I like Latine loqui
E’ stato pubblicato dal Liceo “T. L. Caro” di Sarno il volume I like Latine loqui, una proposta coraggiosa e lungimirante.
Una vera rivoluzione didattica
Il volume è il frutto del lavoro dei Proff. Anna Albero, Rosalba Ascolese, Anna Calabrese, Anna Cristina Crescenzi, Paola De Vivo, Giuseppina Di Filippo, Maria Di Florio, Elsa Franco, Gaetana Leo, Anna Loreto, Eliana Planzo, Franco Salerno (curatore del volume) e Teresa Squitieri svolto insieme ai loro studenti. Prefazione del Dirigente Scolastico Prof. Giuseppe Vastola. Postfazione del Prof. Dario Ianneci.
Obiettivo: far nascere il piacere di studiare la lingua latina. Scrivendo scenette di vita quotidiana e recensioni cinematografiche, riscrivendo passi della “Divina Commedia”, disegnando vignette, traducendo proverbi e canzoni napoletane, redigendo articoli di cronaca e di sport. Il tutto rigorosamente in latino.
La Presentazione del volume si è svolta martedì 17 maggio nell’Aula Magna del Liceo Classico “T.L.Caro” di Sarno, alla presenza di un folto e qualificato pubblicato, che ha partecipato con grandissimo interesse alle performance (o, meglio, ai ludi scaenici degli studenti, tutti bravissimi). In prima fila il Provveditore agli studi di Salerno, il Dott. Renato Pagliara, che ha apprezzato moltissimo l’originalità del volume e della serata. Profondamente gradita anche l’iniziativa di “Mon sport – Sarno” di realizzare e donare alcune t-shirt recanti il logo della copertina del libro che è stata curata da MediaVox Magazine.
Scoprire il piacere di studiare il Latino
I like Latine loqui è il secondo volume della “Biblioteca di Lyceum” (Ed. Buonaiuto). Con questo libro i docenti di Latino del Liceo “T. L. Caro” hanno accettato la sfida che viene dal mondo contemporaneo ed ognuno a proprio modo ha cercato di rendere attuale, interessante e piacevole la lezione di questa disciplina. Tutti gli strumenti e i percorsi sono stati messi in campo: l’informatica, il disegno, il calcio, la comunicazione giornalistica, le canzoni e i proverbi napoletani, la recensione cinematografica, la riscrittura creativa. Il rapporto con l’Inglese, addirittura. Con quella lingua, cioè, che ha mutuato dal Latino la sua vocazione di lingua-guida su scala planetaria.
Di qui anche il titolo di questo volume, un esempio di linguaggio della contaminazione, portato in auge proprio dalla satura latina e dai social media (anche media è un vocabolo latino). Scopo di questa iniziativa è, pertanto, quello di costituire un gruppo di insegnanti che attraverso un lavoro comune si scambino esperienze metodologiche ed applicative. Tutto ciò nel quadro di un aggiornamento scientifico e didattico che ponga al centro dell’attenzione l’insegnamento vero, quello che poggia sul testo e non sulle opinioni altrui.
Con le diverse modalità di approccio, s’intende fornire a ciascun alunno delle vie di accesso personalizzate al testo. Per realizzare tale progetto, il primo suggerimento è quello di leggere il testo letterario, per il semplice piacere di leggere, un’abitudine che la Scuola non sempre rafforza, perché ciò che conta è studiare tutto ciò che serve per l’interrogazione ed i compiti in classe. Certo, leggere il testo classico latino richiede requisiti e capacità che si costruiscono a scuola, laddove i docenti coltivano il virus di leggere per il piacere di leggere. Con l’informatica e la plurisciplinarità, il testo si conosce dal di dentro, analizzando nel profondo la lingua: una tecnica di studio rinnovata consente un apprendimento più consapevole, diverso dallo studio tradizionale che continua a muoversi sull’asse storico-cronologico.
La possibilità di ordinare in maniera originale e creativa ciò che si è andato leggendo e producendo finisce con il costituire il nucleo fondante di una nuova antologia che non viene scelta da altri, ma costruita attraverso il gusto personale. Si potranno così trovare vari modi di strutturare l’antologia: per temi, per argomenti, per generi. Il tempo di uno status-symbol delle lingue classiche è ormai tramontato; oggi lo studio dei classici offre una grande risorsa per la ricerca linguistica. La lingua latina era diventata dominio di regole grammaticali e soprattutto delle “eccezioni”. Uno studio che passava per rigoroso, ma che in realtà si fondava e si fonda sulla descrizione della lingua e del metodo deduttivo. Appresa la regola a memoria, si passava agli esercizi. Oggi, invece, è necessario leggere i classici (grazie ai quali nani sumus super humeros gigantum) e arricchire l’insegnamento e l’apprendimento con l’esperienza dei nuovi linguaggi destinati a modificare stili di insegnamento e modalità di apprendimento. Questo ufficio dirigenziale ringrazia tutti coloro che con impegno, fiducia e continuità hanno garantito la realizzazione di questo percorso di ricerca. In particolare, un ringraziamento al Prof. Franco Salerno, che ha ideato questa pubblicazione, curandone in maniera instancabile il coordinamento complessivo.
Giuseppe Vastola, Dirigente Scolastico Liceo “T. L. Caro”
Il Latino, lingua viva e attuale
Il Latino è una lingua viva! Altro che morta. Ed è viva perché palpita con le sue parole, i suoi suoni, i suoi significati nelle lingue europee e nella lingua parlata da noi ogni giorno. Spesso noi usiamo termini latini e non ce ne rendiamo conto: li pronunciamo e li usiamo “naturalmente”. Come quando diciamo ad hoc, agenda, alter ego, a priori, ex aequo, extra, forum, gratis, in primis, lapsus, medium, quid, quorum, raptus, rebus, referendum, sponsor, virus e ultimatum. E, allora, sarebbe coerente ripristinare questa “naturalità” nell’insegnamento della lingua latina e fare in modo che prendesse piede anche la diffusione di intere frasi idiomatiche per effettuare un “retto conversare”. “Naturalmente” in modo corretto. In questa maniera eviteremmo errori diffusi come conditio sine qua non: è noto, infatti, che conditio significa “fondazione di una città” o “atto del condire” e non (come erroneamente si pensa) “condizione”, che in latino si esprime invece con il lessema condicio. Noi docenti del Liceo “T. L. Caro” di Sarno abbiamo pensato di condensare nel libro I like Latine loqui alcune esperienze di Latino “soave e vivo” realizzate con i nostri studenti: dalle scenette alle vignette, dalla traduzione dei proverbi napoletani alle recensioni cinematografiche, dall’attualizzazione dei testi letterari alla telecronaca di partite di football, vel rectius, di pedifollium. Il tutto rigorosamente in latino. Un latino piegato alle esigenze del mondo computerizzato e internettuale. E così il “caffè” diventa nei nostri testi potio arabica, il quotidiano ephemeris e la “e-mail” epistula-electronica o, per abbreviazione, e-e. Per questo non potevamo non scegliere come simbolo per il nostro libro quello del delfino con l’àncora, con cui Aldo Manuzio, Magister imprimendorum librorum, dal 1502 caratterizzò le sue pubblicazioni. Nell’immagine, che voi lettori troverete in questa pagina, il delfino simboleggia la velocità e l’àncora la solidità. Questa dialettica, incarnata peraltro dal motto latino Festina lente, può essere applicata allo studio del latino piacevole: la rapidità dell’intuizione e la solidità del possesso delle conoscenze. Il nostro è un experimentum. Poi, sicuramente, “di retro a noi con miglior voci”, altri perfezioneranno l’operazione e la porteranno ad altiora o ad meliora o ad superiora (espressioni, che sono meno banali del convenzionale e ormai massificato ad maiora).
Franco Salerno, Curatore del volume I like Latine loqui
Guarda l’album di fotografie della Presentazione del 17 maggio 2016: clicca QUI.

