Il cerchio della vita

Provo stupore e una forma di grande gratitudine quando una storia ha il potere di attirare il nostro interesse e quando abbiamo la convinzione di trovarci di fronte a un autore che riesce a stimolare, attraverso la sua narrazione, aspetti che ci caratterizzano in quanto uomini. Ed è ammirevole come il suo stile forte e la sua cifra personale trasformino le proprie sensazioni in una forza propulsiva per dare forma ad un romanzo. La saga familiare è un genere che prediligo perchè racconta la vita e le azioni di una famiglia dove si intrecciano relazioni e rapporti di persone che appartengono alla stessa famiglia e sono le storie in cui ritrovo sempre un pò di me stessa e storie che ci permettono, attraverso l’identificazione empatica dei sentimenti umani dei personaggi, di identificarci con il mondo sociale. Non c’è niente di più coinvolgente che scrivere un romanzo per dare voce ai sentimenti che la nostra mente ha assimilato negli anni con le sue vicissitudini di storia vera e sentire il desiderio di raccontarli attraverso le pagine di un libro. Se c’è un libro che mi commuove più di altri è la narrativa legata al tema della memoria e dei sentimenti, dove ogni momento che caratterizza l’esistenza di una persona, rende la narrazione interessante e pagina dopo pagina cattura la nostra attenzione nel leggere aspetti personali che suscitano emozioni intense, dove il desiderio di vederci svelato il finale ci incuriosisce in maniera considerevole. E’ la sensazione che mi lascia “Il Cerchio della Vita“, il romanzo della scrittrice Liliana Dosio che mi ha coinvolto emozionalmente. Narrato con semplicità nel rappresentare in maniera realistica i personaggi che muovono le vicende familiari, la trama racconta i sentimenti legati alla vita e ci trasmette importanti spunti di riflessione oltre che ci da’ modo di conoscere tratti distintivi e unici che ogni essere umano possiede. Un itinerario esistenziale dove sia l’entusiasmo che la passione si percepiscono in modo profondo.

Sinossi
Il cerchio della vita è un romanzo di lettura piacevole, scritto con grande emotività e sentimento; Silvia è la protagonista e, insieme a una bambina, Serena, rimembra tutta la sua vita, ripercorrendola tramite i ricordi. La vita di Silvia è arricchita da molti dettagli e particolari: sono momenti della sua infanzia e della sua vita, impreziositi da piccole cose e da immagini nitide. I colori delle stagioni, per esempio, intensi e che appaiono come reali a chi sta leggendo. I personaggi sono tutti descritti in modo molto accurato ed emerge il carattere fatto di emozioni. Il lettore trova un’analisi precisa di ciascuno, come fossero voci ben distinte; i genitori di Silvia hanno un ruolo molto importante nella storia, escono i loro modi litigiosi, si ripercorre tutto un passato doloroso per la protagonista, segnata da eventi familiari.In questo, emerge l’attaccamento al padre, la sua presenza costante nella vita e nei pensieri di Silvia. Lo stile è cristallino e pacato nei toni utilizzati, anche nei momenti tristi, con sfaccettature precise, caratteri introspettivi e forti che guardano molto all’interiorità dei personaggi. Le parole utilizzate rendono il testo scorrevole e ricco di toni poetici, apprezzati dal lettore. Silvia, alla fine del romanzo, è felice di aver ritrovato se stessa e così il cerchio si chiude, torna la sua serenità, da lei tanto desiderata. Un libro che affascina nella sua pacatezza e delicatezza di stile, semplice ma estremamente profondo, come l’animo umano.

Biografia / Liliana Dosio
Nata nel 1948 a Taranto e, dopo aver vissuto per circa 30 anni in Liguria, si è
trasferita nella provincia di Avellino, riuscendo a essere piu’ vicina alla sua patria spirituale: Napoli. Ha pubblicato nel 2012 “Le caldarroste” e, nel 2013, “La voce degli ulivi”. La creatività è il suo respiro.

Presentatrice, editore, esperta di turismo sociale. Ha collaborato con l'Assessorato all'Istruzione e Spettacolo della provincia di Avellino nell'organizzazione e nella presentazione delle attività relative agli spettacoli di musica classica e valorizzazione dell'immagine dei gruppi e dell'Ente stesso. In questo stesso ambito, ha favorito la conoscenza e l'immagine dell'Irpinia fuori dai confini provinciali e regionali. Ha rivestito l'incarico di Presidente di associazioni culturali no profit le cui finalità sono state quelle di favorire le comunicazioni sociali e individuare occasioni di sviluppo culturale, formativo ed economico del territorio. Speaker radiofonica, è stata Direttore dei Programmi di una nota emittente radiofonica. È stata, inoltre, Direttore Editoriale del quindicinale "Irpinia Insieme".