Dodici Giorni: intervista alla scrittrice Amalia Marro


Tra le letture consigliate sotto l’ombrellone c’è questo bellissimo libro con le nuvole rosa, disegnate su uno sfondo azzurro cielo. Si intitola “Dodici Giorni” ed è il romanzo d’esordio della scrittrice casertana Amalia Marro. Ma prima di immergervi totalmente nel mondo dei personaggi di Starbright Beach, è consigliabile utilizzare una buona dose di protezione solare, per non correre il rischio di scottarsi. Si, perché fin dalle prime pagine di questo romanzo l’autrice compie un vero e proprio incantesimo sul lettore, il quale difficilmente riuscirà a staccarsi dal volume prima di sapere come andrà a finire.
Dodici Giorni” è uno di quei rari libri che, quando termina, ti fa sentire un po’ più orfano. Le pagine scorrono fluide proprio come la scrittura di Amalia che, dalla sua, ha senza dubbio la stoffa di sapiente narratrice. Tutte le vicende narrate scorrono davanti agli occhi come le immagini di un film, e chiunque, leggendolo, potrà ritrovarsi, o ritrovare un’emozione e un ricordo ormai dimenticati. “Dodici Giorni” non è solo una storia di amore, di amicizia e di perdita, ma è anche un viaggio nel tempo, tra gli anni dell’adolescenza e della prima età adulta, sullo sfondo della piccola cittadina di Starbright Beach e dell’enorme Manhattan.
I protagonisti sono Angel McMahon, Ray Johnson e Edge Baker, che, accanto ai loro amici, Jennifer, Sean, Sherry e Thunder, si troveranno ad affrontare i primi grandi amori, le responsabilità, le scelte più difficili e dolorose, mentre i rapporti tra loro si complicano irrimediabilmente.

L’INTERVISTA

Dodici giorni è un romanzo ricco di temi a te cari, come l’inclusività, le radici e la salute mentale. Quale tra questi temi è quello di cui hai più sentito l’urgenza di parlare, e perché? Anche se non vengono nominati nello specifico, gli effetti della sofferenza mentale hanno un impatto gigantesco sulle vite delle persone, e Dodici Giorni è uno spaccato sulla vita di un gruppo di persone. Tuttavia, non mi sentirei forse di scegliere un solo tema, perché ogni cosa nel libro è il risultato di cose in cui credo o storie che ho sentito l’urgenza di raccontare.

La pubblicazione di questo romanzo ha una genesi molto lunga. Quando e perché hai deciso di pubblicarlo? Ho deciso di pubblicarlo quando ho scelto la struttura definitiva del romanzo, e posso anche rivelarti il periodo! Gennaio 2019, ero a Torino. Erano anni che mi arrovellavo il cervello chiedendomi come fare a raccontare bene questa storia che avevo in testa, e quando l’ho capito, quando tutto ha preso una forma, ho anche capito che ad un certo punto avrei dovuto lasciarla andare, che doveva avere la possibilità di essere conosciuta da altre persone.

La costruzione di Dodici Giorni tiene insieme linee temporali diverse, frammenti di vita che insieme si uniscono e chiarificano le azioni e le reazioni dei vari protagonisti. Come hai avuto quest’idea? Diciamo che ho sempre visto la storia nella sua interezza, non considero le linee temporali propriamente separate. È come quando, in fondo, racconti una storia personale. Ogni cosa ha portato all’evento finale, ogni tassello contribuisce alla formazione del puzzle.

I protagonisti del racconto sono Angel, Ray ed Edge. Fra di loro, chi è il personaggio che senti più vicino a te, e perché? Per una questione caratteriale, direi Ray. Io e Ray siamo molto simili, molto idealisti, e anche molto spaventati dall’idea di non essere perfetti. Angel ed Edge, però, rappresentano due lati della vita che ho scelto di non avere. Sono due musicisti, lei è una jazzista, lui un bassista rock. Non troppi anni fa, ho scelto di lasciare la carriera del jazz e quella del rock, nemmeno con troppo rammarico. Il mondo professionale della musica non faceva per me, però mi piace pensare che loro siano l’eredità che le mie “passate vite” musicali mi hanno lasciato.

Il romanzo è costituito da 12 capitoli, ossia 12 giorni, uno per ogni mese dell’anno. Qual è il tuo giorno preferito? Questa è una domanda bellissima, e ti rispondo che di giorni preferiti ne ho 3! Il quinto, l’ottavo e il nono.

Hai creato sul tuo sito uno spin-off del romanzo, e ogni mese pubblichi un nuovo racconto legato a un episodio della vita dei protagonisti di Dodici Giorni. Sì, lavorare alla serie è stato bellissimo. L’editing è stato curato da Gloria Macaluso, l’editor freelance che ha curato anche la versione definitiva di Dodici Giorni. Ogni episodio è autoconclusivo, e può essere letto da tutti, anche da chi non ha idea di cosa sia Dodici Giorni. Dodici è ambientata in dodici anni diversi, e ci sono molte sfaccettature della storia che non verranno mai ripetute nei libri. Sono momenti che danno un quadro più ampio, e mi piaceva molto l’idea di poter ampliare la storia in questo modo. Inoltre, chiunque può leggere gratuitamente i racconti, e questo dà a più persone la possibilità di avvicinarsi alla mia scrittura, capire se il genere rientra nelle proprie corde, se i personaggi possono interessare o no.

Parliamo della copertina del libro, realizzata da Madame Pillow, un cielo azzurro con nuvole rosa. La copertina l’avevo visualizzata ancora prima di scegliere la modalità di pubblicazione. Per Dodici Giorni avevo in mente un progetto ben definito fin dall’inizio. Avevo bisogno che la parete azzurra con le nuvole rosa fosse immediatamente comunicativa. Per fortuna, conoscevo già Laura (aka Madame Pillow) da molti anni, e ho sempre trovato che il suo stile artistico comunicasse tantissimo. Ho pensato da subito che sarebbe stata la persona perfetta per la copertina, e infatti avevo ragione: è riuscita ad arrivare esattamente dove volevo. Adesso io vedo quella parete, esiste, è reale, ed è tutto merito suo.

Ci sarà un sequel di questo romanzo? E se si, puoi già anticiparci qualcosa? Penso sia la prima intervista in cui rivelo il titolo, Dodici Mesi. Posso anticipare una cosa: riprenderemo tutto da dove l’abbiamo lasciato, e tutte le domande troveranno una risposta.

Piccolo spazio pubblicità: chi non lo ha ancora fatto, perché dovrebbe leggere Dodici Giorni? Perché mi renderebbe tanto felice! Scherzo, naturalmente. Scommettere su un libro emergente, e quindi decidere di spendere denaro e tempo su una lettura di una nuova penna è sempre una scelta molto particolare. Certo, in questo libro posso dire di aver messo cuore e anima, ma non sono sicura che basti a convincere nuovi lettori, e allora dico: è una storia che parla di una, due, tre vite, e anche di più, delle cose che non vanno come si sperava, di amore e di dolore. Penso sia molto facile relazionarsi con quanto letto, e penso che questo libro possa far sentire chi lo legge meno solo.

Biografia/Amalia Marro si definisce scherzosamente “Autrice-in-corso” e musicista occasionale. È stata una traduttrice freelance e, tutt’oggi, è una sognatrice seriale, dedita alla scrittura dei suoi primi romanzi. Si occupa di Letterature Comparate, Filologia Germanica e Studi degli Stati Uniti e dei Paesi Bassi. Sul suo profilo Instagram @vypergram condivide contenuti su libri, inclusività, self-love, e salute mentale. Il suo romanzo d’esordio, Dodici Giorni, è acquistabile solo su Amazon, in formato cartaceo e digitale. Sul sito ufficiale amaliamarro.it puoi leggere e scoprire tutti gli episodi della serie “Dodici”.

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Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e attualmente vive a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia.