Che cosa si è disposti a fare per proteggere un figlio dalla violenza cieca della vendetta?
Vostro Onore è un legal drama, profondo e non scontato. Una storia avvincente che si basa sul conflitto morale e terribilmente ancestrale di un uomo che deve scegliere tra la fedeltà ai principi etici di giustizia, sui quali ha costruito la sua carriera professionale, e l’istinto primordiale di difesa degli affetti più cari in pericolo di vita.

Stefano Accorsi è il Giudice milanese Vittorio Pagani, conosciuto e rispettato per la sua integrità, in corsa per la carica di Presidente del Tribunale di Milano. La recente morte della moglie ha stravolto dolorosamente la sua vita, anche per via del difficile rapporto con suo figlio Matteo. Sarà proprio quest’ultimo a metterlo inevitabilmente davanti al bivio del non ritorno: la scelta più dolorosa e complicata della sua esistenza…

Aadattamento dalla serie israeliana “Kvodo” (Yes Studios). Regia di Alessandro Casale. Una coproduzione Rai Fiction – Indiana Production; prodotta da Fabrizio Donvito, Daniel Campos Pavoncelli, Benedetto Habib, Marco Cohen per INDIANA PRODUCTION.
Ottimo sia il cast artistico che quello tecnico


NOTE DI REGIA Affrontare l’adattamento italiano della serie originale israeliana “Kvodo” è stata una sfida entusiasmante e impegnativa, supportata dall’eccellente lavoro degli sceneggiatori. Loro il merito di aver trasposto sul territorio italiano una drammaturgia aderente alla realtà di una nazione come Israele, fortemente influenzata da un conflitto geopolitico e religioso pluridecennale. Durante le riprese mi sono concentrato, innanzitutto, sull’approfondimento dei personaggi che sono protagonisti e motore della nostra serie: il giudice Vittorio Pagani e il figlio Matteo, incarnazione del rapporto padre-figlio, archetipo della letteratura e della cinematografia di tutti i tempi. Nella grammatica del “legal drama” con cui ci misuriamo, ho deciso di innestare una vicinanza non solo emotiva ma anche fisica ai protagonisti, per condurre lo spettatore ad empatizzare con le vicende straordinarie con cui si confrontano Vittorio, Matteo e gli altri personaggi della serie. Altro obiettivo che mi sono prefissato è stato quello di descrivere, al di fuori dei soliti schemi, l’interazione della criminalità organizzata con il tessuto socioeconomico di una città come Milano (teatro del racconto), senza indugiare su una rappresentazione della violenza eccessivamente spettacolarizzata, ma cercando di insinuare nello spettatore un continuo e quasi subliminale senso di pericolo. Ho scelto, quindi, un linguaggio di ripresa asciutto e privo di virtuosismi: in primis con lo scopo di avvicinare gli spettatori alle vicende del protagonista (Stefano Accorsi) nella maniera più realistica possibile; in secondo luogo, per trascinarli in un vortice emotivo che stimolasse numerosi e inquietanti interrogativi sul confine tra il bene e il male, tra la giustizia e la violazione delle norme per necessità. Ma prima ancora di tutto ciò, ho introiettato le emozioni di un “uomo di legge” che è costretto a porsi una domanda inesorabile: cosa si è disposti a fare per proteggere un figlio dalla violenza cieca della vendetta? Alessandro Casale

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