LA PASSIONE PER IL DELITTO INTERVISTA A MARIA ELISA GUALANDRIS

Sebbene a malincuore, Benedetta Allegri ha abbandonato il giornalismo per fare la copywriter nella scintillante Milano, e si è ripetuta che era meglio per tutti se se lo fosse lasciato alle spalle per sempre. Per se stessa, in primo luogo, per una stabilità economica che scrivere non le avrebbe mai dato. E per la sua storia con Andre, che adesso, finalmente, con l’affascinante commissario Stefano Giuliani trasferito a Roma, sembra aver ritrovato il suo equilibrio.
Ma non appena la giovanissima Caterina le chiede aiuto per scoprire la verità sulla morte di sua madre, rinvenuta nelle acque di un laghetto di montagna, Benedetta sente irrefrenabilmente il richiamo della vecchia passione per i misteri e per la verità.
Accettare di aiutare Caterina significa per Benny ritrovare se stessa, ma anche rischiare di giocarsi tutto quello che ha. E, come se non bastasse, un viaggio di lavoro a Roma e una romantica serata a Trastevere con Giuliani rischiano di complicare ulteriormente le cose.
Ma, si sa, quando le cose si complicano l’apprendista reporter Benedetta Allegri non si tira certo indietro.


Un nuovo caso per Benedetta Allegri, secondo capitolo della serie L’apprendista reporter di Maria Elisa Gualandris, iniziata con Nelle sue ossa.

L’INTERVISTA

Bentornata sulle pagine di Mediavox. Ci parli del suo ultimo libro “Come il lago”. Qual è la cosa che i lettori potrebbero apprezzare maggiormente del suo romanzo e perché? Quello che mi dicono i lettori è che apprezzano i personaggi, soprattutto la protagonista Benedetta Allegri, lo stile scorrevole e l’ambientazione, con le descrizioni del lago Maggiore e delle montagne.


Descriva con tre aggettivi il suo libro? Intrigante, sincero e direi “semplice”, nel senso che non pretende di essere niente di diverso da quello che è, una lettura leggera e spero piacevole.


Un nuovo caso per Benedetta Allegri. Quanto c’è di Maria Elisa Gualandris nel suo personaggio? C’è molto, dal momento che facciamo lo stesso lavoro e viviamo in parte gli stessi problemi, ma poi come è giusto lei si stacca da me e vive le sue avventure. Benny è sicuramente molto più coraggiosa, testarda (forse troppo) e un po’ kamikaze. Non si arrende finché non ha ottenuto ciò che desidera, spesso pagando un prezzo altissimo. Forse è più quella che vorrei essere io.


Anche questo libro come “Nelle sue ossa”, è ambientato sulle rive di un lago. Perché questa scelta? Perché il lago è il mondo che vivo da quando sono nata. Non saprei raccontare così un altro posto. E poi credo che il lago sia una sorta di protagonista della storia. Uno specchio d’acqua chiusa, a differenza del mare, che si tinge di azzurro o di grigio, spesso è avvolto nella nebbia. Così il laghetto di montagna dove viene trovato il corpo di Annalisa. Un altro luogo del cuore, per me, che credo rappresenti bene l’atmosfera della storia.


Lei scrive soprattutto di cronaca nera e giudiziaria. Quanto tutto ciò ha influenzato nello strutturare questo romanzo? Sicuramente mi aiuta moltissimo perché non è semplice raccontare le indagini senza conoscenze di base. Inoltre il mio lavoro mi ha permesso spesso di conoscere anche il “dietro le quinte” delle attività degli inquirenti e quindi, spero, di raccontare in modo abbastanza verosimile quello che accade.


Nel corso della stesura di “Come il lago”, qual è stato il momento più difficile che ha affrontato? La paura di affrontare il giudizio dei lettori che avevano apprezzato il primo libro è stata l’ostacolo maggiore. E poi riuscire a ritrovare lo spirito della prima scrittura, ma senza essere ripetitiva.


Come nascono le sue storie? Io parto sempre da un’immagine. In questo romanzo è stata quella del corpo di Annalisa nel lago delle Streghe. Da lì poi costruisco la trama.


In Italia ci sono molti più scrittori che lettori. Che cosa pensa dell’editoria italiana? Gli ultimi dati segnano una ripresa delle vendite di libri e questo è sicuramente incoraggiante. Da quando mi sono affacciata in questo mondo mi sono resa conto che si tratta di un settore veramente complesso, dove è difficile orientarsi. Escono moltissimi libri, spesso di bassa qualità, difficile distinguere e difficile scegliere. Si vedono aspiranti scrittori pronti a tutto pur di pubblicare spesso finire preda di veri e propri imbrogli. Noi lettori dobbiamo stare molto attenti alle scelte che facciamo e forse farci condizionare meno dal marketing che propone ossessivamente libri che spesso non valgono poi così tanto. Spesso basta cercare un po’ tra gli scaffali per avere delle sorprese molto positive…

Chi è Maria Elisa Gualandris oltre la scrittura? Sono una lettrice, prima di tutto. Di lavoro faccio la giornalista per diverse testate locali e la speaker radiofonica. Amo perdermi nelle storie, quelle vere, che racconto per lavoro, quelle che leggo nei libri e quelle che provo a scrivere io.

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Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".