Delitti incrociati

E’ un aspetto della vita sociale dei delitti commessi e dalla forte connotazione storica il testo che porto all’attenzione dei lettori, della prof.ssa Cecilia Valentino, autrice del romanzo “Delitti incrociati” (Mephite edizioni) e componente del Comitato d’onore per la celebrazione del Centenario dell’assassinio di Ferdinando Cianciulli ( 22febbraio 1922-22 febbraio 2022) di cui verrà ricordata la memoria a breve e a cui hanno aderito Mario Garofalo, Paolo Saggese, Francesco Barra, Giuseppe Iuliano, Generoso Picone, Anna, Adriana e Raffaele Dello Buono, nipoti di Ferdinando Cianciulli.

Uno straordinario racconto riconducibile non solo ai soprusi e alle ingiustizie subite, ma anche ad odi e rancori e risponde agli interrogativi di due vicende di umanità e giustizia che suscitano ancora tanti sentimenti contrastanti tra di loro. Nonostante le esperienze storiche ripercorse dei due personaggi in questione, la maestra Gina Ceccacci e Ferdinando Cianciulli, giornalista e pioniere del socialismo irpino, siano state archiviate, l’autrice, attraverso una ricerca d’archivio sulle carte per i due delitti e testimonianze tramandate nel tempo anche da discendenti, ripropone il concetto di bene giuridico su fonti necessarie per far luce sulla ricostruzione dei fatti. Un contributo essenziale per interrogarsi sul contenuto e sulla dinamica dei rapporti e dei fatti e per approfondire e sensibilizzare al tema della violenza legato all’onore che, nonostante le riforme legali, resta un fenomeno molto dibattuto e all’ordine del giorno e purtroppo ha una veste più individuale e privata rispetto a quella di un tempo.

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Sinossi / I delitti della maestra Gina Ceccacci e del pubblicista socialista Ferdinando Cianciulli si sono incrociati nella morte: lei, giovanissima vittima di un delitto d’onore avvenuto nel 1920 in un paese dell’Irpinia; lui, ucciso due anni dopo da un Killer, vittima di un’assurda vendetta dalle forti connotazioni politiche. Questi due gravi fatti di sangue avvicinano le storie di due persone, che, pur vivendo entrambe a Montella, nelle montagne dell’Irpinia, non si conoscevano e non si erano mai incontrate. I due delitti erano collegati tra di loro e infatti i due processi furono unificati e i sette voluminosi faldoni, conservati nell’archivio di Stato di Avellino, raccontano, a chi ha la pazienza di leggerli, storie di violenza, di gelosie e di sopraffazioni, ma anche storie di uomini che credono nella giustizia, che lottano contro il potere e con coraggio ed altruismo difendono i deboli. La storia della maestra di Montella e dell’apostolo del socialismo in Irpinia non è semplicemente un fatto di cronaca nera dalle tinte fosche, che appassionò i lettori dei giornali locali negli anni Venti del Novecento. Se si leggono i fatti alla luce delle categorie della storia politica e della storia di genere, la vicenda appare molto più complessa. L’autrice, attraverso una paziente ricerca d’archivio, ha cercato di chiarire e di rileggere una vicenda che ha coinvolto un intero paese, ma che nel tempo è stata sempre liquidata come una semplice storia di adulterio, di gelosia e di vendette private. Partendo dalla realtà culturale e sociale di un paese delle zone interne del Sud , l’Autrice ha cercato di mettere in luce le conseguenze dell’impatto dei grandi cambiamenti culturali e della nuova condizione femminile su una società agro-pastorale, tra Ottocento e Novecento.

BIOGRAFIA / Cecilia Valentino, docente di Italiano e Storia, è stata negli anni 1980-2000 presidente del CIDI (Centro di Iniziativa democratica degli insegnanti) sez. di Avellino e ha curato corsi di aggiornamento per docenti. Ha collaborato fin dalla fondazione (1980) con il Centro di Ricerca Guido Dorso di Avellino. Per il Centro Dorso ha curato con E. Alfano i seguenti saggi: la Stampa politica irpina dal 1860- 1925, ed. Guida, Napoli,1982; Società, politica ed economica in Irpinia (1869 -1926), ed. Centro Dorso, Avellino, 1992. Ha collaborato agli Annali del Centro Dorso e alla Storia illustrata di Avellino e l’Irpinia, ed. Sellino. Ha pubblicato Le miniere di Tufo. La città sotterranea, ed. De Angelis, Avellino, 2001; Le Mancini, una genealogia al femminile, ed. Laceno – Mephite , Avellino, 2005, che ha vinto nel 2006 il premio della redazione della rivista Il paese delle donne, della Casa internazionale delle donne di Roma. Recentemente è uscito il saggio di Storia politica: Quando era delitto liberamente pensare. Vita di Giuseppe Barbarossa (1868 – 1943), ed. Centro Dorso, Avellino, 2011.

Presentatrice, editore, esperta di turismo sociale. Ha collaborato con l'Assessorato all'Istruzione e Spettacolo della provincia di Avellino nell'organizzazione e nella presentazione delle attività relative agli spettacoli di musica classica e valorizzazione dell'immagine dei gruppi e dell'Ente stesso. In questo stesso ambito, ha favorito la conoscenza e l'immagine dell'Irpinia fuori dai confini provinciali e regionali. Ha rivestito l'incarico di Presidente di associazioni culturali no profit le cui finalità sono state quelle di favorire le comunicazioni sociali e individuare occasioni di sviluppo culturale, formativo ed economico del territorio. Speaker radiofonica, è stata Direttore dei Programmi di una nota emittente radiofonica. È stata, inoltre, Direttore Editoriale del quindicinale "Irpinia Insieme".