ALLA 26° EDIZIONE DEL PREMIO PENISOLA SORRENTINA ARTURO ESPOSITO IL FACCIA A FACCIA TRA ROBERTO NAPOLITANO E ANTONIO D’AMATO SULLE REALI PROSPETTIVE ECONOMICHE DEL MEZZOGIORNO

Nella prestigiosa Sala consiliare di Sorrento, che per una mattinata ha perso il suo ruolo politico e istituzionale, sabato 23 ottobre 2021 ha avuto luogo la seconda giornata della 26a edizione del Premio Penisola Sorrentina “Arturo Esposito”.

Dopo un breve saluto iniziale del Direttore artistico del Premio, Mario Esposito e dell’Assessore al turismo di Sorrento, Alfonso Iaccarino, che hanno messo in evidenza come le bellezze del territorio e la cultura siano un formidabile volano per la ripartenza del paese, il Direttore de “IL QUOTIDIANO DEL SUD”, Roberto Napoletano, ha dialogato con Antonio D’Amato, ex presidente della Confindustria e oggi alla guida della Fondazione Mezzogiorno, sull’Europa e sul Sud dell’Italia.
“Quali sono le prospettive di crescita economica del Mezzogiorno dopo il Covid?” D’Amato ha risposto che questo che stiamo vivendo è un momento storico, molto simile a quello vissuto nel dopoguerra quando lo slancio unitario di molte generazioni, riuscì a risollevare il paese. Anche oggi per lasciarci alle spalle le macerie della pandemia, dobbiamo ritrovare lo stesso vigore. Essa ha provocato una grande crisi sanitaria, che ha innescato quelle economica e sociale con gravi conseguenze per le donne, i giovani e per tutti coloro che vivevano già ai margini della società, evidenziando ancora di più le disuguaglianze e le condizioni di povertà estrema.
D’Amato ha inoltre sottolineato come senza la pace non ci potrà essere mai una vera stabilità sociale e questa stabilità può venire solo da un’Europa più unita.
“Il Mezzogiorno si sta attrezzando ad accogliere questa sfida?” lo ha incalzato il direttore. E l’amara risposta di D’Amato non si è fatta attendere: “Purtroppo no. Innanzitutto per l’assoluta incapacità e irresponsabilità dei nostri amministratori e l’impoverimento dei ricambi generazionali. Dobbiamo capire che l’Italia ha beneficiato di una quota cospicua di finanziamenti da parte dell’Europa, solo perché è la sua grande malata. Il fallimento delle regioni che ha comportato l’incapacità delle stesse di spendere le quote dei fondi strutturali, che ci vengono concessi, è una triste realtà.”
L’emergenza provocata dalla pandemia ha messo in evidenza come bisogna avere la capacità di pensare a un diverso processo produttivo che però ponga al suo centro il capitale umano. Giovani, Mezzogiorno ed Europa sono i tre pilastri per la ripresa post pandemica.
Oggi si sono creati nuovi scenari economici. Occorre ripensare al futuro progettando uno sviluppo più equo e sostenibile di fronte alla sfida indotta dalla crisi economica mondiale.
Inoltre ha sottolineato come le tappe fondamentali per giungere a uno sviluppo economico siano un’accurata fase di programmazione, per poi passare alla progettazione e giungere alla realizzazione degli intenti. D’Amato ha ribadito come questa sia la grande sfida che oggi ci attende. Lo spirito della ricostruzione post Covid è legato a una totale inversione di rotta: scommettere sul Mezzogiorno come motore per lo sviluppo del paese, centralizzare gli interventi, lavorare anche nel privato per l’interesse pubblico, investire sui giovani e sulla cultura.
Tutto questo deve avvenire in tempi brevissimi, altrimenti corriamo il rischio di perdere tutte le opportunità per la nostra rinascita.
Al termine del talk c’è stata la proiezione del documentario “This is Giffoni” sulla storia e sui protagonisti del cinema per ragazzi, giunto quest’anno alla sua 50a edizione. Presente l’attrice Angela Achilli.

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