36° Festival Mix 2022


All’insegna del motto “Back to Love” si conclude la rassegna milanese di cinema e cultura LGBT+

Con il trionfo di “Nico” di Eline Gehring, si è conclusa domenica 19 giugno 22 la 36esima edizione del MIX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Queer Culture. La rassegna cinematografica dedicata alla proiezione di film a tematica lesbica, gay e transgender, raccoglie dal 1986, intorno ai temi dell’identità, le migliori pellicole di produzione indipendente internazionali e nazionali.

Oggi il MIX, non abbandonando le sue antiche rivendicazioni sociali e politiche, rappresenta uno dei Festival del Cinema LGBTQ+ tra i più seguiti al mondo. In 36 edizioni ha avuto in programma 4.200 titoli, con circa il 75% di anteprime nazionali e la presenza di ben 1.357 lungometraggi narrativi. Questa edizione presentava 50 titoli in gara, 36 anteprime della migliore cinematografia internazionale Lgbtq+. Senza mai abbandonare il motto “MoreLove”, dopo due anni di pandemia si è ritornati in presenza. Oltre al già collaudato Piccolo Teatro Strehler, si sono aggiunte due nuove locations: la Casa degli Artisti e il Cam Garibaldi.

Diventata una costanza che si affianca alle proiezioni in presenza, la visione digitale ha permesso, inoltre, l’offerta di gran parte dei titoli in streaming on demand su NEXO+ in tutta Italia. Inoltre con l’App “MiX Festival” il pubblico ha potuto votare il Premio del Pubblico per la categoria lungometraggi narrativi.

Una parte dei ricavati dalla sottoscrizione della tessera è stata destinata all’emergenza delle persone Lgbtq+ coinvolte dalla guerra in Ucraina.


Il MIX non è solo cinema ma un insieme di eventi collaterali “MIXOFF”, un approccio multidisciplinare che raccoglie mostre d’arte, bookshop permanenti, presentazioni di libri, dibattiti e forme artistiche diverse come “Music on the steps”, evento musicale che presenta per tutti i 4 giorni di durata del Festival i migliori DJ nazionali e internazionali. Presente alla serata di apertura anche l’assessore Tommaso Sacchi, per una 36a edizione del MiX Festival che ha preso forma con la proiezione di Broadway di Christos Massalas.

Tra gli ospiti del Festival Mina Welby, moglie di Piergiorgio e co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni, da anni sul campo per difendere i diritti e la libertà di scelta sul fine vita, le special guest Luciana Littizzetto e Arisa, insignite rispettivamente del titolo di “Queen of Comedy” e “Queen of Music”.

Tra i titoli più acclamati “Framing Agnes” di Chase Joynt, documentario vincitore di Next Innovator Award e Next Audience Award al Sundance Film Festival; Cut! dello spagnolo Marc Ferrer, giallo a sfondo queer che omaggia il cinema di genere italiano e in particolare di Dario Argento, l’intenso All Our Fears di Lukasz Ronduda e Lukasz Gutt, film polacco vincitore dell’ultimo Polish Film Festival, che affronta il problema tra religione e omosessualità in un paese fortemente cattolico e omofobo; Shall I Compare You to a Summer’s Day?, un ibrido sperimentale tra teatro e fiction del regista egiziano Mohammad Shawky Hassan, presentato in anteprima mondiale nella sezione Forum dell’ultima Berlinale e Balaban di Aysulu Onaran, film ispirato a fatti realmente accaduti in Kazakistan nel 2006. La cerimonia di premiazione, condotta da Le Rubrichette, è stata preceduta dalla performance di Italy Bares, che ha scatenato il pubblico sulle note di Rumore di Raffaella Carrà.

A giudicare i lungometraggi in concorso una giuria internazionale presieduta dalla studiosa di cinema queer e docente dell’Università di Warwick Michele Aaron.

Le giurie internazionali, formate da esperti e critici di cinema hanno così decretato i premi:
Miglior Documentario a: Tsumu – Where do you go with your dreams? di Kasper Kiertzner;
Miglior Cortometraggio a: Shams di Pauline Beugnies;
Miglior Lungometraggio a: Nico di Eline Gehring, con la seguente motivazione: per l’efficacia con cui, sin dalle prime immagini, ci viene proposto un originale personaggio di forte impronta queer, non solo dal punto di vista dell’orientamento sessuale, ma più compiutamente da quello intersezionale. La giuria ha ritenuto interessante come il film voglia evidenziare l’importanza del recupero della propria forza interiore quando il contesto in cui si vive mette duramente alla prova la propria vulnerabilità.
Premio per la Miglior sceneggiatura a All Our Fears di Łukasz Ronduda e Łukasz Gutt.
Premio Sky Documentaries a Framing Agnes di Chase Joynt.
Premio Mix Nexo+ a Balaban di Aysulu Onaran.
Menzione speciale a: Travesti odyssey di Nicolàs Videla, con la seguente motivazione: per l’incredibile uso dei materiali di archivio, invisibile e preziosi, e la musica che accompagna tutto il film, in forte risonanza con gli anni che documenta. E anche per l’importanza dell’attivismo di oggi, su temi come il razzismo l’antisemitismo e l’omo lesbo bi transfobia.
Da menzionare, infine, la proiezione di Porpora di Roberto Cannavò, dove la leader del MIT (Movimento Identità Trans) Porpora Marcasciano affronta un viaggio popolato di racconti intimi con icone storiche del Movimento Trans e con la comunità dei «femminielli» di Napoli.

Articolo scritto da Mauro Milone, esperto di Cinema accreditato e presente al Festival per MediaVox Magazine

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