Ciascuno dei giorni passati è rimasto depositato in noi come in un’immensa biblioteca, dove tra i libri più antichi c’è sempre un esemplare di cui nessuno, molto probabilmente, farà richiesta. [Marcel Proust]
Nell’ambito della rassegna Avellino letteraria (raccontare la storia e fare cultura), sabato 28 maggio, alle ore 18.00 presso Villa Amendola (Av), sarà presentato il romanzo “Ma l’amore no” di Mirella Napodano, scrittrice e Dirigente scolastica. La rassegna promuove una serie di incontri alla scoperta delle nostre radici tra personaggi del nostro territorio. Immaginare paesaggi, persone, relazioni, stati d’animo è un esercizio della mente che attraverso il libro ha anche un grande potere: quello di far sognare. Sono felice di portare all’attenzione dei lettori questo romanzo perché sono una convinta sostenitrice che per comprendere le nostre radici il senso stesso della propria identità, sia necessario conoscere la storia di quanti si muovono nel nostro universo culturale. Se pensiamo che proprio i grandi temi del nostro tempo vengono affrontati partendo dalle storie comuni il discorso torna. Così l’importanza del diario memoralistico, l’autobiografia, scritta da chi decide di rievocare le fasi vissute di storie vere. E’ un romanzo epistolare “Ma l’amore no”, una scrittura di passione, nutrita di un vissuto, rivisitata in scansioni incisive, direi la dimensione autentica di noi stessi, la nostra libertà interiore, le emozioni da cui un’educazione logico-cognitiva ci ha allontanato e sempre è in grado di farci riflettere sull’importanza dell’intelligenza emotiva che resta la più significativa nella vita.
SinossiRicordare significa entrare con rispetto nella propria vita, con la consapevolezza che nulla può essere più spostato perché è avvenuto per sempre. Quando si riordina il cassetto dei ricordi, si accredita il proprio passato. Perciò il pensiero autobiografico è sempre una riconciliazione con ciò che siamo stati; serve a far pace con le proprie memorie e nasce nel momento in cui siamo disposti ad usare la pazienza per rovistare nei nostri ricordi. Non si tratta di pretendere un inverosimile ritorno al passato, né di rimpiangerlo, ma di prendere atto che ogni persona costituisce un archivio prezioso e insostituibile di dati esistenziali filtrati attraverso la sua identità, che sono la sedimentazione di un’irripetibile esperienza. Un sogno è la vita: un viaggio onirico in cui cerchiamo e lasciamo tracce di noi e degli altri. Talvolta le tracce sono più visibili e strutturate ( o almeno così ci appaiono); altre volte sono criptiche, difficili da codificare. Ma esistono e seguono il loro destino senza di noi, o meglio,a nostra insaputa. La miglior cosa che possiamo augurarci è di avere consapevolezza del valore delle tracce che lasciamo intorno a noi o che ci investono senza preavviso. Di certo, ciò che è stato poteva forse compiersi altrimenti; la storia avrebbe potuto conoscere altri finali, ma – comunque sia- ora quella storia è ciò che è. E si tratta di cercare di amarla, poiché la nostra storia di vita è il primo e ultimo amore che ci è dato in sorte.
Biografia / Mirella Napodano
Gia’ Dirigente scolastica, attualmente è impegnata nella e diffusione delle pratiche di Filosofia dialogica. Ha ideato e sperimentato il metodo Creature variopinte, con cui conduce laboratori di Filosofia della cittadinanza nelle scuole e nelle carceri, sedute di Filosofia civile e Cafè Philo. E’ socio fondatore e past President dell’Associazione Amica Sofia. E’ autrice di svariati articoli e saggi, tra cui: Philosophy for Children (Napoli 2004); Creature variopinte ( Roma 2004); Per un’educazione al dialogo ( Avellino 2004); Socrate in classe ( Perugia 2008); Logos e Melos- Filosofia e musica come linguaggi della mente (Avellino2010); Un mondo di Creature Variopinte (Bologna2016). Con il romanzo “ Ma l’amore no, è alla sua prima esperienza di scrittura narrativa.
