Si è tenuta ieri mattina mercoledì 19 ottobre alle 11 presso il foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno la Conferenza stampa per il nuovo allestimento della tragedia giapponese in tre atti della Madama Butterfly salernitana 2022 in scena al massimo cittadino a partire da venerdì 21.
Presenti il regista Giandomenico Vaccari, il segretario artistico Antonio Marzullo e il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli con una rappresentanza di docenti e studenti delle scuole salernitane. Gli stessi invitati poi alla serata delle prove generali.
L’opera nell’allestimento sobrio e tradizionale, meno centrato su clichè orientali, ha restituito agli spettatori una interpretazione di altissimo livello. I personaggi sfilati sul palco come archetipi simbolici, avvolti in abiti bellissimi hanno contribuito a rendere quest’opera dal respiro universale comprensibile a chiunque. Madama Butterfly struggente, appassionata, triste, espressione dell’apologia di un amore giovanile, ingenuo, fedele fino alla morte è una giovanissima donna, Cio-Cio-San, interpretata dal soprano Kristine Opolai.
Un amore puro, viscerale, totale, assoluto contro ogni ragionevolezza, per un tenente della marina degli Stati Uniti, F.B. Pinkerton interpretato dal tenore Piero Pretti che fa breccia nel suo cuore e la porterà all’epilogo più tragico. Il dramma pucciniano, interpretato alla perfezione e senza ridondanza e particolari barocchismi ha donato ai personaggi quell’intensità struggente che si consuma in tre ore di rappresentazione per niente monotone. Su tutto, l’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi con il coro del teatro dell’Opera di Salerno che ha accompagnato magnificamente lo sviluppo psicologico dei personaggi, gli attori principali con le loro personalità complesse. Il modo in cui sono stati fatti ri-vivere, e in particolare Madama Butterfly che, non ha mai fatto mancare quell’intensità struggente, quasi in una completa identificazione drammatica, ha concesso al pubblico un profilo di donna che si deve amare molto. La storia triste e intensa di questa donna che ama senza riserve, nella serata della prova generale ha conquistato unanimemente e acriticamente un pubblico giovane rapito da quest’opera che non conosce stagioni e confini. Un dramma coinvolgente e personale che esprime il conflitto culturale tra antiche tradizioni giapponesi e la moderna e consumistica società statunitense. E la modernità di Madame Butterfly risiede proprio in questo. Il M.o Avagliano, pianista solista e accompagnatore e ripassatore di cantanti lirici, presente in sala con alcuni suoi allievi si è detto assolutamente coinvolto da questa performance che ha raccontato Puccini, che ha voluto andare oltre le mode dell’epoca (cineserie ed esotismi di maniera) con un attento studio di analisi degli strumenti tradizionali orientali e dei modi esatonali e pentafonici.
Emozioni intense, che hanno toccato delle corde altissime, connettendo i personaggi, completamente padroni della scena, al pubblico di giovanissimi presente in teatro che non ha avuto difficoltà a capire il testo e il senso delle parole. Tanti i docenti accompagnatori, tra cui la prof.ssa Emilia Giordano, docente di storia dell’arte del Liceo scientifico Genoino di Cava de’Tirreni si sono detti favorevoli a recuperare l’opera nelle scuole come valore aggiunto per questi giovani, non relegandola ad una cosa di élite o a un pubblico adulto. La scuola, attraverso queste opportunità deve impegnarsi ad alimentare l’amore per l’arte a tutti i livelli. Purtroppo ancora oggi si paga lo scotto di politiche scolastiche non proprio felici che di fatto negli anni hanno degradato in un angolo la musica come l’arte che significano emozione e creatività, utilissime ad aiutare quelle soft skills con cui è possibile andare oltre quello che conosciamo.
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