NELLE PIEGHE DELL’ANIMA DI MINO SFERRA, REGISTA E NARRATORE DELLO SPETTACOLO TEATRALE “SE ASCOLTATO, IL CUORE CURA SEMPRE”

Speciale "Se ascoltato, il Cuore cura Sempre" / Michele Cioffi è Ambasciatore della Cultura per MediaVox Magazine

Artista a tutto tondo, Mino Sferra con passione e caparbietà porta avanti la sua idea sul ruolo del teatro come strumento per indagare nelle pieghe dell’anima.

Attore e regista teatrale di indiscusso talento ma anche Docente di dizione e di public speaking presso l’Università LUISS di Roma. Nel 1982 viene premiato dall’Harmony Club di Roma per la sua interpretazione dell’Amleto di Shakespeare al Teatro Orione. Dal 1983-1987 si trasferisce a New York per perfezionarsi tecnicamente, frequentando l’Actors Studio e l’Herbert Berghoff Studio. Forma la “The Sferra Theater Company”, compagnia teatrale bilingue, portando al successo due commedie Off Broadway di Pirandello. Interpreta, dirige e adatta una serie di Atti Unici per la RAI-USA. A conferma della sua grande rilevanza nel mondo teatrale italiano, dal 1992 diventa Direttore Artistico della scuola di Teatro MENANDRO di Roma. Successivamente Inoltre, ha vinto il Premio Internazionale per la Regia teatrale di “Cecità” di Mario Fratti. E’ Eugene in “Amanti” di Mario Fratti diretto da Mino Sferra, è Elia in “Processo a Gesù” di Diego Fabbri, diretto da Tonino Calenzo. Ha vinto il Premio Internazionale Radici come migliore attore. È docente di public speaking presso l’Università LUISS Management di Roma. Ha vinto il Premio Internazionale Magna Grecia 2018 come migliore attore protagonista nel docu-film “Terra bruciata”. È docente di teatro e drammaturgia presso l’Università LUMSA di Roma.

Mino Sferra ha curato la regia dello spettacolo teatrale “Se ascoltato, il Cuore cura Sempre”

Mediavox Magazine ha intervistato Mino Sferra che si è raccontato ai Lettori con parole profonde ed appassionanti….

L’INTERVISTA

Ci parli del suo percorso artistico… Il mio percorso artistico coincide con la mia vita e insieme ai miei affetti più cari rappresentati da mia moglie e i miei figli, costituisce quel battito che mantiene acceso il mio Cuore. E’ cominciato nel lontano 1979 dopo essermi diplomato in recitazione e regia presso l’Accademia d’Arte Drammatica Pietro Scharoff di Roma e proseguito poi nei successivi anni con la specializzazione presso l’Actor’s Studio di New York e la laurea in Lettere Moderne con una tesi sul teatro Italo-Americano. Sono oltre 40 anni dunque che scorre nelle mie vene la passione per il Teatro, per il Cinema e per l’insegnamento poiché da anni sono il Direttore Artistico e insegnante di dizione, ortofonia, psicotecnica e recitazione della Scuola di Teatro Menandro. Insegnare alle nuove generazioni è qualcosa che rende immortale il nostro bagaglio di esperienza, ed è per questo che cerco di trasferire loro la passione per questa nobilissima arte rappresentata dal Teatro, che può essere vissuta appieno solo attraverso i sacrifici, l’abnegazione e lo studio.

Come è nata l’idea del progetto teatrale “Se ascoltato, il Cuore cura Sempre”? Un pomeriggio come tanti di fine Marzo, contrassegnato dai consueti molteplici impegni, squilla il cellulare, dall’altra parte a parlare è Francesco Fiumarella che è il Direttore e Autore del Premio Internazionale Vincenzo Crocitti oltre che un mio caro amico; “Mino, ho uno scrittore emergente insignito nel 2021 del Premio Crocitti che sta lavorando su uno spettacolo teatrale tratto dal suo libro”, si chiama Michele Cioffi e credimi oltre ad essere un bravo scrittore è soprattutto un Uomo dotato di un’umanità e profondità fuori dal comune. E’ così che insieme a mia moglie, dopo aver stabilito il contatto con Michele siamo andati a Nettuno il primo sabato utile, prima a conoscere papà Salvatore, non vedente, al quale Michele ha dedicato l’intera vita, e poi lo splendido gruppo di lavoro artistico che in questi mesi si era formato. E’ stato come un sentirsi a casa, oltre alla grande professionalità riscontrata in tutti gli artisti coinvolti, dagli Archetipo Ensemble, alla coreografa e interprete solista Simona Retrosi, alla danzatrice Carmela Di Toro e le splendide ragazze del corpo di ballo, si è creata quell’alchimia, non sempre facile da trovare nell’ambiente dello spettacolo, che mi ha portato nelle settimane successive ad attendere con grande energia le prove e il grande lavoro che tutti insieme abbiamo fatto.

Qual è il criterio in base a cui sceglie di rappresentare proprio quella determinata sceneggiatura? E soprattutto ci dica il motivo per cui ha scelto di rappresentare “Se ascoltato, il Cuore cura Sempre” L’esperienza accumulata in tutti questi anni, ha accresciuto in me l’idea di voler rappresentare o far parte, solo di progetti che innanzitutto devono essere ben scritti, la sceneggiatura di uno spettacolo è fondamentale per fare in modo che le mie idee da regista possano essere espresse nel modo più completo. Ma una sceneggiatura ben scritta che non trasferisce emozioni darebbe comunque vita a qualcosa di asettico, dunque una buona scrittura deve essere accompagnata dalle emozioni che solo un cuore puro può generare. Tutto questo l’ho riscontrato in questa opera di Michele, il suo progetto, la sua scrittura così profonda e così penetrante nei cuori delle persone, mi ha commosso. Ho sposato per intero questo progetto, perché è proprio vero che la vita ci pone davanti insidie sempre pronte a farci cadere, ma poi il Sole torna sempre a splendere se non smettiamo mai di combattere e far prevalere i buoni sentimenti. Con Michele, si è creato un rapporto bellissimo, sento il suo rispetto e il suo affetto incondizionato, la sua voglia di imparare, di mettersi sempre in gioco, e questo mi ha spinto a firmare la Regia di questo spettacolo che cercheremo di portare nei teatri di tutta Italia.
Che cosa le piacerebbe restasse agli spettatori dopo la visione di questa rappresentazione teatrale?
Il profondo inno alla vita che pervade tutta l’opera, soprattutto in un momento storico come questo dove non siamo ancora del tutto usciti dalla Pandemia, e dove i venti di guerra soffiano purtroppo forti e irruenti nelle nostre vite. Trasferire loro emozioni pure, sono fermamente convinto che questo sia uno spettacolo che possa lenire ferite e donare un sorriso al cuore di chi lo vivrà intensamente.

Quali sono gli stratagemmi che ha utilizzato per dirigere questo spettacolo teatrale e riuscire ad arrivare allo spettatore in termini emotivi? I trucchi del mestiere li ho accompagnati alla passione che mi hanno trasmesso tutte le componenti artistiche coinvolte, per me è molto importante l’utilizzo delle luci, di alcuni effetti che possano intensificare un’emozione. Poi abbiamo pensato ad un finale che è una sorpresa ma del quale non posso svelarvi nulla!! Ma la cosa più importante ripeto, è il clima di lavoro e di complicità che si è creato durante le prove, quando hai quella sensazione che non vorresti che finissero mai, allora significa davvero che sei nel posto giusto con le persone giuste.

Oltre ad essere il regista di questa rappresentazione teatrale, lei è anche il Narratore. Ci parli del suo ruolo. Quando ho conosciuto Michele, ho voluto subito ascoltare di cosa avesse bisogno per questa rappresentazione, e da subito ha manifestato il suo desiderio di avere sul palco la mia presenza come narratore insieme a lui stesso che nella fattispecie sarà “La Coscienza”. Ho apprezzato tantissimo questa richiesta, perché la bontà della sua sceneggiatura mi ha permesso anche solo durante le prove, di sentire sulla pelle forti emozioni. Faremo insieme davvero un viaggio meraviglioso attraverso quelli che sono i sentimenti, a volte anche contrastanti, dell’animo umano.

Secondo lei, il teatro può guarire dalle ferite dell’anima? Il Teatro è vita, è lo è come tutte le altre forme d’arte, con alcune peculiarità che lo contraddistinguono e che sicuramente possono aiutare a lenire le ferite dell’Anima. Intanto la presa diretta, su un palco non sono ammessi errori che possano essere mascherati, non c’è replica di movimento e battuta. Questo aiuta l’attore a superare molto spesso anche le proprie insicurezze, quelle paure a volte trasparenti che però sanno intossicarci l’Anima. Dunque, assolutamente il Teatro può guarire le ferite dell’anima, e quello che ho voluto tirare fuori da questa rappresentazione che volutamente abbraccia tutte le arti espressive, è proprio che si può rinascere dai propri sbagli o dai torti subiti, lo si può fare in modo ancora più forte ma solo seguendo le ragioni del proprio Cuore.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".