Si è conclusa ieri 14 maggio 2016 a Stoccolma la sessantunesima edizione del festival Eurovision Song Contest, l’evento che ha radunato 42 artisti provenienti da Stati europei e non: a sigillo della serata c’è stata la sorprendente vittoria di Jamala, trentaduenne ucraina che ha svettato con 534 punti finali conquistando il titolo di vincitrice dell’Eurovision 2016.

Si intitola “1944” il brano che ha portato l’artista alla vittoria, consentendole di scavalcare sia l’australiana Dami Im con la sua “Sound of Silence”, classificata seconda con 511 punti finali, sia il russo Sergej Lazarev, classificato terzo con “You are the only one” grazie a un punteggio di 361 voti.
Il trionfo made in Ucraina è stato tutt’altro che silenzioso: non sono mancate polemiche e chiacchiericci per la natura del pezzo, che – a differenza della molteplicità di brani in gara, decisamente leggeri e inclini ad un pop ballabile -, ha toccato temi impegnati e terreni delicati.
1944 tratta infatti il tema di una tragedia a sfondo politico: le deportazioni di massa dei Tatari di Crimea ordinate da Stalin, che costarono, tra l’altro, la perdita di una figlia per la bisnonna della cantante stessa.
L’edizione 2016 è stata dunque etichettata come fra le più “politiche degli ultimi anni”, scatenando obiezioni e critiche già in fase di selezione degli artisti; le autorità russe hanno infatti accusato gli organismi ucraini di adoperare il brano per «offendere la Russia» e «fare speculazione sulla tragedia dei Tatari, tentando di influenzare l’opinione europea dipingendo un quadro fasullo di presunte molestie subite dai Tatari in Crimea». A queste accuse ha risposto l’European Broadcasting Union, che con un tweet del 9 marzo 2016 aveva affermato che «né il testo, né il titolo della canzone contengono alcuna propaganda politica e non infrangono il regolamento dell’Eurovision Song Contest, pertanto il brano è autorizzato a rimanere in gara».
1944 è stata inoltre la prima canzone parzialmente in lingua tatara a ricevere una premiazione di tale portata; fra gli altri brani bilingue spiccano J’ai cherché del francese Amir, Loin d’ici dell’austriaca Zoe ed ovviamente No Degree of Separation, l’adattamento del successo sanremese di Francesca Michielin, purtroppo non rientrata nella rosa dei primi classificati e piazzatasi al sedicesimo posto della classifica svedese.

Di seguito la classifica completa dell’edizione 2016:
-
Ucraina, Jamala – 1944
-
Australia, Dami Im – Sound of Silence
-
Russia, Sergej Lazarev – You Are the Only One
-
Bulgaria, Poli Genova – If Love Was a Crime
-
Svezia, Frans – If I Were Sorry
-
Francia, Amir – J’ai cherché
-
Armenia, Iveta Mukuchyan – LoveWave
-
Polonia, Michał Szpak – Color of Your Life
-
Lituania, Donny Montell – I’ve Been Waiting for This Night
-
Belgio, Laura Tesoro – What’s the Pressure
-
Paesi Bassi, Douwe Bob – Slow Down
-
Malta, Ira Losco – Walk on Water
-
Austria, Zoë – Loin d’ici
-
Israele, Hovi Star – Made of Stars
-
Lettonia, Justs – Heartbeat
-
Italia, Francesca Michielin – No Degree of Separation
-
Azerbaigian, Samra – Miracle
-
Serbia, Sanja Vučić ZAA – Goodbye (Shelter)
-
Ungheria, Freddie – Pioneer
-
Georgia, Kocharov & Young Georgian Lolitaz – Midnight Gold
-
Cipro, Minus One – Alter Ego
-
Spagna, Barei – Say Yay!
-
Croazia, Nina Kraljić – Lighthouse
-
Regno Unito, Joe & Jake – You’re Not Alone
-
Repubblica Ceca, Gabriela Gunčíková – I Stand
-
Germania, Jamie-Lee Kriewitz – Ghost
L’ospite d’onore della serata è stato Justin Timberlake, che in occasione dell’apertura delle votazioni si è esibito presentando in anteprima assoluta “Can’t stop the feeling”, il nuovo singolo scritto assieme a Shellback e Max Martin.