Veronica Iannone Presidente della Fondazione Italiana Sommelier in Campania, l’Enologo Nicola Biasi e il Wine Critic Raffaele Vecchione hanno presentato, mercoledì 5 ottobre, presso il Dolce Gola di Poggiomarino, la 1^ annata di Quintessenza , un Vino da uve di Aglianico in purezza dell’azienda di Raffaele Napolitano..
Il giovane imprenditore Napolitano, già abile e dedito all’agricoltura, ha incrementato sempre di più le sue passioni, grazie soprattutto alla Grande Esperienza portata avanti da oltre mezzo secolo, dalla sua Famiglia e dai Fratelli Napolitano in Poggiomarino .
La Famiglia Napolitano ha saputo da sempre conciliare vari aspetti, per poter condurre appieno l’attività, in primis Rispetto e Resilienza, salvaguardando sempre la qualità e la quantità in un’ottica integrativa del Territorio.
La decisione di intraprendere questa attività é frutto della caparbietà e del coraggio del giovane Raffaele, che volgendo lo sguardo all’attività vitivinicola ha puntato sull’eccellenza dell’aglianico.
Per tutta la serata i Sommelier della Fondazione Italiana Sommelier hanno curato, più in generale, con un master class a banchi di scuola, un banco d’assaggio del vino, rappresentativo di 6 aziende seguite dall’enologo Nicola Biasi.
Un viaggio alla scoperta dei Grandi Territori che accompagnano da sempre il patrimonio ampelografico italiano, leggendo attraverso la degustazione lo stile e le caratteristiche delle sei differenti aziende, in una sola serata.
Sei etichette che hanno un denominatore comune e che si fanno apprezzare per eleganza, raffinatezza ed elevata qualità:
Col Par Sor Extra Brut – Prosecco Superiore DOCG – Colle Regina
Preludio 2020 – Doc Collio Bianco – Della Casa
Vin de la Neu 2019 – IGT Bianco Vigneti delle Dolomiti – Biasi Nicola
Rosso di Montalcino 2020 – Doc Rosso di Montalcino – Podere La Vigna
Baccalera 2021 – Barbera d’Asti Docg – Oddone Prati
Quintaessenza 2021 – IGT Aglianico – Raffaele Napolitano

L’impegno di Raffaele Napolitano, con la sua produzione di Quintessenza- ha sottolineato Veronica Iannone – è la dimostrazione che si può essere oltre che bravi, anche sostenibili in ambito enologico. Non ci sono soltanto la cura dei filari e la potatura delle piante tra i compiti dei vignaioli. Non è sufficiente occuparsi della raccolta e della pigiatura delle uve, così come non basta seguire la fermentazione e l’imbottigliamento. Tra i ruoli di chi lavora in vigna c’è quello sociale: significa che il vignaiolo può, e deve, essere motore di crescita economica grazie al rapporto virtuoso instaurato con i propri dipendenti e con le comunità con cui la propria cantina interagisce. Quintessenza è una delle speranze significative di rinascita post Covid.
