Il backstage del film “L’ombra di Caravaggio”

Sul set de “L’ombra di Caravaggio”: intervista a Daniele Santonicola che, con grande maestria, ha curato il backstage dell’attesissimo film di Michele Placido.

Esce oggi in tutte le sale cinematografiche il film/evento di Michele Placido, che ripercorre l’intricata esistenza del pittore più amato di tutti i tempi. L’ombra di Caravaggio” è prodotto da Federica Vincenti (Goldenart Production con Rai Cinema) ed è una co-produzione italo/francese con Charlot, Le Pacte, Mact Production, in collaborazione con Film Commission Regione Campania e QMI.

Il protagonista è Riccardo Scamarcio che veste i panni di Caravaggio, artista geniale e nello stesso tempo ribelle nei confronti delle regole dettate dal Concilio di Trento, che tracciava le coordinate esatte di come bisognava rappresentare l’arte sacra. Il Papa Paolo V, essendo stato informato che Caravaggio usava nei suoi dipinti sacri prostitute, ladri e vagabondi, si trovò costretto a commissionare ai servizi segreti del Vaticano una vera e propria indagine. Così L’Ombra (questo il nome dell’investigatore interpretato da Louis Garrel) comincerà una vera e propria indagine che lo porterà a scoprire i vizi e le virtù di quel genio che risponde al nome di Michelangelo Merisi, e avrà nelle sue mani il potere di vita o di morte dell’artista.
Nel cast ci sono anche Isabelle Huppert, Vinicio Marchioni, Micaela Ramazzotti, Brenno PlacidoAlessandro Haber, Gianfranco Gallo e lo stesso Michele Placido, che ha ritagliato per sé la parte del libertino Cardinal Del Monte.

A occuparsi del backstage del film Daniele Santonicola, che ha già realizzato numerosi backstage di film e serie di successo, tra i quali Il cecchino (2013), Suburra (2015), Bentornato Presidente (2019), I diari di Hammamet (2020) e Padrenostro (2020). Il suo è uno sguardo privilegiato su quello che è il punto di incontro tra realtà e finzione: MediaVox Magazine lo ha intervistato per i suoi Lettori che lo hanno tanto amato per come si è occupato della parte video del backstage della Serie TV “Noi”…

Guarda un minuto di video/backstage 👇

L’INTERVISTA

Chi si occupa di backstage, cosa fa esattamente? Portaci con te sul set di questo film… Il mio compito è documentare come avviene la lavorazione di un progetto audiovisivo. Parto dalla decostruzione della finzione mostrando quello che c’è dietro la finzione, anche se poi, in fase di montaggio, io stesso ritorno alla finzione, perché realizzo un mio racconto personale di ciò che avviene sul set. L’ombra di Caravaggio è stato un progetto che mi ha permesso di avere tanto materiale a disposizione da poter documentare, perché è un film in costume, ambientato nel Seicento, con un production value molto alto. E’ uno dei film italiani più costosi, un progetto immenso, che Placido aveva in mente di realizzare da decenni. Scenografie ricostruite ex novo a Cinecittà, location reali riallestite per il film, abiti sartoriali e parrucche dell’epoca realizzate per tutti gli attori e le comparse… Insomma, c’è stato un vero lavoro di preparazione che ha coinvolto tantissime persone. E poi avevo da documentare tutta la preparazione degli attori. Questo film vede un cast molto importante: oltre a Riccardo Scamarcio che recita nel ruolo di Caravaggio, ci sono anche Louis Garrel, Isabelle Huppert, Micaela Ramazzotti, Vinicio Marchioni, Alessandro Haber…

Ci racconti qualche aneddoto curioso o particolare, che ti è capitato durante le riprese? Isabelle Huppert non ama avere il backstage e il fotografo di scena sul set mentre sta recitando. Lei è una star, e io non potevo non avere materiale su di lei. Però, dovevo rispettare la sua volontà. Quindi ho cercato in tutti i modi di stare sul set e di documentare il suo lavoro, ma tutto questo senza mai farmi vedere da lei. Dovevo essere invisibile!

Com’è stato lavorare con Michele Placido? Io e Placido ci conosciamo dal 2007. All’epoca ero un ragazzino, nemmeno ancora ventenne, che realizzava dei cortometraggi da regista in maniera indipendente. Ogni volta che capitava dalle mie parti io mi intrufolavo dietro le quinte per dargli il mio ultimo cortometraggio da vedere. Sul dvd lasciavo sempre i miei contatti, nella speranza che mi richiamasse. Finché lui, un giorno, mi ha chiamato per davvero! Quando mi sono trasferito a Roma, Placido cominciò a portarmi in giro con sé tra varie tournée teatrali per farmi fare il backstage. Diceva che in me vedeva del potenziale che voleva coltivare. Lui è stato veramente uno dei primi che ha subito creduto in me, e questo poi si è riversato nel mio mestiere, perché io ho sempre avuto la passione del backstage fin da piccolo, anche se lo facevo per puro svago. Non smetterò mai di ringraziarlo.

In che modo hai cominciato a fare il backstage in maniera professionale? La svolta ci fu quando, nel 2011, Placido andò a girare un film in Francia (Il cecchino) e io lo implorai affinché mi portasse con lui a Parigi per farmi fare il backstage. Lui era scettico, ma per accontentarmi mi disse di presentarmi sul set solo per 4 giorni, come suo ospite. Feci una marea di riprese e riuscii a intervistare anche tutta la troupe e il cast. Tempo dopo mi chiamò l’ufficio stampa italiano del film, dicendomi che non riuscivano a rintracciare più il ragazzo che si era occupato del backstage a Parigi. Mi chiesero, allora, se avessi del materiale disponibile e se avessi fatto delle riprese. Riuscii a montare un progetto che divenne il backstage ufficiale del film. Quello è diventato il mio biglietto da visita per altre produzioni.

Gioie e dolori del tuo lavoro? La gioia di questo lavoro è la possibilità di avere uno sguardo unico sul progetto che si sta realizzando; questo, indubbiamente, è un privilegio. Tra i dolori ci sono le attese. Un elemento importantissimo del backstage è rappresentato dalle interviste, che servono da fil rouge nel montaggio. Le interviste vanno organizzate sul set e prevedono una lunghissima trafila di organizzazione. Devi organizzarti in base agli impegni e alla disponibilità degli attori o dei capireparto, e devi anche saper cogliere il momento giusto per poterle fare. Spesso sono stanchi oppure hanno poco tempo a disposizione, ma devi fartelo bastare. Le interviste sono sempre complicate! A volte mi capita di passare intere ore fuori dai camion, ad aspettare che la troupe e gli attori si liberino. Ogni attore, poi, ha la propria personalità. A volte trovi quelli più disponibili e a volte quelli che lo sono meno, quindi bisogna cercare il giusto modo per rapportarti con ciascuno di loro. Ogni volta devi cercare di trovare la giusta sintonia con quella persona e far sì che sia disponibile anche all’occhio della tua telecamera.

Esistono tantissimi film e prodotti televisivi incentrati sulla vita di Caravaggio. In cosa è diverso questo film, e perché gli spettatori dovrebbero guardarlo? Questo film cerca di portare di nuovo sullo schermo quello che era il grande cinema di una volta. L’ombra di Caravaggio è una produzione anomala nel panorama cinematografico italiano, perché si tratta di una produzione ad altissimo budget (come in Italia non si fa da tempo) e con un cast internazionale (altra cosa molto rara nel nostro Paese).

Foto esclusive, scattate durante le riprese dalla fotografa di scena LUISA CARCAVALE👇

Note biografiche DANIELE SANTONICOLA
Classe 1988, campano di nascita, romano di adozione. Daniele Santonicola ha studiato Scienze della Comunicazione all’Università degli Studi di Salerno e ha conseguito la laurea magistrale al DAMS di Roma Tre, dove si laurea nel 2012 con una tesi sul making-of nella storia del cinema. Dal 2002 al 2007 fa parte della giuria Giffoni Experience, il più importante festival di cinema per ragazzi (dove ha lavorato anche nella produzione video). Nel 2004, viene selezionato in un workshop di cinema ad Atene e, nel 2005, nella giuria di Giffoni-Hollywood, presieduta dal premio Oscar John Voight. Dal 2006, dirige diversi laboratori cinematografici per studenti delle scuole superiori, realizzando numerosi cortometraggi premiati in tutto il mondo. Nel 2007, partecipa alla trasmissione televisiva “Corto in Progress”, dirigendo il cortometraggio di un minuto “Rewind”, che vince il premio come miglior regia al Capri Art Film Festival. Nel 2010, lo spot indipendente “Ritrovarsi nella storia”, girato con l’amico e collega Giovanni D’Amaro, vince il primo premio al concorso regionale “Un video spot per Pompei” ed è presentato in importanti fiere internazionali del turismo come Londra, New York e Tokio. Dal 2010, lega il suo lavoro di regista alla passione per il dietro le quinte ed è chiamato a realizzare making-of di film, serie tv, spot pubblicitari e video musicali. Nel 2017, vince il “Premio Miglior Backstage” per “Suburra – Il film” di Stefano Sollima e nel 2021 vince lo stesso premio per il making of di “Padre Nostro” di Claudio Noce e quello di “I diari di Hammamet” di Pierfrancesco Favino.
Nel 2022 si dedica a tanti progetti interessanti come l’attesissimo “L’ombra di Caravaggio”.

Laureata in Giornalismo e Cultura editoriale all' Università di Parma nel 2018. Ha collaborato con italianradio.eu come articolista e conduttrice radiofonica di Radio Pizza Olanda, il canale di informazione per gli italiani residenti nei Paesi Bassi. Dopo una breve esperienza formativa negli studi di Radio ART si è trasferita in Svizzera e ha vissuto a Montreux. Appassionata di musica, moda, cinema e tecnologia. Attualmente, lavora per il Consorzio Gruppo Eventi.