“Si ma… il lavoro vero?” La storia di Claudio e Diana in un libro

Si ma… il lavoro vero? Storia di chi si è svegliato per realizzare il suo sogno” è un libro che celebra l’amore, la musica, i sogni realizzati e quelli ancora da realizzare. Abbiamo intervistato gli autori: i musicisti Claudio e Diana.

Come due moderni Sandra e Raimondo, anche Claudio De Bartolomeis e Diana Ronca sono una coppia nella vita e nel lavoro. Da ben 35 anni calcano i palchi più esclusivi, portando in giro per l’Italia e nel mondo la loro musica, un collante potentissimo che li tiene uniti da 39 anni.
Hanno vinto tantissimi premi prestigiosi e, lo scorso anno, l’A.I.M Argentina li ha riconosciuti Ambasciatori della Posteggia Napoletana nel mondo.


Da pochi giorni hanno raggiunto altri due importanti traguardi: a Pesaro, Claudio e Diana sono stati riconosciuti “Ambasciatori di Pace”, per il loro impegno nel sociale attraverso la musica; infine hanno ritirato anche il prestigioso “Premio Candelaio”, ispirato al libero pensiero di Giordano Bruno.

Ora, però, festeggiano l’uscita di un nuovo libro: “Si ma…il lavoro vero? Storia di chi si è svegliato per realizzare il suo sogno” è stato ufficialmente presentato l’11 maggio, nella Sala del Gonfalone del Comune di Mercato San Severino (SA).

“Si ma… il lavoro vero?” è un racconto fresco e attualissimo, nel quale gli aneddoti di una vita insieme si sommano alle soddisfazioni e ai sogni realizzati con il duro lavoro. Claudio e Diana si raccontano con semplicità, condividendo con i lettori la strada che ha reso loro possibile vivere di musica, cosa (per tantissimi) impossibile da attuare da soli, senza agenzie e impresari.
L’ossessione odierna per il posto fisso viene scalzata dalla determinazione di due sognatori, che hanno saputo inventarsi un lavoro e costruire una famiglia con tenacia e caparbietà, facendo di una passione un lavoro; o meglio: del lavoro una travolgente passione, citando le parole di Catena Fiorello, che ne ha firmato la prefazione.

Tra desideri realizzati e tanti altri da realizzare, Claudio e Diana raccontano come hanno fatto a coronare il loro sogno, vivere di musica, remando in direzione opposta e contraria a quanti hanno sempre nutrito dei pregiudizi nei confronti di un lavoro bellissimo, ma ritenuto ancora oggi un semplice hobby. In barba a chi è ancora convinto che il posto fisso sia ancora la massima aspirazione di vita, Claudio e Diana affermano a gran voce che i sogni non sono soltanto dei desideri, ma il sale della vita. MediaVox Magazine li ha intervistati.

L’INTERVISTA

Nel vostro libro emerge chiaro il desiderio di infondere coraggio in tutte le persone che hanno sogni fuori dal comune. Voi siete riusciti a costruire una famiglia con il vostro lavoro, anche senza l’agognato posto fisso: oggi è ancora possibile? E’ sempre possibile, per fortuna. Per noi era, ed è importante, vivere facendo ciò che amiamo, non ciò che è più comodo e sicuro. Questo, però, avendo sempre i piedi ben saldi a terra, con la consapevolezza che l’impegno, il sacrificio, la dedizione, devono essere raddoppiate. E’ sicuramente una strada più difficile, in salita, ma la soddisfazione di raggiungere questo obiettivo ripaga di tutto.

Quando una coppia condivide l’amore e il lavoro per così tanto tempo, tutti sono interessati a conoscere i segreti per mantenere solido il rapporto. Io, invece, vorrei chiedervi: come fate (e come avete fatto) a superare le difficoltà? Nei momenti felici, quando tutto va bene, quando il cielo è sereno, è molto più semplice vivere insieme. Hai perfettamente ragione: il vero amore, si misura quando ci sono le difficoltà. Noi preferiamo parlare di “Bene”, il vero Bene, perché quello non passa mai. Nel nostro caso, quando ci sono state difficoltà, momenti bui, problemi seri, abbiamo avuto la capacità di non abbatterci mai insieme. Senza dirci che avevamo paura o che eravamo preoccupati: se Claudio era triste, Diana lo rassicurava; se Diana si abbatteva, Claudio le diceva di pensare ai momenti belli che sarebbero tornati. E questa è una fortuna davvero grande: non cedere quando si vede l’altro in difficoltà!

Secondo voi, quali sono i punti di forza di Claudio e Diana? Uno dei punti di forza è sicuramente farsi coraggio a vicenda, quando occorre. Un altro è il fatto che siamo due persone molto solari, ridiamo molto insieme, ci piace prenderci in giro. Per questa nostra caratteristica, molti, lusingandoci immensamente, ci paragonano a Sandra e Raimondo e, sulla scorta di questo, abbiamo dato vita a una sit comedy con episodi da circa un minuto, attraverso la quale condividiamo le serate più particolari che facciamo, le ospitate televisive, gli auguri per le grandi festività. E poi la passione smisurata per la musica: quello è un collante fortissimo che non ci fa pensare a giorni di festa, pomeriggio, mattina presto, sera tardi: il nostro lavoro è priorità per noi, una piacevole priorità.

“Se puoi sognare, puoi farlo” è un po’ il fil rouge di questo vostro esordio letterario, nel quale raccontate una tecnica infallibile con la quale avete esaudito tutti i vostri desideri. Ce la spiegate nel dettaglio? È proprio così, se puoi sognarlo puoi farlo. La nostra tecnica è sempre stata questa: se vuoi veramente una cosa, la devi vedere, toccare, assaporare con gli occhi e il cuore. Per esempio, quando abbiamo iniziato a suonare, 35 anni fa, il sogno di tutti gli artisti, era salire sul palco del Maurizio Costanzo Show, e ovviamente quello era anche il nostro. Allora, un giorno siamo andati al Parioli, ci siamo seduti in platea, abbiamo visto due puntate e ci siamo detti: un giorno saremo su quel palco! E così è stato. La stessa tecnica adottata per la casa: da giovani squattrinati, andavamo a vedere non semplici appartamenti, ma ville da acquistare mentre sognavamo la nostra villa!

Nel libro tu, Diana, racconti di essere riuscita a ricevere persino una mail da Buckingham Palace in occasione dei 60 anni di reggenza della regina Elisabetta. Qual è il sogno più grande che vi piacerebbe realizzare in futuro? Un sogno è troppo poco! Ne abbiamo tantissimi altri da realizzare, ma se dovessimo dire il più grande, quello a cui non rinunceremo mai, è sicuramente continuare a fare ciò che stiamo facendo: questo è il più grande dei sogni che abbiamo realizzato, regalarci esattamente la vita che avremmo voluto vivere.

Durante la pandemia, gli artisti sono stati i più colpiti dalle restrizioni anti-covid. Come avete superato quel momento? E oggi, quale futuro prospettate per la musica? Quando c’è stato il primo lockdown, come tanti, abbiamo pensato che la cosa si sarebbe risolta in qualche giorno, mai avremmo immaginato ciò che sarebbe accaduto. Da subito, il lunedì successivo, abbiamo iniziato una serie di dirette per invitare le persone a stare a casa, tenerci compagnia, raccontarci, cantare. Ed è nata naturalmente, una richiesta di serenate online, servizio che abbiamo iniziato a fornire: ci chiamavano per un compleanno, una sorpresa, un’ occasione particolare, e noi, con i mezzi a disposizione, via Skype, Messanger, ecc… dedicavamo serenate. E così è stato anche per il nostro spettacolo “Ultimi romantici” che, grazie al web, abbiamo portato anche in Brasile e in Argentina. Oggi bisogna avere molta pazienza, ricostruire pian piano ciò che era prima, non scoraggiarsi, perché la musica è una colonna nella nostra vita e nella vita di tutti. Un “Mestiere” che non può morire: del resto, una vita senza l’Arte, senza la Musica, sarebbe impensabile, non sarebbe vita.

Cosa rispondereste adesso a chi vi dice: “Si, ma… il lavoro vero?” Forse non si dovrebbe perdere neanche tempo a rispondere a chi non considera la musica, o l’Arte in genere un lavoro “non serio”, di serie B. Ma una risposta gliela diamo: non cambieremmo il nostro lavoro con null’altro al mondo, perché l’emozione che riceviamo da chi ci ascolta, le parole di gratitudine, gli occhi lucidi, hanno un valore inestimabile, che non baratteremmo con nient’altro.

Quale messaggio vi piacerebbe dare ai giovani che non hanno ancora trovato la loro strada, o a tutti quelli che sono alla ricerca del lavoro dei sogni ma si auto-costringono a farne uno, solo per tirare avanti? Quando si è sicuri di avere un talento vero, una passione fortissima, una fiamma ardente, non bisogna sprecare la propria vita solo per paura o per insicurezza. I giovani, proprio perché tali, hanno una prateria infinita davanti a sé di occasioni meravigliose da cogliere. Un talento sprecato è una vera sciagura, una cosa che bisogna evitare assolutamente, perché poi, sicuramente, accontentandosi di un lavoro diverso da ciò che si vorrebbe, si rischia di vivere una vita infelice, fatta di frustrazioni. Noi non abbiamo mai, neanche un giorno in questi 35 anni, detto: “Vorrei andare in vacanza”. Auguriamo a tutti di fare un lavoro grazie al quale sentirsi in vacanza tutta la vita!

www.claudioediana.it

BIOGRAFIA / Claudio De Bartolomeis è chitarrista, percussionista e corista.
Diana Ronca è cantante, pianista e tastierista.
Nel 1987 iniziano la loro carriera professionale, entrando a far parte del gruppo musicale supporter di Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. Nel 1992 danno il via alla loro prima tournée in Germania. Nel corso del decennio si trovano diverse volte a condividere il palcoscenico con Rita Forte, Vittorio Marsiglia e Fred Bongusto. Nel 1998 affiancano all’ormai consolidato repertorio italiano, un genere musicale di cui presto diventeranno grandi fautori: il classico napoletano. La coppia trova nelle proprie radici risposte che chilometri di distanza non sono riusciti a dare, iniziando studi e ricerche sull’originale repertorio partenopeo che ancora li anima. La “Posteggia Napoletana” di Claudio e Diana riesce in poco tempo ad esportare i classici napoletani, inseriti in un repertorio estremamente ricercato e raffinato, nelle location più prestigiose in Italia e all’estero.
Nel 2005 pubblicano il primo CD ufficiale di brani inediti di propria composizione: “Il colore dei sogni”.
Dal 2010 sono più volte ospiti in radio, Rai e non solo: da “Pomeriggio sul 2” a “Bontà Loro” di Maurizio Costanzo, da “La vita in diretta” al “Tg2 Costume e Società” a La7 con Pino Strabioli e Gianfranco Vissani. Negli anni si dividono tra spettacoli teatrali, partecipazione a eventi culturali di grande rilievo, registrazioni di canzoni e videoclip, oltre a importanti collaborazioni musicali con grandi nomi della musica, tra i quali Tony Esposito, Joe Amoruso, Aldo Vigorito, Francesco Citera e tanti altri.
Nel 2018 esce la loro biografia “Ultimi romantici”, scritta dal giornalista Luigi Coppola, con la prefazione di Tony Esposito.

Il libro sarà presentato anche a Casa Sanremo Writers 2023

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Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.