Nonostante la sua giovane età, Francesco Minniti ha scelto di fotografare in analogico, di occuparsi personalmente dello sviluppo e della stampa e di utilizzare pellicole in bianco e nero. In una società brulicante di immagini digitali e straripante di fotografie a calori, lui ha intrapreso la strada opposta. Le sue foto suscitano emozioni perché riescono a raccontare una storia, una persona e ci spinge a notare un particolare che ci era sfuggito. Minniti cerca nelle sue fotografie morbidezza, definizione, plasticità, movimento e prospettiva.
Nel 2021 ha vinto il premio internazionale “Junior Award” e sempre dal 2021 fa parte del gruppo Art Global, associazione culturale a cura della artista e curatrice Angiolina Marchese, con la quale ha partecipato alla mostra collettiva di Arte Contemporanea “Emozioni piccanti” tenutasi al museo DAC di Diamante dall’8 al 12 settembre 2021. Il 20 settembre 2021 ha ricevuto il prestigioso incarico di fotografare l’inaugurazione dell’anno scolastico da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso l’Istituto Tecnico Nautico di Pizzo(VV). Ha inoltre fotografato il vincitore olimpico delle medaglie d’oro per l’atletica Marcell Jacobs, il campione dei campionati di calcio europei Spinazzola, la velista medaglia d’oro olimpica Caterina Banti, il cantante e attore Massimo Ranieri.

Com’è avvenuto il suo incontro con la fotografia?
Fin da bambino ho amato l’arte in tutte le sue forme; grazie ad un amico mi sono procurato una camera oscura e da quel momento è nato il piacere di vedere emergere le immagini dai liquidi di sviluppo, perciò ho iniziato a scattare in analogico, comprando con i risparmi la mia prima Rolleiflex. Sono rimasto folgorato da questa bellissima esperienza. La fotografia dà un certo senso di onnipotenza, fornisce la scusa per essere in un posto a cui non si appartiene e dà il diritto di poter anche rubare, rubare gli attimi degli altri.
Che cosa cerca di comunicare con le sue fotografie?
Morbidezza, definizione, plasticità, movimento e prospettiva, questo cerco nell’immagine. Nessuna posa mi soddisfa. Anche la finzione deve essere reale, la modella o il modello devono vivere una scena, non simulare, per questo il teatro è il mio mondo preferito: la macchina fotografica blocca l’artista e lo esalta, lo celebra come una divinità, ne dimostra l’estasi di stare sul palco, è l’estremizzazione della sua ricerca di ammirazione, poiché rende eterno un attimo e trascende i limiti spazio-temporali. Più che comunicare voglio suscitare emozioni, esaltando ciò che ritengo bello.
Quali sono “i soggetti” che predilige ritrarre nelle sue foto?
Amo fotografare artisti, performers di vario genere. Fotografare gli artisti in scena o dietro le quinte è una interazione di creatività che genera quasi una nuova forma artistica, figlia della copula tra fotografia e recitazione. Anche nelle foto all’aperto mi piace creare dei set immaginari, in cui la persona fotografata non simula ma diventa ciò che interpreta.
Perché ha deciso di lavorare con la fotografia analogica?
Come già detto mi piace anche sviluppare e stampare personalmente, sviluppo e stampa sono parte dello stesso processo creativo, possono cambiare il destino dell’immagine, danno emozioni forti. Ormai comunque sono follemente innamorato della Rolleiflex, ne ho varie.
Ci descriva la foto a cui è maggiormente legato.
Ogni foto è come un figlio, viene generata con fatica e poi lasciata andare liberamente a seguire il suo destino.
Perché fotografa soprattutto in bianco e nero?
La pellicola in bianco e nero è più versatile, è veloce e può catturare un’immagine in movimento anche in condizioni di scarsa luce. Il bianco e nero esalta il soggetto rappresentato. Il colore quando c’è diventa protagonista, toglie spazio al soggetto. Mi piace usarlo solo se voglio fare una foto pittorica e lo scatto in diapositiva.
Ci parli della sua esperienza come fotografo di teatro.
Ho avuto modo di fotografare alcuni personaggi noti al grande pubblico, quali Massimo Ranieri, Flavio Insinna, perfino il nostro Presidente della Repubblica Mattarella, ma i soggetti che preferisco sono artisti di varietà per lo più sconosciuti alle masse, maghi, performers di burlesque, sciantose, cantanti e musicisti talentuosi ma non popolari. La passione che mettono nel loro lavoro è enorme, sono dediti al pubblico di cui non danno per scontato l’affetto e l’approvazione, le mie foto di teatro sono un omaggio e una celebrazione di questo loro universo al di fuori del tempo e della realtà quotidiana.
Chi sono i grandi maestri o le grandi maestre a cui si ispira?
In particolare mi ispiro ai grandi fotografi siciliani, quali Scianna, Leone (che ho il piacere di conoscere), Cascio. Inoltre amo il mondo dei fumetti, specialmente Milo Manara, Crepax, Corrado Roi.
Questa dolorosa e difficile situazione sanitaria ha colpito soprattutto le persone fragili. Lei che è un ragazzo quale messaggio di fiducia si sente di dare a tanti suoi coetanei?
Consiglio ai miei coetanei di avvicinarsi all’Arte in tutte le sue forme, si rischia di vivere in un mondo privo di astrazione e di fantasia, troppo legati al concreto e alle contingenze pratiche. La fruizione dell’Arte è gioia pura, dà significato alla vita. Il peggior danno che ha fatto la pandemia è stata la deprivazione in cui ci ha costretti: ci ha privato del contatto con gli altri, ma anche di musei teatri e cinema. Adesso che possiamo tornare a fruire di queste ricchezze umane non sprechiamo l’occasione di dare valore a tutte le manifestazioni artistiche.
Lei parteciperà all’evento curato dall’artista Angiolina Marchese, “PROTAGONISTI DELL’ARTE” che sarà presentato l’8 giugno 2022 al Senato della Repubblica Italiana. Ci illustri questo progetto che la vede protagonista.
L’associazione culturale, Art Global, di cui faccio parte si prefigge con questo progetto di creare una raccolta di immagini e di scritti per la realizzazione di un volume incentrato sul confronto tra differenti forme d’arte, riunendo tante esperienze comunicative in più sezioni. Ci saranno sezioni di pittura, di scultura, di fotografia, di design e moda, infine una sezione di scrittura e poesia. Una performance d’arte molto interessante, dove il confronto è prioritario, unendo tante esperienze nazionali ed internazionali che si proporranno per essere apprezzate da un pubblico variegato.
L’iniziativa verrà inaugurata al Senato della Repubblica, luogo prioritario della cultura. Un volume per donare bellezza, proiettando nel futuro speranze ed ottimismo. Un aspetto propositivo sempre pronto a trasmettere emozioni con il sublime linguaggio della creatività. Questa realtà progettuale prevede l’intervento del senatore e sindaco di Diamante, Ernesto Magorno, del professore Gianfranco Bartolotta, direttore di teatro contemporaneo e di cinema, fautore della rivista di studi di Mario Verdone, l’ intervento di Angiolina Marchese, come artista ed autrice di eventi nazionali ed internazionali in compartecipazione con la studiosa d’arte, Concetta Antonia Pagano.
