IL FULCRO ESTETICO DELLA PITTURA DELL’ARTISTA VINCENZO PRESTILEO

Il tratto che contraddistingue la sua produzione è certamente la tensione emotiva ed evocativa che riesce a trasmettere attraverso i suoi dipinti. Il fulcro estetico della pittura dell’artista Vincenzo Prestileo è tutto racchiuso nel suo estremo tentativo di intrappolare LA LUCE e la prepotente bellezza della Penisola Sorrentina nei suoi quadri: Capri vista da Punta Campanella, Limoni, La mattina, I Galli I, Ombre Luminose.
Prestileo ha una grande attenzione all’uso dei colori alfine di ottenere una composizione di grande impatto visivo e spesso utilizza lo sfondo azzurro. Azzurro come il suo mare. La sua pittura, essenzialmente figurativa, testimonia il legame irrinunciabile alla sua terra e sottende la possibilità di indagare nei meandri delle emozioni più nascoste.
Ha partecipato a varie mostre tra cui nel 2004 alla Galleria Sant’Agostino a Torino attenendo le recensioni di: Paolo Levi, Vittorio Sgarbi, Armando Audoli; nel 2007 a Firenze organizzata dalla famiglia Antinori in occasione dei 500 anni di legame con la città, partecipa alla mostra “Per Bacco”; nel 2010 personale presso Palazzo Salmatoris nella città di Cherasco e nel 2012 partecipa alla mostra Vis a Vis alla galleria Whitelabs Milano.

L’INTERVISTA

Aiuti i lettori di mediavox magazine al entrare nel suo mondo e ci racconti qualcosa di lei. Già da ragazzino ero molto sensibile a tutto quello che mi circondava, m’incantavo a guardare l’orizzonte tra mare e cielo e scoprire un’ infinità di sfumature di colori, causati da una luce magica che avvolgeva il tutto rendendolo così unico ed emozionante. Questo mio modo di osservare, coinvolgendomi emotivamente, è stato fondamentale, sia nella mia vita che nella mia professione. Ho capito quasi subito di essere un tutt’uno con l’universo che mi girava intorno, portandomi in un’altra dimensione. Da lì attingo quando realizzo i miei quadri, pensando a quel bambino che veniva ammaliato guardando l’orizzonte.

Lei il 25 novembre 2022 riceverà il Premio Paolo Leonelli per la sezione Arte in quanto con il suo lavoro ha promosso la cultura e la bellezza dell’identità territoriale della Penisola Sorrentina in Italia e nel Mondo. Condivida con noi le sue emozioni. È un onore e un privilegio per me ricevere questo riconoscimento, soprattutto perché premia quello a cui io tengo particolarmente: la cultura e la bellezza dell’identità territoriale della penisola sorrentina. Ed è una forte emozione essere riconosciuto come portatore della nostra identità fuori dal nostro paese. Mi fa tenerezza pensare a quel ragazzino che 50 anni fa ha intrapreso questo percorso e, con non poche difficoltà, è riuscito a realizzarlo. Questo premio corona la mia vita e mi dà consapevolezza ed ulteriore energia per continuare nella ricerca dell’unicità e del bello di cui è pervasa la nostra terra.

Quando ha capito che la pittura avrebbe fatto parte della sua vita? Diciamo da sempre, ho fatto la prima mostra a 16 anni e da allora è stato un crescendo, percorrendo tutto l’iter formativo dalla scuola d’Arte di Sorrento all’ Accademia di Belle Arti di Napoli.

Quali sono le tecniche che predilige utilizzare? Più che di tecniche parlerei della tecnica OLIO SU TELA perché la ritengo la più congeniale per il mio modo di esprimermi, non disdegnando la tempera, che ho usato (in un periodo della mia vita) nel campo delle decorazioni, e le matite colorate.

Come nasce in lei il processo di creazione? Da Ragazzo mi piaceva guardarmi intorno e inoltrarmi nei nostri territori fatti da promontori e costoni rocciosi che si inoltrano nel mare dei due golfi, con macchie mediterranee, agavi, fichi d’india e quest’orizzonte fra mare e cielo dove mi perdevo, sentendomi parte di esso. Ascoltare in questo silenzio armonioso due pescatori intenti nella loro fatica quotidiana, il fruscio del vento attraverso cespugli di ginestre, mirtilli e alberi di ulivo, lucertole che ti passavano a fianco tra cespugli di erba e fogliame. In quest’atmosfera l’attore principale è LA LUCE che inonda il tutto creando un’aurea magica che ti prende e ti porta in un’altra dimensione.

Che cosa cerca di suscitare in chi osserva i suoi quadri? Bellezza, Armonia, Evocazioni, Emozioni. Che mi vengono suscitate da questo territorio dove son nato, vivo e opero. Emozionarmi per emozionare.

Che cosa significa essere pittori oggi in Italia?
Per chi è un pittore figurativo nel senso tradizionale del termine, anche se ha una sua personalità e originalità, significa essere un po’ ai margini dell’Arte. Oggi in Italia, ma credo nel mondo, imperano la provocazione, la spettacolarizzazione, l’anarchia che portano l’osservatore ad un senso di disorientamento, confusione, perdendo di vista i veri valori della bellezza e della poesia.

Nei suoi quadri c’è una grande attenzione ai colori per una composizione finale di grande impatto. Ama molto i fondi azzurri. Come sceglie i colori da adoperare nelle sue opere? Sono stato sempre affascinato dalle atmosfere dei nostri paesaggi, dove la luce la fa da padrone e ho capito quasi subito l’importanza dei colori puri, i cosiddetti colori primari, i quali riescono a darmi quella preziosità e luminosità predominanti nelle mie opere. Tecnicamente il quadro è dipinto con micropennellate sovrapposte fra di loro, creando una tramatura di colori che danno come risultato finale quell’atmosfera sospesa, lirica, di cui ho bisogno.

Chi sono i grandi pittori che compongono il suo bagaglio pittorico? Gli Artisti che più hanno influenzato la mia formazione pittorica sono i Maestri del Rinascimento: Beato Angelico, Piero Della Francesca, Antonello da Messina per poi passare a Caravaggio, Rembrandt, fino ad arrivare al novecento con Max Ernst, Salvator Dalì, Magritte, Delvaux e soprattutto Giorgio Morandi con le sue nature morte intrise di atmosfere liriche, evocative. Infine l’artista che mi ha fatto uscire dallo stereotipo ed è stato un punto di riferimento, un faro, è un pittore americano che negli anni settanta si è stabilito da noi a Massa Lubrense, precisamente a Torca, Randall Morgan.

Chi è Vincenzo Prestileo oltre la pittura?
Sono molto restio a parlare di me oltre la pittura, anche perché la mia professione mi assorbe quasi completamente. Diciamo che Enzo Prestileo è i suoi quadri. Posso dire che oltre la pittura mi piacciono la musica e il teatro che ho anche praticato amatorialmente.

Alcune opere del Maestro 👇

Laureata in Scienze politiche presso l’Università Orientale di Napoli, ha pubblicato due raccolte liriche ottenendo vari riconoscimenti dalla critica. Tra le sue pubblicazioni, i libri per ragazzi “Scricchiolino” (che in modo frizzante ma profondo, narra le difficoltà di crescere di un ragazzino) e “Colpire al cuore” (uno spaccato del mondo adolescenziale d’oggi, presentato nel 2013 al Salone Internazionale del Libro di Torino). E’ addetto stampa per l’Italia del “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”. Nel 2016, ha pubblicato L’ombra della luna nuova A’ storia du rre e’ Castiellammare: una finestra sulla vita di provincia e sull’Italia fascista dei primi del Novecento. Il testo è stato presentato a “Casa Menotti” nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha pubblicato "Noi siamo un passo avanti".