Lo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899- 1986) affermava che “Tra i vari strumenti inventati dall’uomo, il libro è il più sorprendente. Tutti gli altri sono estensioni del suo corpo, mentre il libro è un’estensione dell’immaginazione e della memoria”. Attraverso la lettura i bambini e i ragazzi hanno la possibilità di conoscere nuovi mondi, nuove storie che stimolano l’immaginazione e la fantasia e che favoriscono un loro armonico sviluppo psicologico. Proprio come accade in “Strane storie di mare” di Daniela Valente dove le storie sono dappertutto: nelle persone che incontriamo, negli oggetti, nei luoghi che ci piacciono come il mare, che la piccola protagonista del libro, Giulia, chiama il grande blu.
“Strane storie di mare” è una lettura coinvolgente a tratti commovente e a tratti divertente e rapisce l’attenzione dei piccoli lettori. L’autrice con particolare abilità, ha raccontato una storia fatta di piccole cose semplici ma dove si riesce a percepire il profumo del mare, a sentire il rumore delle onde e il calore del sole sulla pelle.
Le delicate illustrazioni del libro sono state realizzate da Antonio Boffa.
L’INTERVISTA
Si presenti ai nostri lettori. Sono il direttore editoriale della casa editrice Coccole Books e quindi per mestiere: aiuto gli autori a pubblicare le loro storie e leggo moltissimo; i libri sono il mio lavoro, ma anche il mio passatempo preferito. Lavoro da anni nelle scuole, dove incontro sia i ragazzi che i docenti, proponendo laboratori di animazione alla lettura, incontri di scrittura creativa e corsi di formazione. Svolgo attività di promozione e consulenza culturale e sociale per enti sia pubblici che privati. Ho scritto diversi libri per ragazzi.
Ci vuole un’abilità particolare nello scrivere libri per ragazzi? Gianni Rodari diceva che ai bambini si può parlare di tutto: delle cose belle e di quelle brutte: l’importante è usare il tono giusto. Nella scrittura per ragazzi il tono giusto è lo stile, il linguaggio, la brevità di frasi e capitoli per esempio, il rapporto tra scrittore e lettore deve essere di assoluta onestà intellettuale e senza alcun fine pedagogico. Gli adulti che scrivono per bambini non possono e non devono sentirsi più furbi o più bravi dei loro lettori, ma devono semplicemente scegliere di raccontare loro una storia.
Che cosa non deve mai mancare in un libro per ragazzi? La risposta non può essere sintetica. In ogni libro non deve mancare la possibilità per il lettore (bambino o adulto che sia) di potersi immedesimare. Una storia uguale per tutti diventa diversa per ciascuno. Ogni buon libro deve permettere un processo di identificazione e/o empatia e deve essere a suo modo universale, leggibile da chiunque ovunque. Nei libri per ragazzi, per esempio, i protagonisti hanno la stessa età dei lettori di riferimento, ma è solo un indizio e non può essere l’unico.
L’amore per raccontare le storie rappresenta il filo che lega le pagine di “Strane storie di mare”. Qual è il messaggio che vuole dare ai suoi lettori? Quando incontri i lettori di questo gioco con loro a farli diventare dei narratori, spingendoli a guardarsi intorno, a restare sempre con tutti i sensi all’erta, perché tutti noi abbiamo storie da raccontare e spesso non occorre inventarne di straordinarie, le storie vivono intorno a noi, dobbiamo solo saperle trovare. In genere sono molto bravi, anche più di me.
Amo molto i versi del poeta Langston Hughes: “Tenetevi stretti i sogni/perché quando i sogni se ne vanno/la vita è un campo arido di neve.” Qual è l’importanza dei sogni nei ragazzi? Direi che sono fondamentali anche per gli adulti. Chi smette di sognare, smette di fare piani, di sperare, di immaginare un futuro. I ragazzi hanno bisogno di zone franche, di territori inesplorati. I libri possono diventare la loro palestra di emozioni, la strada per conoscere l’altro e l’altrove.
Qual è il sogno che Giulia, la protagonista del libro, fa più frequentemente? E perché? I sogni nel mio libro sono solo una delle fonti di ispirazione per raccontare storie. Strane proprio perché alcune volte senza senso, estranee a quello che ci sembra quotidiano e normale. Giulia è una bambina che ha voglia di ascoltare, che si interroga di fronte alle novità, che affronta un sentimento come la gelosia verso la sorellina rivendicando uno spazio tutto suo, nella relazione con il nonno.
Nel libro il nonno di Giulia ha grande risalto. Perché ha posto l’accento proprio su di lui? Ho sempre pensato agli anziani e in particolare ai nonni come figure fondamentali nella crescita dei bambini, anche perché da bambina ho avuto la fortuna di essere circondata da narratori di storie e questo inevitabilmente emerge nei libri che scrivo, dove spesso i nonni e le nonne hanno ruoli importanti. Una vita da somaro, Mamma farfalla, Arturo e l’uomo nero, sono libri molto diversi, ma c’è in tutti un nonno o una nonna.
Giulia definisce “i libri come i dolcetti alle mandorle… Uno tira l’altro.” Ma che cos’è un libro? Un libro è in qualche modo un viaggio. Fuori di te oppure dentro di te o entrambe le cose. Ti porta lontano anche se sei comodamente seduto sul tuo divano, ti fa incontrare il meglio di quello che è stato scritto nei secoli, ti allena a provare emozioni che forse la vita non ti regalerà mai. Nessuno dovrebbe poterne fare a meno e negare questa opportunità ai ragazzi è imperdonabile.
Tre classici che non dovrebbero mai mancare nelle biblioteche dei ragazzi. Io farei scoprire i classici più avanti e proporrei ai giovali lettori storie di autori contemporanei che scrivono per i ragazzi di oggi. Libri avvincenti capaci di farli affezionare all’oggetto libro e dopo averli stuzzicati facendogli venire ‘un sano appetito di belle storie’ gli proporrei anche i classici. Da ragazza ho amato Piccole donne, di Louisa May Alcott, tra le quattro sorelle io mi sentivo decisamente Jo. Oggi forse mi piacerebbe essere la Stargirl di Jerry Spinelli, Mina di David Almond, Matilde di Roald Dahl oppure la Lavinia di Bianca Piztorno.
“Dura la vita di un duro”, “Mamma Farfalla”, “I gemelli e la gatta”, “Occhio a Marta”, “Dove sta Zazà” e altri. A quale dei libri che ha scritto è più affezionata? Tutti i libri che ho scritto mi rappresentano ed è sempre difficile rispondere a questa domanda. Mamma farfalla è nata dall’urgenza di raccontarsi, attingendo al cassetto dei ricordi e delle emozioni in buona parte vissuti. La protagonista della storia somiglia moltissimo a me da bambina, un po’ selvatica e ribelle, grazie a lei ritorno alle origini di certi affetti fondamentali, i nonni, i cugini, gli zii e all’appartenenza di alcuni luoghi del cuore, la Sicilia dove sono nata, ho studiato e ho trascorso delle estati indimenticabili. Del resto si tratta di un libro che risale, nella sua prima edizione, a circa dieci anni fa, quando ero ancora alle mie prime esperienze di scrittura per ragazzi.
Chi è Daniela Valente oltre la scrittura? Una donna che ama il suo lavoro, che continua a farsi domande e che appena può corre al mare o cammina in montagna, perché la natura mi riconcilia con me stessa e con il resto del mondo.

Strane storie di mare di Daniela Valente è acquistabile sia presso il sito della casa editrice www.coccolebooks.com sia presso l’E-commerce di libri e di giochi per l’infanzia http://www.magicabooks.it