Il 28 e 29 ottobre 2022 la città di Sorrento è stata lo scenario di un grande evento culturale: la 27° edizione del Premio Penisola Sorrentina Arturo Esposito. Tra le attività in programma il 29 mattina presso la storica sala consiliare Torquato Tasso, si è svolto l’incontro “Io e Massimo”.
Dopo il saluto iniziale del Direttore Artistico del Premio, Mario Esposito e del Sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, che hanno sottolineato come il cinema possa essere considerato un formidabile volano per la rinascita del Paese.
Al talk è intervenuto anche il neo Ministro alla Cultura, Gennaro Sangiuliano, che ha messo in evidenza come la mission del Premio sia quella di “coniugare la bellezza di questi luoghi con l’identità nazionale.”
Pier Paolo Mocci (curatore editoriale di Fortune Entertainment) ha dialogato con Anna Pavignano, sceneggiatrice, scrittrice e coautrice del docufilm di prossima uscita “Laggiù qualcuno mi ama” (Produzione Indiana, in associazione con Vision Distribution e Medusa Film) diretto da Mario Martone.
Anna Pavignano ha avuto un legame personale e professionale con Massimo Troisi scrivendo con lui film diventati dei veri e propri must del cinema italiano degli anni 80’ come “Ricomincio da tre”, “Scusate il ritardo”, “Pensavo fosse amore… invece era un calesse” e “Il postino”.
Mocci era interessato a capire in che modo fosse avvenuto il passaggio dagli spettacoli di cabaret come quelli proposti nella trasmissione “NO STOP”, al mondo della settima arte da parte di Massimo. La Pavignano ha evidenziato che nonostante il cinema negli anni 80’ volesse rinnovarsi e liberarsi dalla pur grandiosa stagione della commedia all’italiana che aveva prodotto film miliari, continuava a offrire a Massimo personaggi che non lo soddisfacevano. Troisi voleva proporre un nuovo modo di rapportarsi con lo spettatore toccando il suo aspetto emozionale, cercando di far uscire un’altra dimensione dell’attore e alla fine, “i produttori decisero di fidarsi di me e di Massimo e ci diedero carta bianca e così iniziammo a scrivere la sceneggiatura di ‘Ricomincio da tre’. Per noi due fu come entrare in un altro mondo in cui era importante rispettare e armonizzare i tempi comici, i tempi psicologici. Inoltre, capimmo quanto sia importante nella costruzione delle sceneggiature lo spazio riservato alle cose non dette.”
Troisi da grande attore al pari di Totò e di Eduardo, amava lasciarsi guidare molto anche dall’improvvisazione. Memorabili sono i dialoghi in cui c’era un continuo “rimpallarsi” di battute estemporanee con Lello Arena.
Sebbene siano trascorsi quasi 40 anni, molti film di Troisi conservano un grande fascino e sono sempre attuali perché raccontano di problemi ancora presenti nella società attuale come le tematiche dei rapporti di coppia, della gelosia.
Infine, uno sguardo di tenerezza la Pavigliano lo ha riservato all’ultimo film che Massimo girò prima di morire: “Il Postino” film liberamente tratto dal racconto “Il postino di Neruda”. Troisi riuscì a trasporre dalle pagine del libro, il personaggio di Mario Ruoppolo al mondo della celluloide caratterizzandolo con una vena di malinconia. Film struggente e di grande passione che descrive con mano leggiadra la sofferenza d’amore.
La manifestazione è stata intervallata dalla proiezione di alcune scene tratte dai film più famosi di Troisi da cui si è evinto la grande importanza riservata alla gestualità del corpo con cui Massimo amava tratteggiare i propri personaggi .
Grande lezione di cinema!
Le manifestazioni dell’Edizione 2022 del Premio sono organizzate dal Simposio delle Muse ETS, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il supporto del Mic DG Cinema e Audiovisivo e della Film Commission Regione Campania.