Una chiacchierata con un’Artista di eccezionale valore: Silvia Nair

In questa intervista a Silvia Nair, cantante (quattro ottave di estensione), performer, musicista (pianoforte), autrice e compositrice di canzoni e di colonne sonore per cinema e documentari, abbiamo parlato del dialogo che si instaura tra cinema e musica nel suo lavoro, nella sua produzione artistica. Insieme a “Luci e Ombre”, Silvia Nair ha all’attivo tre album. Il primo, “Sunrise”, uscito prima in Giappone e, successivamente, in Italia, GAS, Benelux e altri paesi asiatici (Korea, Taiwan, Hong Kong) dove ha scalato le classifiche di vendita. In Italia ad essere apprezzato è stato in particolar modo il singolo “Shine on now”, diventato in poco tempo una hit e per tre anni ha accompagnato le immagini di un noto spot televisivo. Il secondo album “Ithaca”, uscito nel 2011 in Italia e Benelux, ha visto l’artista in un suggestivo tour voce-piano. Lo stesso anno le sono stati assegnati il Premio Lunezia ed il Premio Montecarlo come “Rivelazione Artistica Internazionale”.
Numerose le sue performances artistiche in Italia ed Europa con le maggiori orchestre sinfoniche dirette da maestri quali Salvatore Accardo, Karl Martin, Hubert Stuppner, Marco Boni, Rui Massena ed altri. Varie prestigiose collaborazioni con artisti quali Franco Battiato (opening act tour 2004), Lucio Dalla (duetto Valle dei Templi di Agrigento), Ron (Musicultura Festival Macerata), Claudio Baglioni (O’Scià Lampedusa), Andrea Bocelli (Montecitorio, evento benefico). Si è esibita in Brasile per il popolo e l’ex Presidente Lula, in Giordania per istituzioni benefiche e la famiglia reale, più volte in Vaticano per Papa Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI.
Per il cinema ha composto e interpretato varie colonne sonore, tra le quali “El numero Nueve – Gabriel Batistuta” di Pablo Benedetti che include il brano portante “Freedom” (anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019, disponibile su Amazon Prime Video, Sky…), le musiche del docufilm “Il Triangolo delle morte – I mostri di Firenze” , regia di Andrea Vogt) anteprima La7 “Atlantide” poi su Sky, e la colonna sonora del film “Anja – Real Love Girl”, thriller psicologico a regia di P. Martini e P. Benedetti, anteprima al Lucca Film Festival ed Europa Cinema (disponibile su Amazon Prime Video e prossimamente su Netflix Europa).
Sempre di Silvia Nair è attualmente disponibile su tutte le piattaforme digitali e in digital download “BENTORNATO PAPÀ (colonna originale del film)”. Contiene le musiche originali del film di Domenico Fortunato “BENTORNATO PAPÀ”, presentato in anteprima al Bif&st 2021 e attualmente in programmazione nelle sale cinematografiche italiane.

L’INTERVISTA
La tua volontà sembra essere quella di non voler separare, anche formalmente, il tuo progetto solista da quello di compositrice di colonne sonore…
Talvolta ho pensato di separare i due profili. Poi mi sono chiesta cosa distinguesse effettivamente i due ruoli e non sono riuscita a darmi una risposta. Per questo forse ho messo tutto sotto lo stesso nome. Noto sempre più spesso che nella mia scrittura c’è sempre più contaminazione tra un mondo e l’altro, in uno ci sono le parole, una linea melodica solista e nell’altro no. In realtà anche questa distinzione è poco vera. Credo sia interessante per un ascoltatore scoprire che un autore ha diverse sfaccettature. È troppo riduttivo quando vengono separati due profili così nettamente, proprio perché il pubblico si può perdere qualche chicca interessante.
Che metodo usi per avvicinarti all’immagine cinematografica?
Nel mio lavoro cerco di trasmettere innanzitutto la mia umanità e il mio tentativo di immersione totale dentro l’opera. Questo dovrebbe condurre a una simbiosi stupefacente tra immagine e musica. Lo sforzo maggiore e più efficace, credo sia lasciare la mente aperta e fare un lavoro, appunto, “mentale”. Credo che bisogna provare ad entrare nella narrazione, nella drammaturgia di un film e capire quale vestito dare all’opera, fare uno sforzo di proiezione all’interno degli eventi ed anche verso i sentimenti dello spettatore che guarda il film. Penso anche che il compositore oggi abbia dei mezzi tecnologici inediti che giocano a suo favore, quindi c’è una sorta di dovere morale nel superare certi limiti intellettuali di linguaggio. Il lavoro del compositore non è applicare musica all’immagine, bensì di entrarci dentro, compiere un lavoro organico.
Il lavoro del compositore dunque ha un doppio movimento: verso l’immagine e verso lo spettatore?
La parte del nostro lavoro sta proprio qui: sottolineare aspetti di sequenze e scene nel modo migliore, in modo tale da far emergere elementi emotivi che con il solo montaggio non sarebbero emersi.
È quanto accade in “Bentornato papà”, una produzione Altre Storie con Rai Cinema, prodotto da Cesare Fragnelli, con il contributo della Regione Puglia e di Apulia Film Commission. Un’intensa e toccante storia familiare con Domenico Fortunato, anche nel ruolo di protagonista, Donatella Finocchiaro, Riccardo Mandolini (protagonista della serie Netflix “Baby”), l’esordiente Giuliana Simeone, affiancati da Dino Abbrescia, Giorgio Colangeli, Giulio Beranek, Silvia Mazzieri, Sara Putignano e Franco Ferrante. Tu, Silvia, con dieci composizioni strumentali, racconti musicalmente le emozioni dei personaggi, l’intensità degli eventi e l’evolversi della narrazione. In alcune è protagonista il pianoforte, in altre lo è una formazione da camera (piano, clarinetto, violino, violoncello e contrabbasso), in altre ancora il piano dialoga con un ensemble d’archi…
Quando ho visto la prima volta “Bentornato papà”, mi ha colpito la sua forte carica emotiva, la sincerità e l’intensità del racconto della storia familiare. Mi ha fatto rivivere eventi e dinamiche personali, toccandomi nel profondo. Così ho accettato con slancio di realizzarne la colonna sonora. Il regista Domenico Fortunato e il produttore Cesare Fragnelli volevano musiche di stile classico, caratterizzate da pianoforte ed archi. Nessuna atmosfera minimale, niente elettronica, ma temi melodici precisi, importanti. La sfida era quella di sottolineare musicalmente il messaggio del film sulla fragilità della vita, sul dramma della malattia e della morte e, al contempo, sulla forza dell’amore e sull’importanza della famiglia. Ho creato per i momenti drammatici melodie che evocano il mondo classico e per i momenti più sereni temi ariosi, come il brano cantabile anni ‘60 “Andrea e Claudia”. Ne è uscita una colonna sonora coinvolgente…
Il panorama delle donne compositrici nella Storia è in gran parte ancora inesplorato. Il ruolo subalterno rivestito dalla figura femminile nella società del passato, ha fatto sì che non venissero valorizzate e tramandate opere di quante avevano deciso di sviluppare la loro passione.Nonostante i cambiamenti degli ultimi decenni, c’è ancora molto da fare per raggiungere la piena parità. Ma se le donne continueranno a lottare la loro musica potrà essere valorizzata e promossa, come merita…
L’immagine della donna nella società è infatti in continuo mutamento, essere donna molti anni fa non è lo stesso che essere donna oggi.
La musica è libertà, e tramite le storie che ci racconta potremo forse liberarci dagli stereotipi di genere che colpiscono tanto le donne quanto gli uomini, portando cambiamento, emancipazione e la libertà di essere se stessi.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Non mi pongo limiti. Sono molto curiosa. Potrei , ad esempio, pensare di fare l’attrice.
Complimenti!
