Piume di carta

Piume di carta (EtaBeta Edizioni) è una raccolta di poesie che fa riflettere, che si interroga sui grandi valori ma, al tempo stesso, infonde un profondo senso di pace. Arriva dopo il successo di Il Tempo sospeso, l’esordio letterario dell’Artista Lorenzo Basile.

Ieri, sabato 9 aprile, alla Vigilia di una Domenica delle Palme difficile e non serena per il mondo intero, è stata presentato il secondo libro di Lorenzo Basile.

Location? L’accogliente e bellissimo Spazio Amore Mio, finemente gestito dalle tre sorelle Corrado Mancino: Rosa, Assunta e Federica. Un pubblico folto ed interessato per una serata dai toni emozionali ed emozionanti. Toni ben scanditi dagli occhi lucidi dell’autore: Basile, noto ed apprezzato pittore e poeta, ci ha regalato un pezzettino del suo grande cuore con un intervento affascinante e ben calibrato che ha ammaliato tutti i presenti. A moderare magistralmente la serata, la Giornalista Viridiana Myriam Salerno, Direttrice di MediaVox Magazine. L’Avv. Salerno ha dipinto il libro di Basile mettendone in luce tutte le sfumature più ancestrali: È un libro – ella ci ha raccontato – che si guarda dentro per poi porsi dal punto di vista dell’Altro. Puntuale e molto interessante l’intervento di Vincenzo Salerno, Professore dell’Università degli Studi di Salerno, che ha ripreso tutti i concetti espressi nella sua prefazione pubblicata in Piume di carta. Ad impreziosire la serata: il musicista Matteo Ferrentino che ha scelto ed eseguito tre splendidi brani musicali; una delle tre padrone di casa, Assunta Corrado Mancino, che ha deliziato i presenti con la lettura di tre toccanti poesie di Lorenzo Basile.

Una di quelle serate, belle, che fanno bene al cuore.

Per delineare meglio l’anima di Piume di carta, pubblichiamo di seguito l’introduzione della Dottoressa e critico d’arte Valentina Basile che ha curato l’editing e ha realizzato la copertina del volume 👇

Un gatto che russa sul letto, lo scarafaggio che si nasconde in un buco del muro, i girasoli che si risvegliano al sorgere del sole, l’orologio che scandisce il tempo, le gocce di pioggia alla finestra, l’aria spenta, il fiore che appassisce, i sussurri degli amanti. C’è un mondo di immagini e sensi che fa capolino dai versi di Lorenzo Basile, ricordi mai vissuti che ci sembrano così familiari da sembrar veri e nostri e intimi. Il cambiare delle stagioni, l’immobilità di una casa vuota, un odore che riconosciamo tra un verso e l’altro e una mano tesa che ci porta a spasso. Allora entriamo in questo tempo lento in cui i sensi sono amplificati e l’occhio è in grado di non farsi sfuggire preziosi, “inutili” dettagli. Qui tutto è degno di esser lasciato all’immortalità della memoria. E’ così che ci si salva dal grigiore della vita, simile a una festa già finita. Assaporando la luce che ogni singola, piccola cosa può dare, se le si passa accanto senza ignorarla, se le si dà spazio, se ci si sofferma abbastanza da lasciare che abbia un impatto su di noi, sulla nostra giornata, sulla nostra vita. Sono queste le sensazioni che si provano leggendo i versi di Lorenzo Basile. Entrando nella sua bolla, fatta di riflessività ascetica e meditazione profonda; quella di un uomo che si fa trasparente e si lascia attraversare dalla vita e dal mondo e, come acqua, riflette poi ciò che ha visto e sentito, ma trasmutato, personalizzato, liricamente concepito. “La vita è una piuma di carta nel vento”.
Ecco i versi che danno voce al titolo. Ecco il senso di questo viaggiare. La vita travolge, ci acchiappa e ci sballottola in giro. Siamo carta fragile, in balia del vento. Ma siamo anche piume e le piume, in genere, sono degli uccelli che sanno volare. E allora Lorenzo Basile vola, un po’ si lascia trasportare, un po’ viaggia controcorrente, moderno Icaro che affronta il cielo e cerca di non bruciare le sue ali al sole. Del resto, se la cera delle originali mitologiche ali poteva sciogliersi, anche la carta qui citata è infiammabile.
D’altronde, sono anche le difficoltà della vita che Basile ci racconta. Insiste sugli “scarti della gente”, sulla neve che insidia la casa, la pioggia che disfa l’incanto, sulle ali che si arenano, sulle anime stanche e le rughe che rigano il volto.
Ma il cuore che ama non si consuma”.
Ed è questo il messaggio che Basile vuol lasciare. L’amare sempre, nonostante tutto. Il donarsi agli altri che a sua volta diventa dono per se stessi. Il non lasciarsi abbindolare dallo scorrere frenetico del tempo, ma crearsi il proprio piccolo spazio dove il dolore passa, sì ( non sarebbe giusto lasciarlo totalmente fuori), ma non resta mai a lungo e, soprattutto, non l’ha mai vinta, perché panta rei, tutto scorre e, davanti a quel fiume chiamato vita, non bisogna mai tirarsi indietro.
Valentina Basile

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Raffaele Di Matteo, dopo la Maturità classica, consegue la Laurea quadriennale in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Salerno, discutendo la Tesi in Istituzioni di Diritto Pubblico, dal titolo “Diritto dell’informazione radio-televisiva e nuove tecnologie”. È Avvocato Cassazionista. Coltiva, fin dall'adolescenza, la sua passione per la scrittura e per il giornalismo. Viene accreditato ad importanti ed internazionali Eventi come, ad esempio, il Festival di Sanremo, l'Ischia Film Festival, il Taormina Film Fest e l'Italian Movie Award. E' Presidente dell'Associazione culturale "Mediavox" dal 2012 e Direttore editoriale della Testata Web "MediaVox Magazine" dal 2015.