Sabato 19 marzo, presso l’auditorium sant’Alfonso di Pagani, la rassegna Pagani Teatro Festival, organizzata da Alfonso Giannattasio, si impreziosisce con il Faust di Goethe, spettacolo messo in scena dalla compagnia Streben Teatro, con la regia di Sebastiano Boschiero.
Faust di J.W. Goethe è un poema drammatico dai mille volti e dalle molteplici interpretazioni. Faust è visto come rappresentante del genere umano che arrivato sulla soglia del baratro, ritrova la fiducia in se stesso e decide di impiegare il suo “nuovo” tempo alla ricerca della propria identità e del segreto della vita.
Il dott. Faust ritiene di aver sprecato la sua vita passata a studiare tutto quello che appagava la sua sete di conoscenza e si tormenta per non aver trovato il senso dell’esistenza umana.
Ormai vecchio e confinato all’interno del suo studio, nel punto di compiere un gesto estremo, decide di stringere un patto con Mefistofele apparso improvvisamente, scambiando la sua anima con la ricerca della felicità e della conoscenza più profonda.
Faust inizia così un lungo viaggio, dove incontra e si innamora di Margherita, una donna pura e casta che dopo aver conosciuto e amato Faust, vedrà la sua vita cambiare tragicamente.
Ingannato da Mefistofele (il quale lo porta ad abbandonare Margherita) Faust persegue il suo cammino per il mondo alla continua ricerca di se stesso e del senso della vita.
L’opera è composta da venticinque scene divise in due atti, in cui dodici attori rappresentano molteplici personaggi.
La riduzione teatrale, voluta da Sebastiano Boschiero, è stata compiuta a fronte delle nove ore di opera originale e ha voluto quindi mettere in risalto l’aspetto determinato e sognatore di Faust.
Lo stile industrial-steampunk dello spettacolo, che utilizza elementi quali pelle, legno e acciaio, pone l’accento sull’aspetto materiale e miserabile dell’essere umano dal quale Faust cerca di fuggire.
La scenografia stessa è stata volutamente resa scarna e astratta al fine di permettere al pubblico di immaginare il mondo che viene rappresentato, direttamente con i suoi occhi; ed infatti è stato proprio il Direttore Artistico ad iniziare lo spettacolo e a sottolineare al pubblico… e voi, passate i vostri occhi su questa scena e muoveteli con essa dal più alto del cielo sino al unto più profondo dell’inferno.