione di un fuggitivo… devo dire che Napoli con le sue contraddizioni, le sue meraviglie e la varietà del suo paesaggio mi ha servito su un piatto d’argento adrenalina ed estrema soddisfazione.
In fase di scouting, ho tenuto conto dell’evoluzione che la città sta vivendo, della modernità che si sta facendo largo fra decadenza maliziosa e forte tradizione. Spero che i miei sforzi di portare alla luce gli effetti benefici del tempo, siano visibili e condivisibili.
Da napoletana amo la mia città e con il sostegno della regista Monica Vullo e dello scenografo Cosimo Gomez, ho cercato di offuscarne i difetti e di esaltare, invece, l’energia positiva che arriva dalla storia, dalla gente e dal mare. Il mare non può mancare mai se si parla di Napoli, di storie avvincenti e di amore. Questa terza serie è tutto questo, io l’ho sentito sin dalla prima lettura su carta, rivederla in tv, non fa altro che darmi conferma.

Per Iolanda Salvato, invece, I Bastardi di Pizzofalcone 3 hanno rappresentato il suo battesimo fra le coordinatrici.
Catapultata sul set, dopo una prima esperienza da assistente, ci racconta l’ansia da prestazione e la soddisfazione nel non essersi arresa mai, soprattutto nei momenti più duri.
Se ce l’ho fatta ad arrivare fino alla fine è perché ho goduto del lavoro di squadra con la maggior parte dei miei colleghi, dice. La coordinatrice di una troupe è quella che deve rispondere a tutti di tutto e se non stabilisci un rapporto di rispetto e complicità con la troupe, diventa davvero molto difficile andare avanti. Nell’arco di una giornata infinita, passo dalla stesura del contratto di un attore alla risoluzione di un lavandino otturato di un camper. Ogni giorno, circa ottanta persone, che vanno dal regista al runner, si rivolgono a me per i problemi più svariati. Ai loro, si aggiungono le esigenze degli attori, l’organizzazione delle interviste, la sistemazione negli hotel, la ricerca dei ristoranti, e poi la continua interazione con l’amministrazione, le informazioni su chi è chiamato a lavorare, su chi abbandona, fino ad arrivare all’ordine dei cornetti della sera, la parte più divertente, perché ci accomuna tutti in una meritata coccola.
Se il mio sostegno sono i runner o i “vicini di camper” spesso truccatori e parrucchieri, il mio riferimento in assoluto è l’organizzatore. Essere in sintonia con lui ti fa sentire capace di affrontare qualsiasi imprevisto. Nel mio caso, devo ringraziare Giorgio Innocenti, che, oltre ad avermi dato fiducia, mi ha insegnato a “stare sul pezzo” e a non cadere mai, nemmeno quando le notti si facevano dure e la stanchezza, talvolta, minacciava di prendere il sopravvento. Da quest’esperienza in poi, lavoro ormai come coordinatrice e devo dire, che su ogni progetto, cerco sempre quell’armonia “bastarda” che mi ha vista nascere e che mi porto dietro come portafortuna.


Trovate le locations e il miglior metodo di coordinamento, ci spostiamo sulla “vita da set” per mettere a fuoco le figure che gravitano attorno al regista. Fra le varie, vi è quella del Video Assist e dunque, in questo caso, di Diego Garzia.
Se un tempo il mio ruolo era considerato “di passaggio” per chi voleva lavorare nel settore Fotografia, oggi ha assunto un’importanza diversa che richiede, impegno e soprattutto un’accurata conoscenza della tecnologia digitale. Il video assist, continua Diego, da al regista la possibilità di vedere in tempo reale se l’immagine che si è costruita nella sua mente e quella che ha partorito il dop, corrispondono.
A questo punto, la nostra capacità va oltre i tecnicismi. Nell’ottica di un tempo che corre, nell’obiettivo di far risparmiare preziosi minuti, bisogna avere una certa conoscenza delle esigenze del regista nel tentativo di anticipare la richiesta e di mostrare immediatamente i punti critici di una scena, di un raccordo o di una battuta. Velocità di esecuzione materiale, capacità di ascolto e attenzione sono caratteristiche ormai fondamentali di chi esegue questo lavoro. Avendo un continuo confronto con il reparto di fotografia e con la regia, mi piace paragonare il mio ruolo a quello di un “portiere” del condominio che sa tutto di tutti e prima di molti.
Per quanto riguarda I Bastardi di Pizzofalcone, ormai sono “di casa”. Ho lavorato a tutte e tre le edizioni
ed è stata una bellissima esperienza. Ho tratto grande insegnamento nell’essermi confrontato con tre registi diversi per lo stesso progetto, perché mi ha dato la possibilità di espandere i miei filtri e dunque di fortificare il mio intuito nonché di vivere il lavoro con un’emozione sempre nuova, cosa fondamentale per portare a termine lunghe serialità come questa.


Oltre al video assist, un’altra figura, a molti sconosciuta, si aggira sul set è quella dell’
Attrezzista di scena. Come dice la parola stessa, io sono quello presente sul “luogo del delitto”, dice Massimo Avolio. Mi occupo di collocare oggetti e arredi di scena come da raccordi e fabbisogni, sono in continuo confronto con la segretaria di edizione e faccio le veci dello scenografo quando non presente.
Per quanto riguarda I Bastardi di Pizzofalcone, mi sento un po’ un veterano. Anche io, come Diego, vi lavoro infatti sin dalla prima stagione e vivere il passaggio dalla regia travolgente e passionale di Alessadro D’Alatri a questa vulcanica e più action di una inarrestabile Monica Vullo è stato per me una bella sfida.
Bisogna amare il mio lavoro per poterlo svolgere al meglio, perché gli orari sono infiniti e molto spesso le giornate iniziano e finiscono con lunghe riunioni oltre set. Come da anni accade, però, devo dire che la soddisfazione di vedere in tv il lavoro svolto resta impagabile ed ha il potere di far sparire tutta la stanchezza accumulata.

Conosciuti Location manager, coordinatrice, video assist e attrezzista di scena, chissà che a qualcuno non venga voglia di intraprendere la strada in questo splendido e variegato settore che, nonostante i ritmi calzanti, gli orari estenuanti, la difficoltà di alcune risoluzioni, “a conti fatti” resta sempre una grande bacchetta magica in grado di far diventare qualsiasi sogno, realtà.

I Bastardi di Pizzofalcone 3, stasera la seconda puntata, io mi ricordo la sceneggiatura, ma non vi spoilero nulla e me la godo insieme a voi.

Guarda la photogallery con gli scatti “segreti” della troupe 👇

Appassionata di cinema in ogni suo aspetto e di scrittura creativa, di giorno si occupa di amministrazione di set, fra le varie produzioni con cui ha collaborato ci sono "La grande Bellezza", "Gomorra 2", "Cinque è il numero perfetto", "I Bastardi di Pizzofalcone 3", di notte, invece, che sia per diletto o per lavoro: scrive. Nel 2015, pubblica “In sessanta secondi” un soggetto cinematografico per la raccolta "Rosso e Nero perfetto" (Iuppiter Ed.) e, nel 2018, raggruppa alcuni dei suoi racconti fotografici ne “Il grattino della mosca, brevi storie da leggere in metro o seduti sul wc” (Guida Editori).