RBG icona pop e femminista

Ruth Bader Ginsburg, occhialoni che celavano i suoi occhi azzurri, minuta e riservata è stata la seconda donna della storia americana a far parte della Corte Suprema, il massimo organo giudiziario degli Stati Uniti d’America. Venne nominata da Bill Clinton nel 1993 all’età di 60 anni.
Morta a 87 anni è stata, fino a quando ne ha avuto la forza, paladina dei diritti e della lotta per la parità di genere.

Nel 1963 insegnava legge alla Rutgers e, ispirata dai suoi studenti, acconsentì a tenere un corso su un argomento nuovo “Genere e legge” e fu allora che iniziò ad occuparsi di casi di discriminazione sessuale. Iniziò infatti, ad accettare tutti i casi che potessero migliorare la legge all’epoca in vigore; se il caso cioè, era sulla buona strada per la Corte Suprema, lei ne voleva essere coinvolta.
Seguiva le orme del grande avvocato per i diritti civili dell’epoca Thurgood Marshall che, basandosi sull’articolo della costituzione che garantisce che la legge tuteli tutti equamente, fu l’architetto della battaglia per l’uguaglianza razziale. Lei volle applicare tale articolo anche all’equa protezione delle donne. È stata considerata per questo, l’architetto legale della lotta per l’emancipazione femminile negli anni’70.

Giudice liberal e icona pop

Negli ultimi anni della storia recente RBG, è diventata una vera e propria icona Pop, venendo soprannominata Notorious RBG, nome preso in prestito da The Notorous BIG, il rapper assassinato nel 1997 e amata dai giovanissimi.

Divenuta un’icona pop all’età di 80 anni, l’immagine della Ginsburg la si poteva trovare ovunque, su internet sotto forma di meme, in tv con sue imitazioni al Saturday Night Live, su magliette, tazze e gadget di ogni tipo. Iconici sono anche i suoi rinomati colletti, che lei propose di adottare sulla toga come simbolo di femminilità, dal momento che le toghe tradizionali erano create appositamente per far si che agli uomini fosse possibile far vedere camicia e cravatta. I suoi colletti fecero tendenza oltre a far intuire il suo stato d’animo.

Nacque a Brooklyn, come Notorious BIG, nel 1933 da genitori ebrei immigrati dalla Russia e si laureò ad Harvard come migliore studente donna tra le nove che frequentavano una classe di 500 persone. Qui conobbe il suo compagno di vita e divenne avvocato in un periodo storico in cui le donne non erano desiderate nella professione legale, in cui le donne potevano venire licenziate perché in stato di gravidanza, in cui una donna che richiedeva il prestito necessitava della firma del marito e dove lo stupro da parte di questi ultimi, non era un reato perseguito.

Se il marito della Ginsburg infatti, trovò facilmente occupazione come avvocato a New York, diventando un noto avvocato fiscalista, lei ebbe non poche difficoltà a trovare lavoro.

Nonostante le difficoltà dell’epoca e il suo carattere riservato e all’apparenza timido, Ruth Ginsburg, dotata di estrema intelligenza e un carisma tutto suo, è riuscita a diventare quello che aveva sempre desiderato. È stata la voce liberal della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America e celebri sono stati i suoi “I dissent” all’interno di una corte per la maggioranza di schieramento conservatore.

Le cause più famose di RBG

Ha rivoluzionato il mondo del diritto e della giustizia, battendosi apertamente per il riconoscimento dei diritti fondamentali della persona, non solo delle donne, sebbene storiche siano state alcune sue decisioni relative a casi di discriminazione di genere e il diritto all’aborto.

La prima causa che vinse risale agli anni ’70, nel caso “Frontiero vs Richardson”, quando difese una giovane sottotenente dell’aeronautica discriminata a causa del suo sesso: aveva uno stipendio più basso e non le era nemmeno concessa un’abitazione, come ai suoi colleghi uomini. Ma la causa che la conclamò paladina dei diritti per la parità di genere fu quella che sostenne a favore di uomo che, divenuto vedovo con un figlio piccolo, non poté ottenere i sussidi della previdenza sociale come una donna.
La Ginsburg accettando e vincendo questo caso, mostrò la profondità, l’importanza e i danni che può provocare la discriminazione di genere a prescindere dal sesso.

Un esempio di empowerment femminile

Sulla vita profondamente empowerment della Ginsburg sono stati girati un film e due documentari.
Nel documentario da Oscar Alla Corte di Ruth -RBG, la Ginsburg parla in prima persona con l’intervistatore e a lei vengono affiancate altre voci, amiche, colleghe, clienti, figli e nipote, oltre che la testimonianza della storica attivista del movimento Femminista, Gloria Marie Steinem.
Vengono intervistate anche le biografe della Ginsburg, tra cui Shana Knizhnik, avvocatessa e autrice del libro Notorious RBG: The life and Times of Ruth Bader Ginsubrg su cui è basato il documentario.

Ruth Ginsburg se ne è andata il 18 Settembre 2020 e ha mantenuto la sua promessa, ha lavorato tutta la sua vita a favore delle donne e la sua storia è destinata ad influenzare le prossime generazioni.

Foto tratta dal web

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Dottoressa in Consulenza e Management Strategico, ha lavorato per "Ciaopeople" in qualità di ad operations manager, gestendo le campagne pubblicitare on site. Ha conseguito un master online in "Social Media Marketing" con "Ninja Academy" e frequentato la scuola di scrittura per riviste culturali del "Tascabile". È stata contributor per il magazine online "GRLS.it", occupandosi principalmente di serie tv.