Il bel libro “A cavallo verso nessuno – Una storia di luce” che segna l’esordio letterario di Serena Guerra, s’impernia interamente su una domanda: la nostra vita è determinata dal caso oppure tutto ciò che ci accade ha uno scopo ben preciso? Un’ istruttrice d’equitazione, che pratica anche le arti marziali e ai ferri corti con Dio, si destreggia tra gli ostacoli della vita cercando di dare un senso alla propria vita. La storia racconta delle varie tappe compiute dalla protagonista alla ricerca della realizzazione di sé. “A cavallo verso nessuno- Una storia di luce” ha un ritmo incalzante che affascina il lettore e lo inchioda alla lettura del racconto fino all’ultima pagina.
L’INTERVISTA
Qual è la genesi di “A CAVALLO VERSO NESSUNO – UNA STORIA DI LUCE”? Se proprio vogliamo, possiamo dire che la genesi del libro affonda le sue origini nei miei primi pensieri coscienti: nelle prime delusioni, nei primi dolori e nei primi tentativi di superarli, e soprattutto nella sensazione che niente di tutto ciò fosse lì per caso. Si tratta di una linea di pensiero che è maturata con me nel corso della mia vita. Poi, perché all’improvviso decidere di mettere “nero su bianco”? Perché il nostro mondo è pieno di dramma. Nel corso della vita affrontiamo sentimenti laceranti come la sofferenza, la delusione, la perdita… Trovo che sia davvero deprimente attraversare la nostra esistenza terrena, così impegnativa, pensando che tutto sia vano, che il nostro gioire e angosciarsi non porti a niente, non serva a niente. Io non la penso così, e proprio questa certezza di un “senso” mi rende il cammino più leggero. Un giorno ho deciso che valeva la pena condividere con gli altri la mia visione del vivere. Condividersi, mettersi a disposizione, aprirsi: questi sono strumenti importanti per la crescita di chiunque.
Come definirebbe il suo testo: un viaggio entro se stessi, un romanzo di formazione o altro? Oddio, io odio gli schemi, le definizioni che circoscrivono, limitano. Definiamolo, come nel titolo, “una storia di luce”. E speriamo che grazie a questa mia piccola luce, che ho deciso di raccontare, altri riescano a trovare la propria.
Perché ha sentito la necessità di scrivere questo libro? Perché, come ho già detto, questo mondo è dominato dal dolore. Certo, ci sono anche tante cose belle, ma le persone soffrono, spesso soffrono molto, e cercando una via di fuga dal dolore si orientano, sempre di più, verso forme di ricerca spirituale. Ma la spiritualità viene spesso troppo miticizzata, presentata come qualcosa che esula dalla vita di tutti i giorni. Diviene addirittura business, tendenza, strumentalizzazione. Credo che ci sia bisogno, invece, di riscoprire il lato spirituale nelle cose e nelle azioni apparentemente banali che fanno parte della vita di tutti i giorni. La vera spiritualità, io credo, è imparare un modo diverso di guardare alla nostra vita. È risvegliare in noi un’attenzione più sottile da spendere in ogni momento del quotidiano, capace di portarci fuori dal grigio isolamento in cui ci chiude il nostro “ego”, e di ricongiungerci con la luminosa bellezza di cui facciamo parte.
Possiamo affermare che sia la vita la vera protagonista del suo romanzo? Sì, senz’altro. La vera protagonista è la vita, con le sue lezioni incomprese, con le sue opportunità fraintese, e con i suoi preziosi doni poco graditi. Questa vita che cerca di aprirci gli occhi, di stringerci le mani, di urlarci nelle orecchie verità che non vogliamo accettare. Ma, nonostante questo, non si arrende. La vita che non si arrende mai e rimane imperterrita al nostro fianco: sì, è lei la vera, amatissima protagonista della mia storia.
Ci parli del suo amore per i cavalli. Il mio amore per i cavalli è molto cambiato nel corso del tempo. Quando ero una ragazza mi affascinava la loro forza, le emozioni che riuscivano a suscitarmi. Oggi, che conosco molto meglio sia loro che me, li amo per la loro immensa capacità di porci di fronte a noi stessi. Il cavallo ci fa ben capire come, se vogliamo davvero qualcosa, dobbiamo impegnarci in primo luogo su di noi, migliorare ciò che siamo prima di poter agire su ciò che ci circonda. Il cavallo è schiavo dell’immagine che trasmette; con il suo aspetto, colpisce la fantasia delle persone che lo usano come specchio per riflettere il loro desiderio di potenza, di conquista, di libertà, di ammirazione e di fierezza, immaginandolo spesso come non è assolutamente. In realtà la bellezza del cavallo risiede nella sua estrema sensibilità; dialogare con un cavallo significa allenarsi a captare e trasmettere piccoli segnali, così lievi che spesso sono poco più che pensieri. Quando impariamo a comunicare finemente con un cavallo, vuol dire davvero che la nostra consapevolezza inizia a risvegliarsi…
“NESSUNO E’ “CIO’ CHE E’” BENSI’ E’ “CIO’ CHE SCEGLIE DI ESSERE” Ci spieghi questa affermazione a cui perviene la protagonista del suo libro. Diamine, ognuno può essere artefice di se stesso! Se desideriamo essere coraggiosi, ad esempio, basta non cedere alla paura. Non voglio dire che sia facile farlo, ma certo è possibile, in presenza di una forte volontà. Se davvero lo vogliamo, scegliere si può. Non esistono alibi contro la pigrizia. Nessuno è bugiardo perché è nato così, ma solo perché non ha avuto voglia di affrontare gli svantaggi dell’onestà. Non importa dove nasciamo, o a che razza o a quale cultura apparteniamo: ciò che siamo dipende sempre e soltanto dalle nostre scelte, da ciò che davvero desideriamo essere.
“LA VITA MI AVEVA SBATTUTTO IN FACCIA OGNI PORTA A CUI AVESSI BUSSATO. SE NON FOSSI RIUSCITA A CAPIRE COSA VOLEVA DA ME NON AVREBBE AVUTO PIU’ SENSO NEPPURE ILLUDERSI CHE QUALCOSA POTESSE CAMBIARE. E IL MIO FUTURO SAREBBE STATO SOLO POLVERE E ROVINE” Allora che cos’è per Serena Guerra la vita? Una grande scuola. Per me la vita è una scuola, una maestra, un’amica. Tutto ciò che ci accade è lì perché è necessario per il nostro cammino, perché cerca di dirci qualcosa. Se solo ci sforzassimo di più di comprendere, se sapessimo guardare con più attenzione, credo davvero che tante prove potrebbero esserci evitate.
Che cosa desidera rimanga ai suoi lettori del libro?Intanto spero che si divertano. La felicità non può essere noiosa. Spero che il mio libro sappia lasciare un senso di fiducia, di ottimismo, di sollievo. La vita è certo un cammino impegnativo, ma credo davvero che ci ami molto più di quanto crediamo.
Chi è Serena Guerra oltre la scrittura? Sono una persona normalissima. Amo la natura, la vita all’aria aperta. Leggo, scrivo, mi occupo di cavalli. Come tutti mi sforzo di capire, di migliorare. Credo nel mio percorso e nell’importanza di un impegno costante per poter trarre il meglio dalla mia esistenza. Credo nell’importanza della fiducia, e credo nel bene. Il male è solo la forma delle nostre debolezze e delle nostre paure. In una vita vissuta con impegno, non potrà vincere mai.
